Larissa Zanovello-Maspoli è una mamma 50enne appassionata di Ironman. Ama le sfide estreme e la vita.

Mamma "di ferro"

Larissa Zanovello-Maspoli è una mamma 50enne appassionata di Ironman. Ama le sfide estreme e la vita.

TESTO: PATRICK MANCINI - FOTO: SANDRO MAHLER

Da ragazzina era una brava nuotatrice. Oggi gira il mondo a caccia di sfide da brivido. Larissa Zanovello-Maspoli è una 50enne in splendida forma. Cresciuta a Balerna, ora vive a Albonago. È sposata, ha tre figli e il pallino per il triathlon. In particolare per quello estremo, per l’Ironman. «Non sto mai ferma. Ho sempre tanta energia in corpo».
Nata da madre spagnola e padre ticinese, nella vita Larissa ha lavorato sia come segretaria, sia come consulente nel ramo delle persone audiolese. A un certo punto, ha deciso di fare il mestiere di mamma a tempo pieno. «Fino al giorno in cui, dopo la nascita dell’ultimo figlio, oggi 11enne, ho partecipato alla StraLugano. Lì mi sono accorta che mi piaceva correre. In seguito, mi sono iscritta a diverse maratone. Da Barcellona a Madrid, da Berlino al Polo Nord. Ricordo una corsa sulla calotta polare, in Groenlandia, a 20 gradi sotto zero. Così come una gara estrema in Marocco, nel deserto».
Larissa ama la corsa e il nuoto. Li unisce e ci aggiunge la bicicletta. «E così ho deciso di darmi al triathlon». A partire da quello di Locarno. «Da lì in poi mi sono sempre spinta oltre. E ho optato per l’Ironman: 3,8 chilometri a nuoto, 180 in sella e 42 a corsa: affascinante».
A maggio il “mezzo Ironman” di Maiorca, a giugno quello in Kazakistan. Poi, a settembre, Cervia, in Emilia Romagna. «Scelgo le destinazioni in base alle possibilità di vedere nuove mete. E di fare anche una vacanza con la famiglia o con gli amici».
Socia del club Tri Team Ticino, Larissa è una sportiva umile. Non ama i riflettori. «Anche perché mi ritengo mediocre. Mi impegno tantissimo, mi alleno tutti i giorni. Ma il risultato sportivo per me non è prioritario. Ci sono altre donne, altre mamme, che hanno fatto la mia scelta. E che meritano applausi».