Blai Filipelli scopre il biliardino elettrico da bambino. Oggi coltiva questa sua passione a casa e nel suo bar.

«Sono malato di flipper»

Il campionato del pinball fa tappa nei centri Coop di Tenero e di Canobbio. La storia di Blai Filipelli con il suo pinball. — CARMELA MACCIA

I  colori dell’Ambrì drappeggiano il bancone del bar; sulla parete spicca una maglietta con il numero 10, protetta da una teca. È quella di Maradona nell’amichevole Napoli-Argentina alla vigilia dei Mondiali di calcio messicani del 1986. Anno in cui el pibe de oro, dopo una galoppata di 62 metri e 3 dribbling, segnò il gol del secolo contro l’Inghilterra. Un JukeBoxe, che non funziona, un calcetto e due flipper: il Party Zone (1991, Bally), e lo Star Trek di nuova generazione. Siamo nel nucleo di Solduno, al Barbacan, dove incontriamo Blai Filipelli, appassionato di pinball. «Ho cominciato a giocare quando ero bambino al bar Carioca, qui a Solduno, dove c’era un flipper, e mi sono subito appassionato. Da una signora di 87 anni ho rilevato il Barbacan, con due obiettivi: il bar doveva avere lo charme di una vecchia bettola ed essere dotato di calcetto e di flipper. Così ho abbandonato la playstation e ho ripreso a divertirmi con il flipper. Il Party Zone è uno di quei flipper vintage dai disegni veri. A tre palline e uno schermo DMD». Si tratta di uno dei primi biliardini elettronici che funziona con un diplay a matrice, anziché con quello alfanumerico.

Negli anni Novanta, Cirqus Voltaire, Apollo 13 (a 13 palline), la Famiglia Addams, Party Zone erano tra i flipper più noti. «Emozionalmente il Party Zone mi riporta alle cose che sanno di vecchio. Ogni volta che comincio a far muovere le alette cerco di capire il gioco, piuttosto che fare punteggio, sentire i suoni, vedere i colori e le luci che si accendono, e i messaggi di utilità sociale che mi lancia. Poi c’è quel tilt, tilt, e allora il gioco diventa fisico e i numeri che girano si trasformano in una sfida con te stesso e con quelle palline impazzite da intercettare e rilanciare… Invece, lo StarTrek è una storia che già conosci».
Il punteggio record di Blai Filipelli con il Party Zone è di 127 milioni, a conferma di una passione virale. «Quando il pinball “stilta”, lo guardo con rispetto e gli do il tempo di riprendersi. Ma, può capitare che la causa del malfunzionamento sia una bobina, un fusibile, un cavo; allora lo affido alle cure di un mio caro amico, appassionato di circuiti».

Valore simbolico
Questo è lo spirito di Blai, ma anche del Barbacan. Un birrino e una partita come si faceva negli anni Settanta, con il cartellone di Dimitri da una parte e quello del Circ cric, un circo catalano e senza frontiere, dall’altra. In mezzo ci sono i 26 anni di Blai, ma c’è anche tanto vintage di un passato vicino. Perché?
«Nel mio luogo di lavoro ho trasportato anche le mie passioni, Quando ero bambino mi dicevo che se un giorno fossi stato io il gerente di un bar, allora il flipper avrebbe dovuto esserci. Il Party Zone sono andato a prenderlo in Liguria. Lo Star Trek è noleggiato. Il primo ha un valore simbolico – è uno degli ultimi dei Novanta, le cui scene sono ancora pensate e disegnate per un flipper e per la sua funzione – da lì in poi le rappresentazioni di un pinball sono quelle dei film, dei cartoon, delle sagre».
Al biliardino elettrico si gioca indivualmente, oppure padre e figlio, con una mano, un bottone ciascuno per mettersi alla prova. «I record rimangono in memoria e ogni volta puoi cercare di batterli con te stesso o quelli di chi ha giocato prima di te. Quelli di era moderna e completamente elettronici, ad un certo punto, si azzerano lasciandoti con la delusione di una partita incompleta», conclude Blai.

Divertimento assicurato

Il campionato svizzero di flipper si svolgerà nel Centro Coop di Tenero dal primo all’11 marzo e al Mercato Resega a Canobbio, dal 15 al 25 marzo. Mercoledì primo marzo, dalle 13.30, al centro Tenero, potrete sfidare i punteggi cumulati da Blai Filipelli.






 

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione

Testo:  Elisabeth Alli

Pubblicazione:
lunedì 20.02.2017, ore 00:00