La piccola Lara (6 anni) con il suo lama nell’idillio bucolico del Parco Naturale Diemtigtal-Zweisimmen (canton Berna).

Vacanze in famiglia...
A spasso con i lama

LA PROPOSTA — Trekking con i simpatici camelidi originari del Sudamerica nel Parco Diemtigtal-Zweisimmen (nel canton Berna): genitori e figli scoprono questi curiosi animali, paesaggi e leggende.

Per il piccolo Nick di due anni e mezzo e la sorella Lara di quasi sei non è chiaro se Dalai sta sorridendo o digrignando i denti. Provano, se non paura, almeno una certa soggezione. Eppure i lama sono animali tenerissimi! «E hanno una calma contagiosa per noi uomini», sottolinea Andrea Joder, la mamma dei due bimbi. Ecco perché il trekking con i lama nel Parco Naturale Diemtigtal-Zweisimmen, nell’Oberland bernese, soddisfa due criteri essenziali per una vacanza per famiglie: «Quando dei genitori con bambini piccoli prenotano una vacanza, la parola paura non può esistere», afferma Roger Seifritz, direttore di Reka, azienda specializzata proprio per questo tipo di ferie. E il secondo asso nella manica sono i lama stessi, che «riscuotono sempre un grande successo».


«Di una vacanza con i lama si può dire tutto, ma non che sia noiosa».

Hugo Frieden, contadino bio locale e organizzatore di trekking, ci introduce nel mondo dei lama. «Originari del Perù, sono cugini dei cammelli». Vivono in gruppo, guidati da un capobranco, in questo caso Leolas, che non cammina in testa, ma chiude la carovana: «ha tutto sotto controllo e può intervenire se succede qualcosa».

Cugini dei cammelli
Sì, perché in una vacanza come questa si fa davvero tutto, tranne che annoiarsi. Tensione, svago e divertimento sono secondo Hugo Seifritz la chiave del successo di una vacanza per famiglie.  Per il trekking con i lama di due giorni, Hugo – con il quale siamo già passati al tu – ha scelto la zona fra le due valli di Simmen e di Diemtig. Quassù, quando tramonta il sole, le rocce sembrano per un attimo trasformarsi in oro puro. Dalla valle, ombre nere si allungano verso la montagna, inghiottendo i boschi e adagiando le proprie zampe sui rifugi. Quasi come il drago che, secondo la leggenda, abita nel vicino lago di Seefeld. I bambini pendono dalle labbra di Hugo, intento a raccontare la storia del drago, mentre i grandi si godono ammutoliti il paesaggio: «Bello. Semplicemente bello», esclama papà Res.
Nick e Lara sono ancora piccoli, per questo i loro genitori hanno scelto l’avventura del trekking con i lama. «Siamo già stati in un maneggio di pony, giriamo spesso la Svizzera e amiamo stare in mezzo alla natura», dice Andrea. «Ai bambini è sempre piaciuto e non hanno mai avuto nulla da ridire sulle destinazioni, anzi!». Ma fra un paio d’anni le cose cambieranno. «Più i figli crescono, più la scelta sul tipo di attività e sulla meta delle vacanze sarà dettata dalle loro esigenze», sostiene Francis Scherly, professore di economia turistica all’Università di Losanna. E questa scelta avverrà sempre più spesso nella giungla intricata di offerte per le vacanze di internet.

Il futuro delle vacanze
Il futuro delle vacanze per famiglie Scherly se lo immagina così: quelle con un budget più modesto resteranno in Europa, facendo campeggio o scegliendo un agriturismo, dove i bambini potranno dar da mangiare alle mucche o mungere le capre. «Questo genere di offerta sta riscuotendo un enorme successo nel Sud della Francia». Chi invece è disposto a spendere qualcosina in più, prenoterà una vacanza al mare all-inclusive, magari nella Turchia del Sud. In futuro, molto probabilmente, ci saranno persino crociere a misura di famiglia.


Tutti in fila, persone e animali, a passeggiare sulle montagne dell’Oberland bernese.

Di tutto questo i bambini della famiglia Joder non sanno ancora nulla. Al momento sono incuriositi nel vedere Hugo accendere il fuoco. I bambini lo aiutano. Nick è affamato e di lì a poco spunta un piatto fumante di maccheroni: «I migliori che abbiamo mai mangiato da Zweisimmen a Vladivostok!», diranno entusiasti i presenti. Tra i bagliori del fuoco ci sono anche i lama, che Hugo ha nutrito e accudito. Emettono strani suoni come un lamento. Continuano a giocare con le orecchie e a inspirare aria dalle narici: «Forse c’è un animale selvatico in agguato», azzarda Hugo. Tempo addietro, in un’occasione simile, ha avuto l’immensa fortuna di osservare una lince da vicino. Dopo una puntatina al bagno della stalla per lavarsi i denti, i bambini crollano dal sonno. I grandi invece si perdono nel cielo stellato e ascoltano Hugo raccontare le sue storie e leggende locali. Come quella dell’Orma del Diavolo, un’antichissima pietra, su cui sarebbe  impressa l’impronta di una zampa di lama!

Ritorno a casa
Il mattino seguente Angelika Winzeler , la compagna di Hugo, ci dà il buongiorno con caffè, latte, Ovomaltina. Perfetto per iniziare la giornata. La camminata prosegue e Lara è in prima fila con fare sicuro, con il «suo» lama a rimorchio. E se la prende anche con lui: «Ehi, non mangiare i miei mirtilli!». Passando per l’Orma del Diavolo, ci si appresta verso casa. Con calma, sì, ma non per Lara e Nick. Per loro tutto è passato troppo in fretta. I due piccoli si sono innamorati dei lama, della natura e delle storie di Hugo. «Da qui non voglio andarmene più»  implora Lara «o vorrei almeno portarmi a casa Dalai». Ma non essendo possibile né l’una, né l’altra cosa, alla fine esclama: «Beh, vorrà dire che ci torneremo un’altra volta!».


La check list prima di partire

Bebè: il viaggio sia il più breve possibile e di notte. Mettete in valigia un paio dei suoi giochi, giocattoli e libri preferiti. Inclusi il ciuccio o il peluche.
Bambini piccoli: cercate in biblioteca qualche canzone o un audio-racconto. Attenzione ai libri illustrati, rischiano di fargli venire la nausea. Per i viaggi in aereo, portate la loro coperta per la nanna preferita. Poi, meglio senza scarpe, ma con i calzini belli pesanti.  
Bambini che vanno all’asilo o a scuola: sanno già cosa mettersi, i libri o la musica da portare. Fate quindi la valigia in loro presenza. Se il viaggio è lungo, i dvd possono aiutarli a ingannare il tempo. Non dimenticate gli auricolari!

«Rafforza la coesione familiare»

Quanto è importante la vacanza in famiglia?
Alcuni studi dimostrano che le famiglie che trascorrono le vacanze insieme sono più soddisfatte della propria vita in comune. Insomma, le vacanze hanno un’influenza positiva sui legami familiari. Soprattutto per i genitori, non necessariamente per i figli adolescenti. D’altro canto  le vacanze sono anche un ambiente a rischio, perché l’interazione tra i membri della famiglia è più intensa e può creare un clima di potenziale conflitto.

Che impatto ha sulla famiglia una vacanza originale, fuori dal comune?
Le ricerche a disposizione mostrano che partire alla scoperta di qualcosa di nuovo rafforza la coesione tra i membri della famiglia. L’identità di una famiglia è in continua evoluzione e con questo tipo di esperienza si sviluppa positivamente.

Trovare idee per una vacanza originale mette i genitori sotto pressione...
La questione è capire se le famiglie sapranno cogliere le opportunità offerte loro dalle vacanze. Ossia, dedicarsi ad attività meno strutturate, meno segmentate e meno limitate dal tempo. Anche la possibilità di scoprire ogni membro del nucleo in un ruolo diverso. Non è qualcosa di indispensabile, ma è positivo.

Quanto è importante per i figli la prima vacanza senza i genitori?
È molto importante. Permette loro di reinventare il rapporto con gli altri membri della famiglia. Di più, i giovani, a partire dai 16 anni, hanno l’opportunità di sviluppare la propria identità e il proprio senso di responsabilità.
(Jean Pinesi)

Gli aquiloni della famiglia Gambazzi

Legati al filo Una passione fuori dal comune di nonni, genitori e figli.

Tutti legati al filo, padre madre e due figli. È la famiglia Gambazzi di Sala Capriasca, che ha partecipato al festival degli aquiloni sulla spiaggia di Cervia, in Romagna. «Per noi l’aquilone è un affare di famiglia» spiega il padre Claudio «iniziato dai nonni. Va avanti di generazione in generazione e alla fine non c’è niente di meglio che riunirsi sotto un unico gazebo al mare, per rilassarci e seguire le avventure delle nostre costruzioni». Una passione contagiosa che unisce tecnica e inventiva, ma che finisce per diventare un’occasione di scambio, come racconta mamma Barbara. «Sì, è a tutti gli effetti una vacanza creativa che ci porta a condividere esperienze intime anche lontano da casa, fuori dalla nostra quotidianità». «Per me è un’esperienza importante – racconta il 12enne Alex – perché mi permette di stare insieme con mio nonno soprattutto. Lui m’insegna la pazienza e la fantasia, che servono per costruire i miei aquiloni». Del resto, il nonno afferma che non c’è niente che non possa volare, «persino un piccolo centrino trovato in un bar, legato a un filo». E la prova sta proprio nello spettacolo di Cervia, tra giganteschi oggetti volanti e altri che s’illuminano al buio. «È un mondo pieno di meraviglie – ricorda la figlia 14enne Anäis – dove gente come me, magari abituata a passare molto tempo al cellulare, partecipa a qualcosa di diverso». «Le novità non mancano – aggiunge Alex –, ci sono persino gare di aquiloni da combattimento, dove vince chi spezza il filo dell’altro». L’unica cosa che non si spezza è il filo che aggancia l’intera famiglia.
(Gudrun De Chirico)

Testo: Franz Bamert
Foto: Heiner H. Schmitt

Pubblicazione:
lunedì 29.09.2014, ore 00:00