Franz Baur soffia nel corno da caccia e mostra ai curiosi il suo guanto nero. E alle 12 in punto ha dato inizio alla fiera. (FOTO: H.H. Schmitt)

L'uomo che saluta l'autunno

È giunta alla sua 547a edizione la maggiore e più antica fiera della Svizzera. Circa un milione di visitatori si recano a Basilea per questa festosa occasione. – MARTIN ZIMMERLI

Il regno del campanaro è il campanile della chiesa di San Martino di Basilea, 117 gradini esatti sopra l’omonima piazza sottostante. Da quassù, nella tarda mattinata del sabato prima dell’ultima domenica d’ottobre, si sporge dalla finestrina della cella campanaria, suona il suo corno da caccia polacco e, come tradizione vuole, mostra alla folla di curiosi radunata sulla piazza sottostante un guanto sinistro di lana nera. A mezzogiorno in punto, il rintocco delle campane ha segnato l’apertura ufficiale della Herbstmesse, la fiera d’autunno, una kermesse che in passato durava dal giorno di Santa Sabina fino a San Martino.

Custode della tradizione
Il campanaro che suona il rintocco d’apertura della fiera dalla chiesa di San Martino è Franz Baur. «Suonare una campana per un quarto d’ora potrebbe sembrare un’inezia», spiega il 75enne. «In realtà, non appena ti senti le braccia appesantite, guardi l’orologio e ti rendi conto che da quando hai iniziato non sono passati neanche sette minuti, la fatica la senti tutta», racconta Baur con un ghigno eloquente. Per molti (tifosi di calcio) la sua è una voce famigliare: dal 1974, l’ex insegnante lavora come radiocronista sportivo in diretta dagli stadi svizzeri per Radio SRF. Ma qui a Basilea, sua città natale, in veste di campanaro della chiesa di San Martino, si occupa d’altro. «Mi considero custode e depositario di una tradizione e sono grato e orgoglioso di poterlo essere». Quando, alle prime ore del 1988, il suo predecessore Alfred Röschard gli chiese se voleva prendere il suo posto, un brivido gli corse lungo la schiena. Da allora di anni ne sono passati parecchi. Assieme al suo assistente Florian von Bidder, sabato scorso Baur ha aperto la sua 29a fiera d’autunno. «Continuerò fintantoché sarò in grado di salire le scale del campanile sulle mie gambe – racconta –, dubito però di riuscire a eguagliare i 40 anni di carriera del mio predecessore». Al momento i suoi fan possono dormire sogni tranquilli: il passo svelto con cui sale le scale non lascia presagire un imminente ritiro dal
le scene. Dichiarare ufficialmente l’apertura e la chiusura della fiera non è l’unico atto formale del campanaro: durante il Dies Academicus dell’università, l’ultimo venerdì di novembre, i rintocchi delle campane accompagnano il corteo di professori universitari che dalla Augustinergasse sfilano fino alla chiesa di San Martino. E il 1o gennaio,  a partire dalla mezzanotte, Franz Baur dà il benvenuto al nuovo anno con un quarto d’ora di rintocchi.



Un giro alla giostra
Oltre a fare il campanaro, Franz Baur è anche un affezionato frequentatore della fiera. «Ci vado sempre» racconta. La cosa che più gli piace è il viavai di gente sulla Petersplatz e sulla Münster
platz. Si diverte anche ad andare sulle montagne russe, perlomeno su quelle più soft. «Adoro fare un giro coi nipotini sulla giostra dei cavalli!». Di tanto in tanto si concede anche un Messmocken, una caramella di zucchero colorata con ripieno alla nocciola dura come la pietra e mortale per lo smalto, una delle specialità più gettonate alla fiera. La prima fiera d’autunno di Basilea si svolse nel 1471. La libera città imperiale di Basilea apparteneva al Sacro Romano Impero della Nazione Germanica quando l’imperatore Federico III decise di concederle per sempre il privilegio di organizzare due grandi fiere l’anno: una in autunno – che da allora si tiene tutti gli anni – e una in primavera. Dopo poche edizioni, la fiera di primavera subì un lento declino. Tornò in auge proprio durante la guerra, nel 1917, e da allora prese il nome di Mustermesse (fiera campionaria) o Muba. Sono passati ormai 546 anni e la fiera d’autunno ha cambiato volto. Se in passato ruotava quasi esclusivamente sui prodotti, oggi a farla da padrone è il
divertimento. Giostre hightech sempre più strampalate hanno rimpiazzato attrazioni quali l’orso addomesticato, gli illusionisti e i cantastorie.


Il secondo guanto
Esattamente due settimane dopo l’apertura della fiera, Franz Baur sale nuovamente i 117 gradini in legno del campanile, si sporge dalla finestrina, suona il corno, mostra il guanto e inizia a suonare le campane. Questa volta, però, alla folla esibisce il guanto destro che gli è appena stato consegnato dal presidente della Freiwillige Basler Denkmalpflege, l’associazione per la tutela dei beni storici della città di Basilea. Non per proteggersi dalle bolle sulle mani mentre suona le campane, ma come pagamento per il suo servigio. «È una bella usanza – commenta Baur –. Anche se per me il solo onore di poter ricoprire questa funzione è già una ricompensa». Il fatto che il campanaro non riceva tutti e due i guanti allo stesso momento all’apertura della fiera ha ragioni storiche: tanto tempo fa, per sdebitarsi con il campanaro, gli si donava una giacca o un altro capo d’abbigliamento. Pare però che un campanaro abbia fatto il furbetto e se la sia svignata prima della fine della fiera, gettando così nel caos la città, che di punto in bianco si è ritrovata senza nessuno che scandisse a suon di rintocchi la fine dei festeggiamenti. Alla faccia dell’onestà!

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Dove e quando?
La 547a edizione della fiera d’autunno di Basilea ha luogo fino a domenica 12 novembre; il grande mercato sulla Petersplatz sarà invece aperto fino al 14 di novembre. In diversi punti della città si trovano bancarelle con diverse specialità della stagione, stand di street food e giostre per grandi e piccini. Tutte le informazioni e le indicazioni per scaricare l’apposita app si trovano sul sito web: www.basel.com/it/herbstmesse



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