L'agenda è stracolma per i bimbi ticinesi

Attività extra scolastiche: l’agenda dei ragazzi è piena anche dopo le attività scolastiche. L’esempio di due famiglie che hanno lasciato ai propri figli la scelta.

Suona la campanella, la scuola è finita. E ora a mio figlio cosa faccio fare? Sono parecchi i genitori che se lo chiedono, in una Svizzera in cui le donne rappresentano il 45% della forza lavoro. Se, da una parte, le iniziative extra scolastiche proliferano, dall’altra non è evidente per una mamma o per un papà destreggiarsi nella giungla di offerte pubbliche e private. E il rischio è che il bambino venga ulteriormente sovraccaricato dopo avere già trascorso una giornata intensa in aula. Gerardina (45) e Fabrizia (46), due mamme di Lugano, affrontano la questione con approcci agli antipodi. Ecco come.

Tra chitarra e danza



Valentina, 12 anni, fa hip hop e chitarra classica. Ha smesso con il volley per avere alcune sere libere. Sua sorella Carolina, di 3 anni più piccola, fa hip hop, danza jazz e gymnastique. L’agenda extra scolastica delle due ragazzine sembra piuttosto densa. Mamma Gerardina assicura: «Ogni scelta l’abbiamo fatta insieme, coinvolgendo anche mio marito Stefano. Noi abbiamo solo preteso che svolgessero un’attività sportiva, le discipline sono state scelte dalle nostre figlie volontariamente, senza forzature. Unica condizione: portare avanti con costanza gli impegni presi». Gerardina precisa un aspetto importante. «Col tempo sono nate amicizie tra le mamme. E così a volte facciamo a turno per accompagnare i figli alle attività e poi andare a prenderli. È un modo per essere più ecologici». La mamma aggiunge: «Partecipare ad attività di gruppo ben strutturate permette al bambino di crescere e di stimolare lo spirito di socializzazione». Infine, una riflessione personale. «Tante mamme, in quanto lavoratrici, occupano i propri figli in vari corsi. Io ho la fortuna di potere gestire il mio orario professionale. Sono a casa quando le bimbe escono da scuola. E nei giorni in cui non frequentano attività organizzate, sto con loro e facciamo bricolage, cuciniamo o giochiamo in giardino».

Animali in collina



I conigli, le galline, il cane, i prati verdi e i boschi. È idilliaco il quartiere, sulla collina luganese, in cui crescono Michelle, Vanessa e Melissa, di rispettivamente 11, 9 e 4 anni. Mamma Fabrizia ha l’ufficio sotto casa. E può contare sull’appoggio delle sorelle e dei genitori, che abitano a pochi metri. «Con un simile contesto di partenza – dice Fabrizia – le mie figlie, una volta terminata la scuola, tornano a casa volentieri e trascorrono qui il loro tempo libero». Un ambiente rilassante e spensierato. Dove le bimbe di Fabrizia danno libero sfogo alla loro fantasia e alla loro intraprendenza. «A volte giocano a palla, altre alle bambole, altre ancora stanno in piscina oppure costruiscono una capanna nel bosco. Sono spesso immerse nella natura. E a volte aiutano nel dare da mangiare agli animali o nel pulire le loro gabbie. È rigenerante. Io e mio marito Pascal non le abbiamo mai obbligate a fare attività istituzionali dopo la scuola, siamo convinti che siano già abbastanza impegnate con la testa e con le regole. Se un giorno lo vorranno, ovviamente saranno libere di fare diversamente». Infine, Fabrizia evidenzia un altro dettaglio. «Al termine della giornata il bambino ha bisogno di ossigenare la mente, di uscire dagli schemi e di prendere l’iniziativa su come gestire il proprio tempo».

Borsa di scambio nei ristoranti Coop
Sabato 14 novembre dalle 14 alle 16, nei ristoranti Coop del supermercato Coop a Tenero, al Serfontana e all’ipermercato Resega, i bambini potranno scambiare le figurine Disney. La partecipazione è gratuita e non è richiesta l’iscrizione. L’appuntamento pomeridiano si ripete il 21 e il 28 novembre e il 5 dicembre. In omaggio vi aspetta la tessera JaMaDu. Inoltre, il 14 e il 21 novembre articoli gratuiti della Danone.  
www.cooperazione.ch/disney

A scegliere devono essere i bambini

Intervista a Michele Mainardi, docente di scienze dell’educazione.

Perché tra gli specialisti le attività legate al «dopo scuola» sono sempre più importanti?
Un tempo i bambini trovavano facilmente opportunità d’incontro e di gioco nelle vie del quartiere, nei prati, lungo le golene. Attorno a loro aleggiava una sorta di vigilanza altrettanto spontanea. Gli zii, i vicini, i fratelli, i cugini, tutti sapevano o credevano di sapere cosa facevano i ragazzi. Oggi la gente si conosce meno, e si fida poco della strada e dei prati senza sorveglianza. Allo stesso tempo, gli spazi liberi a misura di bambino si sono ridotti. Così, si sente sempre più la necessità di affidare un figlio a un contesto protetto, ad attività orientate, a un altro adulto.

Con quale criterio il genitore deve scegliere le attività da proporre al figlio?
L’adulto funge da mediatore. Può farlo con l’intento di aggiungere competenza e passioni a quanto già il bambino fa. Oppure lasciandolo libero, in ambienti che favoriscono «l’imparare a fare da sé». A volte si pensa che il tempo libero debba essere per forza consumato. L’offerta di spunti oggi è versatile. Non dimentichiamo di assicurare ai bambini un tempo realmente libero, senza obblighi di fare o di riuscire.

L’impressione è che i bambini trascorrano sempre più il loro tempo libero nell’ambito di attività precostituite. Conferma?
Sì. La tendenza sembra questa. Il genitore spesso vuole sapere cosa il bambino va a fare, con chi e per quanto tempo. Da una parte è rassicurante e sensato. Dall’altra, però, non possono essere soltanto attività di questo tipo a costituire l’universo esperienziale dei bambini. Ricordo con piacere i grandi parchi attrezzati all’aperto messi a disposizione di tutti. Ad esempio il Parco Robinson di Locarno. Occorre chiedersi in quale misura l’ampio panorama di proposte preconfezionate non abbia inciso in modo marcato su contesti di attività che potevano incentivare l’esperienza di piena libertà e di autonomia del bambino.

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Testo:  Patrick Mancini

Foto: Annick Romanski

Pubblicazione:
lunedì 09.11.2015, ore 00:00