Joos Sutter all’Expo di Milano sorride soddisfatto, perché la
Coop già dal 2011 ha ridotto lo zucchero nei suoi yogurt senza alterarne il gusto.

Zucchero: di meno È meglio

Coop sostiene gli sforzi della Confederazione per un’alimentazione più sana ed equilibrata. Joos Sutter e Alain Berset firmano «l’iniziativa di Milano».

Alle malelingue verrebbe da dire che quel che non è buono per far formaggio diventa Rivella», spiega Heinz Kobel, responsabile del reparto sviluppo Rivella. «In realtà è esattamente l’opposto!». Sì, perché la materia prima per la preparazione della bibita nazionale svizzera è il siero di latte, la parte liquida del latte che si separa dalla cagliata durante il processo di caseificazione dopo essere stata privata di proteine e grassi. Il siero è in un certo qual modo un sottoprodotto della caseificazione. «Anche se definirlo sottoprodotto mi sembra riduttivo», spiega Kobel. «È privo di grassi, ricco di importanti vitamine, lattosio e sali minerali, un prodotto estremamente nobile, dunque». L’idea di creare dal siero di latte una bevanda rinfrescante venne al Dr. Robert Barth. Durante gli studi universitari l’allora studente di giurisprudenza acquistò i diritti della ricetta per fabbricare una sorta di birra di siero. Con l’aiuto di Hans Süsli, biologo assistente al Politecnico di Zurigo, sperimentò a lungo, finché riuscì ad ottenere una bibita di suo gradimento».

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Ci assumiamo le nostre responsabilità sul serio »

Joos Sutter, Presidente della direzione generale di Coop


Giornata memorabile martedì 4 agosto al Padiglione della Svizzera presso l’Esposizione universale di Milano. Una delegazione dei principali attori dell’industria alimentare del paese, guidata da Joos Sutter, presidente della direzione generale di Coop, vi si è recata in trasferta, su invito del ministro della salute Alain Berset. Obiettivo dell’incontro: la firma dell’«iniziativa di Milano», ovvero una strategia comune volta a ridurre la quantità di zucchero negli yogurt e nei cereali per la prima colazione. Il motivo è presto detto: assumiamo troppi zuccheri. Con un consumo medio giornaliero di circa 130 grammi, gli svizzeri sembrano essere meno virtuosi rispetto ai consumatori degli altri paesi. Infatti, si piazzano ben al di là dei 50 - 70 grammi quotidiani raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). 

Tanto per farsi un’idea concreta, 50 grammi di zucchero corrispondono all’incirca a 12 cucchiaini da caffè... In termini di salute pubblica, il consumo di zucchero rappresenta una grossa sfida. L’essere umano ha una naturale tendenza ad amare le cose dolci. Associate alla mancanza di esercizio fisico, le conseguenze di questa tendenza sono un aumento del numero di persone sovrappeso (in Svizzera circa il 38% delle donne e il 21% degli uomini), dei casi di obesità nonché delle malattie non trasmissibili, come il diabete o le patologie cardiovascolari.

Industria e Confederazione unite
Di fronte a tali sfide, l’industria alimentare elvetica e la Confederazione hanno deciso di unire le proprie forze. L’Expo di Milano, dedicata proprio alle sfide dell’alimentazione, rappresentava il contesto ideale per un primo passo.
Con la firma del memorandum, Coop si impegna in un primo tempo a valutare ciò che è possibile fare sulla base dell’assortimento attuale. «Prendiamo molto seriamente le nostre responsabilità. Il nostro obiettivo è ampliare la gamma di yogurt a basso contenuto di zucchero, senza ridurne il sapore. Il cliente avrà sempre a disposizione la stessa libertà di scelta, un assortimento sempre vasto e lo yogurt rimarrà un piacere da gustare con la coscienza a posto», spiega Joos Sutter.  
Nel 2010, Coop si era già impegnata a ridurre il tenore di zuccheri dei propri yogurt. Un obiettivo raggiunto (vedi box). Per il distributore, l’iniziativa di Milano rappresenta un nuovo compito complesso, in cui innovazione e know-how rivestiranno un ruolo chiave.

Gli impegni assunti
«Non possiamo semplicemente eliminare lo zucchero dagli yogurt», dichiara sorridendo Silvio Raggini, responsabile della gestione della qualità. «Esamineremo le possibilità tecniche, effettueremo test degustativi con i nostri specialisti di nutrizione e i nostri partner. Si tratta di un processo e una serie di miglioramenti che ci impegneranno per i prossimi anni.» Malgrado la complessità dell’incarico, l’impegno verrà presto concretizzato da sforzi concreti. I primi yogurt saranno disponibili nei negozi già il prossimo anno.

Una sfida globale
L’accordo siglato con Alain Berset a Milano riguarda la produzione in Svizzera, ma il consigliere federale conta di collaborare pure con i paesi vicini, anch’essi interessati. Joos Sutter vede le cose allo stesso modo: «Con questo impegno daremo un segnale forte, in Svizzera ma anche all’estero. Non siamo un’isola e ciò che accade qui può portare frutti anche oltre frontiera, perché si tratta di una sfida globale»

Signor Consigliere federale, lei mangia yogurt?
Glielo confesso, ho un debole per gli yogurt al caffè fin da quando ero piccolo. Ne mangio molto. E il mio ultimo birchermüsli risale a questa mattina. Come può vedere, quindi, è un tema che mi tocca da vicino!

E in quei momenti, fa attenzione al tenore di zucchero?
Sì, ma, come per qualsiasi prodotto trasformato, non è possibile fare nulla se lo si ritiene troppo zuccherato. Con l’iniziativa di Milano, i consumatori saranno ovviamente sempre liberi di acquistare ciò che desiderano, con piena conoscenza di causa. Forniamo loro le informazioni su cosa è opportuno fare per mangiare e vivere in modo sano. Questa è la responsabilità della Confederazione. Le aziende hanno la responsabilità di riflettere sui modi in cui ridurre, laddove è possibile, la quantità di zucchero contenuta nei loro prodotti. È l’obiettivo dell’iniziativa siglata insieme.

Quali saranno le prossime tappe?
Questo documento è un primo passo importante. Le prossime tappe consisteranno in contatti con distributori e produttori per determinare ciò che è possibile realizzare. Definiremo inoltre insieme un programma di ricerca. Su queste questioni la Confederazione è pronta a impegnarsi a sostegno del settore. Poi, da qui a uno o due anni, potremo fare un primo bilancio. Tutto questo non si può realizzare dall’oggi al domani, ma è fondamentale che vi sia questa volontà di iniziare, con un obiettivo comune.

Il fatto che un protagonista come Coop si impegni è quindi molto importante secondo lei?
Sicuramente. È indispensabile per noi che i principali attori siano disposti ad approfondire determinate questioni. E Coop è uno dei protagonisti principali!

I consumatori svizzeri, pur essendo ben informati, sono poco virtuosi rispetto ai consumatori degli altri paesi. Come se lo spiega?
L’informazione è estremamente importante, ma penso che vi siano altri fattori, ad esempio lo sviluppo dei prodotti trasformati. Sono dappertutto. Ne consumiamo sempre di più a causa dei nostri attuali stili di vita, della pressione del tempo, del lavoro. È probabile anche che le tradizioni rivestano un ruolo in tal senso. Abbiamo una produzione autoctona di zucchero in Svizzera, con una connessa storia gustativa.

Non esiste, giustamente, il rischio che il consumatore consideri questo cambiamento di atteggiamento un’imposizione?
Il consumatore, se lo desidera, può comunque zuccherare di più uno yogurt. Non gli viene tolto nulla, i prodotti zuccherati ci saranno sempre. Ma dobbiamo attirare l’attenzione sulle conseguenze, in particolare sui pericoli cau-sati dall’eccesso di zucchero nello sviluppo di malattie non trasmissibili. Di fronte a questo problema, l’iniziativa di Milano è un elemento essenziale nella nostra riflessione globale sulla salute pubblica in Svizzera.


Alain Berset e Joos Sutter: insieme con gli stessi obiettivi.
Testo: Thierry Délèze

Foto: Claudio Bader, Getty Images
Pubblicazione:
lunedì 17.08.2015, ore 00:00