Fabio Regazzi, Consigliere nazionale PPD e Waldo Bernasconi, Presidente Astag-Ticino.

6,4 miliardi per le ferrovie?

Il 9 febbraio alle urne per votare sul decreto riguardante il «finanziamento e l’ampliamento dell’infrastrutttura ferroviaria» (FAIF). Ecco gli argomenti pro e contro.

Le domande & le risposte

Il decreto FAIF prevede la creazione di un fondo per il «finanziamento e ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria» di 6,4 miliardi di franchi. Una cifra spropositata o, invece, sostenibile?danza è una «questione privata»?

Fabio Regazzi
PERCHÉ SÌ
Waldo Bernasconi
PERCHÉ NO

La ritengo sostenibile perché comprende il finanziamento di vari progetti, che entro il 2025 potenzieranno un mezzo di trasporto ecologico, molto amato dagli svizzeri. Il nostro Paese ha una rete ferroviaria ai limiti della sua capacità. Negli ultimi anni i trasporti pubblici hanno vissuto un vero boom. Siamo inoltre i campioni del mondo in quanto a densità dei treni e le previsioni per gli anni a venire segnalano una domanda in costante crescita. Infatti, negli ultimi 20 anni il transito ferroviario è aumentato del 59% e si stima che entro il 2030 il trasporto merci crescerà dell’85%, quello viaggiatori del 45%. 6,4 miliardi, per quanto siano una bella cifra, è un investimento necessario e giustificato, del quale approfitteranno anche le future generazioni.

Una premessa chiarificatrice: il FAIF non è un disegno di legge sui mezzi pubblici di trasporto, ma un puro progetto di rete ferroviaria, diretto innanzitutto ad arginare i problemi finanziari delle FFS. Non a caso, dei 6,4 miliardi, solo il 25% arriva allo sviluppo dell’infrastruttura. Tutto il resto – cioè il 75% – viene utilizzato per coprire il deficit di esercizio e manutenzione crescente da anni. Inoltre con Ferrovia 2000 e l’apertura di ambedue le gallerie di base della NFTA, nei prossimi anni per le FFS questi costi sono destinati ad aumentare in misura consistente. I 6,4 miliardi sono esagerati. Il Consiglio federale avrebbe ritenuto sufficienti 3,5 miliardi. Lo stesso ex CEO delle FFS Benedikt Weibel nutre il dubbio che questa sia la strada giusta.



Per il finanziamento del fondo, il decreto prevede di attingere dalle imposte (trasporti pesanti e benzina) a carico degli automobilisti. Un’iniquità?

Fabio Regazzi
PERCHÉ SÌ
Waldo Bernasconi
PERCHÉ NO

È una modalità di finanziamento già in vigore, voluta dal Popolo svizzero in precedenti votazioni. Non capisco questa critica formulata dal fronte degli oppositori. Se si vogliono cambiare le regole occorre ricorrere allo strumento dell’iniziativa popolare, come peraltro è già stato fatto attraverso l’iniziativa «vacca da mungere», per la quale la raccolta firme è in corso. Va però ricordato che i medesimi ambienti a sostegno delle strade hanno tutto l’interesse a potenziare la rete ferroviaria, dal momento che contribuisce a decongestionare le medesime strade sia dal traffico individuale che dai veicoli pesanti. Non a caso, e proprio per queste ragioni, il TCS ad esempio raccomanda di votare a favore del FAIF.

Già oggi solo 3 miliardi scarsi degli oltre 9 versati da automobilisti e trasportatori giungono nella «cassa delle strade». Il resto è utilizzato per altri scopi. Con il progetto di legge FAIF, tale uso del denaro per l’infrastruttura stradale ad altri fini viene istituzionalizzato. Al fine di tappare i buchi, il Consiglio federale ha già annunciato che in primavera presenterà un altro aumento del prezzo della benzina… A questo noi rispondiamo: adesso basta! Non è altro che un secondo inganno, come l’aumento del prezzo della vignetta. O perché pensate che il Consiglio federale volesse far passare l’aumento del prezzo del contrassegno autostradale lo scorso novembre?



L’aumento del prezzo del carburante – temuto dagli avversari del FAIF (parlano di 20-40 cts al litro) – e l’aumento dell’IVA previsto dal decreto può avere effetti negativi sulle imprese e sui consumatori?

Fabio Regazzi
PERCHÉ SÌ
Waldo Bernasconi
PERCHÉ NO

Occorre essere chiari: nel controprogetto non è previsto alcun aumento del prezzo del carburante. Caso mai, si ridiscuterà del prezzo della benzina nel futuro dibattito sul finanziamento delle infrastrutture stradali. In ogni caso un eventuale aumento non sarebbe dell’entità da lei indicata, del tutto eccessiva e che non supererebbe lo scoglio della votazione popolare. Per quel che riguarda il supplemento di uno per mille sull’IVA, si tratta di una misura limitata nel tempo. Certo, come per ogni nuovo balzello, nessuno fa le capriole, ma va ribadito che si tratta di un supplemento minimo che andrà a beneficio di consumatori e imprese, perché finanzierà un mezzo di trasporto ecologico e un sistema ferroviario efficiente.

L’aumento del prezzo della benzina di cui si parla, da 20 a 40 centesimi al litro, riguarda tutti: gli automobilisti come l’economia intera! Per un rifornimento di 60 litri di carburante fa 24 franchi ogni volta. C’è di più: il progetto di legge parte dal presupposto che non sia solo il prezzo della benzina ad aumentare. Anche l’IVA dovrà essere incrementata in modo mirato. Ciò colpirà ciascun consumatore e consumatrice direttamente e irrevocabilmente.




Il decreto fissa fino a 3000 franchi annui la detrazione sull’imposta federale diretta per i pendolari. Una misura che tocca la Svizzera italiana, regione ad alto tasso di mobilità?

Fabio Regazzi
PERCHÉ SÌ
Waldo Bernasconi
PERCHÉ NO

In commissione dei trasporti del Consiglio nazionale mi sono fortemente opposto a questo limite, penalizzante per il pendolari, con un emendamento purtroppo affossato. Ciò detto, ritengo che nemmeno questa misura, per quanto poco ragionevole, sia tale da dover giustificare un voto contrario a un progetto necessario per il futuro della politica dei trasporti del nostro Paese. Inoltre anche il Ticino trarrà benefici dal FAIF con l’ampliamento della tratta ferroviaria Bellinzona-Contone (grazie a un mio emendamento), che permetterà di costruire un terzo binario tra Bellinzona-Giubiasco e l’eventuale realizzazione di una stazione in Piazza Indipendenza a Bellinzona. Insomma vi sono molti buoni motivi per votare un convinto «sì».

Questa limitazione riguarderà tutti i pendolari. È vero che per ora interessa solo coloro che sono sottoposti al pagamento delle tasse federali, ma, poiché i Cantoni devono contribuire con un importo forfettario di 200 milioni, inevitabilmente anche in Ticino dovranno essere aumentate le imposte. In qualche modo i Cantoni devono recuperare questa somma. O pensate invece che in alternativa aboliscano linee di AutoPostale o possano ridurre il servizio invernale sulle strade? Ciò significa che il FAIF è soltanto uno strumento di finanziamento per poter colmare i deficit d’esercizio delle FFS. E con il CEO che guadagna ogni anno oltre 1 milione di franchi: il doppio di un Consigliere federale! Più di quanto ciascuno di noi osi sognare.

Un nuovo fondo controverso

Il decreto FAIF è il controprogetto del Consiglio federale e delle Camere all’iniziativa popolare «per i trasporti pubblici» dell’Ata e di altre organizzazioni, che l’hanno ritirata. Il Consiglio nazionale ha adottato il decreto con 116 voti contro 33 e 5 astensioni, il Consiglio agli stati con 33 voti a 0. Anche i Cantoni, il TCS e l’ACS sono a favore. La prima tappa per l’ampliamento della rete ferroviaria è fissataper il 2015 e prevede un fondo 6,4 miliardi di franchi. Per istituire tale fondo è stata necessaria una revisione della Costituzione. Quindi, alla votazione del 9 febbraio è richiesta la doppia maggioranza dei cittadini e dei Cantoni.

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Foto: MAD

Pubblicazione:
venerdì 24.01.2014, ore 13:55


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