Un ticinese a Londra tra palco e realtà

Diego Benzoni, venticinquenne di Balerna, si sta costruendo una carriera di attore nella capitale inglese.

Ci sono sogni che travalicano le frontiere, e inseguirli significa prepararsi a lasciare la propria terra d’origine. Lo sa bene Diego Benzoni, 25 anni di Balerna, che dopo essersi diplomato al liceo di Mendrisio ha deciso di diventare un attore e trasferirsi in una delle città più attive al mondo sul fronte dello spettacolo: Londra.
«Dopo il servizio civile – ricorda il giovane – mi sono iscritto a un’accademia teatrale per un seminario estivo e poi ho seguito un’altra formazione attoriale per un anno. Durante quel periodo ho capito che la capitale inglese poteva essere un buon posto dove rimanere, così ho iniziato a lavorare al National Theatre e mi sono interessato a un corso di maggior durata. L’anno scorso ho concluso la mia formazione, quindi al momento lavoro come attore freelance. In più, grazie a un’agenzia, lavoro come steward e partecipo all’organizzazione di eventi di diverso tipo».


Equilibrio e flessibilità
Da una parte la vocazione artistica, dall’altra un lavoro flessibile che garantisca un’entrata fissa. «Sono molti i giovani che a Londra seguono una strategia del genere e lavorano per esempio nella ristorazione. La flessibilità, in questi casi, è tutto perché la chiamata dalle agenzie di casting può arrivare da un momento all’altro e il tempo per studiare le battute è sempre poco». Una volta ricevute le pagine del copione, sono due i modi di candidarsi a un ruolo: inviare un selftape,
ovvero inviare un video girato in casa mentre si leggono le battute, oppure presentarsi di persona per recitare davanti ai selezionatori. «La gavetta è fatta anche di tante attese e non è sempre facile far comprendere a chi non è del settore quanto sia importante presentarsi al maggior numero di casting, nonostante gli esiti non siano sempre felici. Siamo come dei calciatori: possiamo tirare cento volte in porta, anche se forse realizzeremo un solo gol. Io e i miei genitori, per esempio, abbiamo fatto un patto: non li avviso mai di un provino, preferisco sentirli quando riesco a conquistarmi un ruolo. In questo modo stanno più tranquilli». Ma quali sono le strategie per colpire un direttore di casting? «Essere se stessi. Se parti con l’intenzione di colpire chi hai di fronte, il rischio è quello di apparire falso. Invece bisogna essere puntuali, dimostrare professionalità e non far perdere troppo tempo a chi si occupa dei provini: se li colpisci così, con naturalezza, sei sicuro di essere richiamato. O di essere considerato per un altro ruolo».
Nonostante la base attoriale di Diego sia legata al teatro, sono il cinema e la televisione a offrirgli le migliori prospettive. «Non essendo di madrelingua inglese, il numero di ruoli a cui posso aspirare si riduce: di solito mi candido per personaggi dalle origini latine, trasformando così il mio accento in un vantaggio».
La vita da giovane emigrante del XXI secolo comporta anche altri benefici: per esempio, quello di potersi spostare con facilità tra Inghilterra e Svizzera grazie ai voli a basso costo. «In questo momento ho l’obiettivo di lavorare nel maggior numero di ambiti possibile, così nell’ultimo anno ho lavorato come doppiatore in Inghilterra e interpretato due ruoli in Svizzera: il primo nel lungometraggio Finding Camille, girato dalla regista ticinese Bindu De Stoppani e il secondo nella serie web La strategia dell’acqua. Bisogna prefissarsi degli obiettivi, ma con la consapevolezza che la strada per raggiungerli possa essere diversa da quella che ci siamo immaginati». Un’altra componente importante del lavoro di Diego è la preparazione: guardare i film e gli spettacoli teatrali. «Un aspetto da non sottovalutare, perché è anche grazie al ruolo di semplice spettatore che riesci a capire come lavorano certi registi o quale stile riescono dare a un’opera. Informazioni che si rivelano molto utili, quando ci si candida a un posto per il loro prossimo progetto».


In cerca di consigli
A cinque anni dal suo arrivo in Inghilterra, Diego entra spesso in contatto con altri giovani che intendono seguire un corso nella patria di Shakespeare. «A tutti loro consiglio innanzitutto di informarsi molto bene sul tipo di scuola che intendono frequentare e sui documenti necessari per risiedere in Inghilterra. Inoltre, è fondamentale mettere da parte dei risparmi perché, soprattutto all’inizio, sono diverse le spese da mettere in conto, anche se bisogna però dire che a Londra è possibile vivere con un budget ristretto. In Svizzera invece, senza uno stipendio fisso o l’aiuto della famiglia, è praticamente impossibile. Infine, sfruttare i media sociali per contattare altri ticinesi che si trovano già a Londra per ricevere consigli e dritte».

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Testo: Mattia Bertoldi
Foto: Stuart Wilson

Pubblicazione:
martedì 14.11.2017, ore 14:00


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