Francesca cura i piedi dei suoi pazienti a domicilio.

Cure per anziani a domicilio

La popolazione anziana può avere bisogno di ricevere le cure a casa propria. La qualità della prestazione rispetta gli standard. Con il tempo i pazienti ti considerano un membro di famiglia.

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Sono sempre più numerose le persone che svolgono la loro attività professionale al proprio domicilio. Ma ce ne sono anche tante che per lavorare si recano al domicilio degli altri: dalla baby sitter al giardiniere, dalla dama di compagnia alla parrucchiera.
Il fenomeno di chi ha bisogno di aiuto esterno è talmente esteso che in alcuni casi sono stati creati dei franchising in tutto il mondo. È il caso dei «mariti in affitto», che corrono in aiuto di signore che hanno un coniuge pigro, oppure troppo impegnato, ma anche di single e vedove. Offrono lavoretti di tutti i tipi, costituendo un’originale forma di artigianato.
In alcuni casi anche i disoccupati si sono riciclati e offrono una forma di assistenza a domicilio, che comprende fare la spesa, recarsi alla posta, stirare, fare l’autista, il dog-sitter, bagnare le piante sul terrazzo…

Una scelta felice
Non sempre chi lavora al domicilio degli altri lo fa perché non ha più un’altra possibilità: sono numerosi i casi di chi ha scelto questa strada. Per esempio Francesca Ganser di professione pedicure, che con il suo valigione che racchiude tutta l’attrezzatura di uno studio, si presenta allegra, professionale e con un bagaglio di aneddoti per intrattenere le pazienti abbinando – cosa rara – l’utile al dilettevole.
La sua scelta può essere definita felice? «Decisamente sì. Non cambierei gli ambienti per svolgere il mio lavoro che peraltro faccio da 15 anni». Difficoltà? «Pazientare per tempi a volte molto lunghi incolonnata per gli spostamenti».
Francesca si reca soprattutto al domicilio di persone anziane o che, a causa di una malattia, hanno difficoltà motorie. Ha un trucco per farsi accogliere con il sorriso? «Cerco soprattutto di essere me stessa, con il mio carattere ed i miei difetti, ma l’importante è il rispetto per la persona nel suo insieme. Cerco, se possibile, di trasmettere positività anche in situazioni di evidenti difficoltà. Questo è altrettanto importante del buon svolgimento della prestazione».

Pazienti a domicilio
Simile è anche la testimonianza di Alessandro Pusceddo, fisioterapista, che ha diversi pazienti al domicilio. La qualità delle prestazioni deve andare di pari passo, quando si va a casa degli altri, con il rispetto e le attenzioni che si dedicano a chi riceve le sue cure. Con i suoi pazienti si crea un rapporto che in uno studio o in una camera di ospedale non sarebbe possibile. Si diventa spesso amici o un po’ membro della famiglia. «Alcune signore anziane mi fanno assaggiare il sugo che stavano preparando, altri mi chiedono se posso cambiare loro una lampadina fulminata…». Ma anche se sovente si abbina il lavoro al domicilio alla malattia o all’infortunio, non bisogna dimenticare che anche una vita sempre più frenetica porta alla scelta di ricorrere a un aiuto esterno.
Un esempio tra gli altri quello di Johann Desnoues e di Anna Fenaroli, che portano la loro esperienza di chef ai fornelli di casa vostra per una romantica cenetta a due o per un piccolo ricevimento. Ciò che li distingue? Una buona organizzazione, ma anche – e qui si ritorna al punto comune a tutti coloro che si recano in casa altrui per lavorare – gentilezza, puntualità, discrezione, professionalità ma, soprattutto, «offrire alle persone più di quello che si aspettano e regalare un sorriso che è il miglior condimento…», concludono Johann e Anna.

La rete funziona

Danilo Forini è il direttore cantonale di Proinfirmis Ticino. La sua attività gli consente di valutare l’importanza del lavoro al domicilio delle persone con difficoltà.  

Perché il lavoro al domicilio è importante?
Una società inclusiva dovrebbe  permettere a tutti di partecipare alle attività quotidiane. Quando ciò è impossibile, l’intervento a domicilio consente alle persone di vivere a casa propria il più a lungo possibile.

Secondo lei, la rete di questo tipo di prestazioni è coperta oppure vi sono delle lacune?
Esistono oggi numerose prestazioni a domicilio ancora impensabili qualche anno o decennio orsono. Servizi di cura a domicilio, enti di appoggio, enti di volontariato, assistenti personali o famigliari (badanti), professionisti disposti a recarsi a domicilio. L’offerta c’è e si amplia sempre più.

Quali prestazioni vengono rimborsate (e da chi)?
La copertura dei costi del mantenimento a domicilio è una giungla. In questo ambito, il vero problema è la complessità nell’accedere ai pur numerosi aiuti. Si intrecciano – e talvolta litigano tra loro – assicurazione malattia obbligatoria e complementari, assegno grandi invalidi AI e AVS, contributo d’assistenza dell’AI; prestazioni complementari AI e AVS, il sussidio per il mantenimento a domicilio del dipartimento della sanità, i sussidi diretti federali e cantonali ai servizi.

Ogni giorno, a chi ne fa richiesta, il servizio pasti al domicilio di Pro Senectute Ticino e Moesano porta pasti caldi a domicilio.

Gli utenti possono richiedere un solo un pranzo oppure 365 pranzi all’anno, mediante un semplice sistema di prenotazione settimanale.

La domenica e nei giorni festivi vengono distribuiti dei pasti facilmente riscaldabili.

Le tariffe sono concordate con l’amministrazione cantonale in base alla situazione economico-patrimoniale di ogni utente.

Testo:  Marina D'Alò

Pubblicazione:
lunedì 07.09.2015, ore 00:00