Per Hubert Eckert guidare una locomotiva era già il suo sogno da bambino.

Da grande farò… il macchinista

Era il suo desiderio da piccolo e, oggi, Hubert Eckert guida le locomotive da oltre 30 anni. La vecchia linea del Gottardo è una delle sue preferite. Ma sarà felice anche di scoprire la nuova tecnologia della galleria di base.

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«Ogni volta che attraverso la “ montagna sacra ” ne resto affascinato»»

Hubert Eckert, macchinista FFS

Hubert Eckert era affascinato dai treni già da ragazzo. Per questo, 30 anni fa diede inizio alla sua carriera professionale nelle Ferrovie federali svizzere. Quali tratte vengono assegnate a un macchinista, dipende dalla stazione di partenza. Procedendo da Zurigo, Hubert Eckert percorre le linee più importanti della Svizzera: San Gallo, Ginevra, Basilea. E siccome sa l’italiano, è uno degli 85 macchinisti di Zurigo che attraversano il Gottardo, la «montagna sacra» nel gergo dei ferrovieri.


Il fascino della «montagna sacra»
«Ogni volta resto affascinato. Non posso fare a meno di pensare con ammirazione agli ingegneri che a metà del XIX secolo progettarono con tanta lungimiranza questa linea attraverso una valle sperduta», racconta il 53enne. A volte, durante il tragitto, gli capita di vedere cervi o camosci; altre volte il treno piomba nella magica atmosfera della nebbia. «Posso percorrere questa tratta cinque volte alla settimana e imbattermi in cinque scenari del tutto diversi, ma sempre affascinanti!».
Anche se durante il viaggio ha qua e là il tempo di ammirare il paesaggio, con una velocità fra 80 e 140 km/h questo tragitto resta uno dei più impegnativi della rete ferroviaria svizzera: fra Göschenen e Erstfeld, nonché fra Airolo e Bodio, è necessario avere il controllo assoluto sul sistema frenante. «Il treno può mettersi in movimento da solo già a partire da una pendenza del 3‰. E qui la pendenza tocca il 26‰! Sul fogliame autunnale e sul ghiaccio poi, sembra che le rotaie siano insaponate».
In vista dell’apertura della galleria di base, il macchinista si rammarica un po’: «Dopo, la situazione sarà certamente meno idilliaca. Ma io non vedo l’ora di partecipare al corso di formazione per conoscere le novità. La temperatura potrà essere di -16 gradi fuori e arrivare a +30 gradi dentro la galleria: una vera sfida per il materiale rotabile».

Formazione al simulatore 3D
La fase pilota del corso di formazione è già iniziata. Per l’esercitazione, le FFS hanno sviluppato una simulazione 3D. Il corso è rivolto a mille macchinisti delle FFS, di FFS Cargo e delle aziende partner e ad altrettanti impiegati ferroviari come i tecnici e il personale dei treni. Con la simulazione 3D i partecipanti si esercitano in diverse situazioni in cui affrontano guasti tecnici, un incendio sul treno e vari processi di comunicazione.

Non vi saranno più segnali esterni
Un’altra novità per i macchinisti sulla linea del Gottardo consiste nell’uso del moderno sistema di segnalazione in cabina di guida, ETCS Level 2. Questo nuovo sistema trasmette tutte le informazioni rilevanti per il macchinista via radio direttamente nella cabina di guida, dove vengono visualizzate allo schermo. La guida e le reazioni del macchinista sono costantemente monitorate. Non vi saranno più segnali esterni, anche perché, a una velocità superiore a 160 km/h, l’occhio umano non è più in grado di elaborare informazioni! ETCS Level 2 consente di intensificare il traffico, mantenendo la massima sicurezza. Oltre a due treni passeggeri in transito a 200 km/h, ogni ora potranno attraversare la galleria di base fino a 6 treni merci per direzione a una velocità di 100 km/h.

Mensa dalle 4.00 alle 24.00

Sono arrivato 35 anni fa in Svizzera dalla Sardegna, dove vive tuttora la mia famiglia. Ho lavorato in diversi cantoni, ma il cantiere Alptransit è stato il posto dove ho lavorato più a lungo: circa 12 anni fra 2002 e 2013, fra Bodio e Faido. Come responsabile per la cucina delle mense il lavoro era parecchio, visto che c’erano centinaia di operai e in cantiere si operava a turni di 24 ore su 24. In cucina eravamo in 15 impiegati e avevamo aperto dalle quattro del mattino fino a mezzanotte: c’erano tanti pasti da preparare.  Mi piaceva molto l’ambiente multiculturale (italiani, spagnoli, austriaci, svizzeri, tedeschi) e il fatto che sedessero fianco a fianco minatori e dirigenti. Non si sono mai create tensioni, ma alla parete della mensa dovevamo mettere cartelli con indicazioni chiare. Ad esempio, che il personale della cucina non fosse obbligato a servire le bibite a tavola. Insomma, si trattava di un «self service». Sono già emozionato al pensiero che nel 2016 aprirà la galleria di base del Gottardo e sono contento, perché ho contributo nel mio piccolo alla realizzazione di questa grande opera. Speriamo che funzioni.

Testo: Mélanie Haab
Foto: Kaminski, mad; testimonianza raccolta da Gerhard Lob


Pubblicazione:
lunedì 23.11.2015, ore 00:00