La linea del Bernina – qui alla fermata di Alp Grüm – attirava visitatori già negli anni Trenta del secolo scorso. Sotto: manifesto pubblicitario su Vulpera-Tarasp di Emil Cardinaux, 1923.  (Foto: Archivio Ferrovia retica/mad; Manifesto: Museum für Gestaltung Zurigo, collezione di manifesti)

Pionieri: la nascita di svizzera turismo

La prima guerra mondiale mette fine all’età dell’oro del turismo elvetico. Ma un albergatore lungimirante pone le basi per una nuova partenza. — RAFFAELA BRIGNONI

PROVA A VINCERE UNA VACANZA!


Con lo scoppiare della prima guerra mondiale prende fine l’età dell’oro del turismo svizzero. Ma in Svizzera c’è chi non perde tempo. «Alexandre Seiler, albergatore a Zermatt, aveva lanciato l’idea di creare un ufficio centrale per il turismo nel 1911. La proposta, però, rimase nel cassetto del Parlamento: in pieno conflitto mondiale c’erano altre priorità. Ma ecco che già nel 1917 si iniziò a pensare al dopoguerra e a come rilanciare il turismo. Fu così che nacque quella che oggi si chiama Svizzera Turismo» spiega Rafael Matos-Wasem, professore all’Alta scuola di gestione e di Turismo di Sierre.


La Confederazione introdusse misure di sostegno, come lo stanziamento di crediti al settore alberghiero, la riduzione dei prezzi ferroviari e la fine del divieto di circolazione delle automobili nelle regioni di montagna. Tutto bene quindi, se non che, negli anni ’20, le vacanze pagate ancora non esistevano: le ferie erano una realtà per una piccola élite. «Chi poteva permettersi le vacanze restava nel luogo di villeggiatura 3, 4 o anche più settimane. E il viaggio, contrariamente ad oggi, era parte integrante della vacanza». Proporre una settimana a Ginevra nel 2017 sa di follia, ma in quegli anni, fa notare Matos-Wasem, esisteva un opuscolo “Otto giorni a Ginevra”. «La città di Calvino si trovava sulla tratta Londra-Chamonix. I visitatori si fermavano per scoprirla  prima di proseguire il viaggio». Gli svizzeri dovranno aspettare decenni per ricevere congedi pagati. «E allora non sapevano ancora che fare dei loro giorni liberi» precisa il professore. Come dire? Godere della vita è un’arte che va imparata.

Ferie svizzere dall’album di famiglia


Ursula a proposito di Flims. «La foto mostra mia nonna Idy con suo figlio Silvio, mio padre, a Flims, credo sia sul lago di Cauma. Naturalmente remava solo mio padre, e lo faceva volentieri. I miei nonni e i miei genitori hanno trascorso quasi tutte le loro vacanze nei Grigioni, soprattutto a Flims, St. Moritz e Klosters».

Monika a proposito di Riederalp: «È magnifico. Dormo come una marmotta e mi sento sano come non mai. La mattina leggo e scrivo; il pomeriggio faccio lunghe escursioni e arrampicate sulle cime qui nei dintorni e sul ghiacciaio. La sera, naturalmente, giochiamo quattro partite a bridge» (Riederalp, 22 agosto 1904). Winston Churchill – a 29 anni, all’inizio della sua carriera – così riassumeva il suo soggiorno in Svizzera in una lettera a sua madre. Più volte Churchill intraprese il cammino per Riederalp e per la Villa Cassels, dove soggiornava per ricaricare le batterie.

Cercate negli archivi di famiglia e spediteci i vostri più bei ricordi di vacanze in Svizzera nel corso degli ultimi 100 anni con un breve testo. Per ogni decennio, il souvenir più originale viene premiato con un soggiorno di 2 notti in Svizzera. Attualmente all’Hotel & Pensione Waldrand-Pochtenalp, Kiental (BE). Per partecipare basta collegarsi al sito web indicato sotto e caricare la vostra foto con un breve testo descrittivo. Inoltre a fine anno, tra tutti i ricordi pervenuti, avverrà un grande sorteggio.

In palio 5 notti per 2 persone all’Hotel Arnica Scuol ***S a Scuol (GR), una fotocamera reflex Nikon D5600 e una valigia Victorinox. Termine d’invio dei vostri ricordi tra il 1927 e il 1937: lunedì 27 marzo alle 16.00.

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