Alan Roncoroni, membro e già capitano della squadra svizzera di Warhammer al torneo ETC.

Alan Roncoroni: «Il mio mondo tra fantasy e matematica»

La passione per il gioco di strategia Warhammer ha portato il giovane locarnese a partecipare per la quarta volta per il team svizzero al torneo più importante al mondo. – GIORGIA VON NIEDERHÄUSERN

L’esercito di re dei sepolcri del mio avversario era più folto del mio, composto da uomini bestia. Se volevo ottenere la postazione che ci avrebbe portato a vincere la battaglia, dovevo rischiare di sacrificare alcuni dei miei uomini. Posai un centauro e due arpie davanti a tre dei suoi carri. Scattò il corpo a corpo. I miei soldati erano però protetti da incantesimi druidici. Fu così che riuscii a guadagnare punti perdendo un solo soldato». Non è un passaggio di un racconto fantasy, ma la descrizione di una delle partite giocate dal locarnese Alan Roncoroni al torneo più importante al mondo di Warhammer, l’European Team Champions (ETC). La manifestazione, tenutasi a Salamanca (Spagna) dal 4 al 6 agosto, attirando oltre 1.200 giocatori da 52 paesi.
Warhammer è un gioco di strategia nato negli anni Ottanta. Ambientato in un mondo fantastico, consiste nello scontro fra due armate in miniatura composte da orchi, elfi, nani e altri personaggi tipici delle saghe medievali e della mitologia. Figure mosse secondo precise regole su tavoli trasformati in campi da battaglia.   
Quello appena conclusosi è stato il quarto ETC della carriera del ventottenne, membro della squadra rossocrociata dal 2011. Il team (attualmente sei romandi e due ticinesi) è giunto decimo, con 510 punti (su un massimo di 600), a 60 punti di distanza dalla squadra vincitrice: la Polonia. «Una fra le più forti», dice Alan, che sotto lo pseudonimo da guerra “2dipicche”, a Salamanca ha macinato sei partite di oltre tre ore in tre giorni: «Per giocare così tanto bisogna essere veri “geeks”, avere una forte passione insomma. Ogni gara è un forte esercizio mentale. A fine torneo si è stanchi».


Modellismo e tattica
Una passione che richiede anche uno spiccato interesse per il modellismo. Sì, perché i fantastici battaglioni impiegati nelle partite di Warhammer sono pitturati a mano dagli stessi giocatori, che si sbizzarriscono anche nella fabbricazione dei paesaggi in miniatura su cui si sfidano. «Questo è l’esercito con cui ho giocato al torneo ETC, sono 150 pezzi», dice mostrando le statuine disposte su una tovaglia stesa a mo’ di manto erboso. «Per finire di pitturarle in tempo per il campionato ho lavorato quattro notti di fila». «Nel complesso ¬– aggiunge – posseggo 800 unità; di cui 400 già decorate. Le altre stanno aspettando di essere dipinte. Ma ci vuole molto lavoro. Basti pensare che per una statuina sono necessari 15 passaggi di pittura. E se per mano di vernice ci metto in media un paio di minuti, si fa in fretta a calcolare quanto tempo impiegherò a terminare l’opera».
“Calcolare”: un’attività che piace ad Alan, che dopo una laurea in fisica si sta impegnando a conseguire un dottorato in finanza all’Università di Zurigo. E infatti, oltre all’aspetto fantastico e al lato manuale, il mondo di Warhammer comprende anche quello logico e matematico: «Per giocare bene ci vuole una mente tattica. Lo stesso tipo di cervello che hai bisogno per vincere a scacchi. Giocare al tavolo è infatti una minima parte dell’allenamento. Il lavoro mentale, lo fai senza sosta, nei momenti più disparati. A volte le idee migliori ti vengono sotto la doccia. Io ad esempio penso a nuove tattiche mentre pedalo sulla bicicletta. La strategia per l’ultimo ETC, invece, l’ho sviluppata mentre viaggiavo in bus. Ma anche gli spostamenti in treno sono perfetti per lavorare a nuove tecniche. Ecco come sfrutto il tempo nel continuo su e giù che faccio tra Zurigo e il Ticino». Le sue idee Alan le condensa in formule matematiche e schemi d’attacco schizzati in un quadernetto. Un supporto dal quale non si stacca mai.


Tutto inizò a Locarno…
L’interesse per Warhammer di Alan è nato nella sua città, Locarno, quando aveva quattordici anni. Qui, l’associazione Drago rosso, club per patiti di giochi fantasy, ha fatto del borgo la roccaforte ticinese di Warhammer. Oggi il 28enne è membro del comitato dell’associazione. Con essa organizza i tornei principali del cantone. Il prossimo, chiamato “La piazza per giocare”, si terrà il 10 settembre in Piazza S. Antonio, in Città Vecchia a Locarno.
Ma non si stanca mai di giocare “2dipicche”? «Le crisi ci sono. Una sta arrivando proprio adesso. Ho giocato troppo per prepararmi al torneo», confessa con un sorriso. E racconta di aver vissuto un momento di rigetto subito dopo il 2011, anno del primo ETC e durante il quale ha capitanato il team nazionale. «Ma non ho mai fatto più di sei mesi di pausa. L’entusiasmo torna sempre. So già che a inizio novembre, il torneo Q.t.l. International Brawl di Milano mi farà tornare tutta la voglia di allenarmi. Peccato che la squadra polacca non parteciperà. Vorrà dire che la rivincita ce la prenderemo al prossimo ETC, a Zagabria, nell’agosto 2018».

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