Cesare Bassi verifica lo stato di salute delle piante durante la maturazione dei mirtilli.           

I mirtilli del Piano

Cesare Bassi di S. Antonino coltiva da 45 anni la terra nel pieno rispetto dell’ambiente, regalandoci frutti freschi e sani.

È l’inizio degli anni Settanta quando appena terminata la sua formazione presso la Scuola agraria cantonale di Mezzana, Cesare Bassi subentra al padre, rilevando l’azienda a conduzione famigliare sul piano di Magadino: «avevo 16 anni e mi ritrovai a gestire un’attività di circa 17 ettari piuttosto impegnativa e variata – ricorda Bassi –, con un allevamento di 25 mucche nutrici, le piantagioni di tabacco e diversi terreni dedicati sia alla campicoltura sia alla viticoltura.

Negli anni Novanta Bassi decide poi di dedicarsi anche alla frutticoltura, che con il passare del tempo acquista sempre maggior peso negli equilibri della dinamica impresa agricola di S. Antonino. Oltre a diversi tipi di mela, il vero fiore all’occhiello della Cesare Bassi sono oggi i mirtilli. «Ne possediamo all’incirca 350 piante, disposte su una superficie di 1500 metri quadrati, per una produzione annua che varia dagli 800 ai mille chili».

Si tratta di un prodotto al cento per cento naturale, che rispetta a pieno i tempi della natura. «Tra dicembre e gennaio effettuiamo la potatura, poi si deve solo attendere».
I mirtilli di Bassi non ricevono infatti nessun altro trattamento. All’inizio d’aprile – a dipendenza del tempo e della temperatura – avviene la fioritura delle piante e dopo circa due mesi e mezzo di crescita e maturazione i frutti sono pronti per essere colti. La raccolta viene effettuata dalla famiglia ancora rigorosamente a mano: «nel periodo di punta arriviamo a coglierne fino a quattro chili a testa per ogni ora». E per garantire la massima freschezza delle bacche, esse vengono raccolte tutti i giorni e nel giro di 24 ore sono già disponibili sugli scaffali delle maggiori filiali Coop della nostra regione.

Di stagione.  Mangiati al naturale sono una vera delizia, ma anche con la classica spolverata di zucchero a velo o in grani e una spruzzatina di limone non sono affatto male. Possono poi essere serviti come parte di un dessert o cotti in diverse ricette: gustati tiepidi su un buon gelato alla vaniglia sono il massimo.

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Testo: Natalia Ferroni
Foto: mad, ETiCinforma.ch
Pubblicazione:
lunedì 01.06.2015, ore 10:00


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