Alessandra Amoroso:
è la «musica leggera»

È una delle più note voci italiane e da molti viene considerata l’erede di Laura Pausini.  — Diego Perugini

Torna Alessandra Amoroso, dopo un 2015 difficile, con tanto di intervento alle corde vocali. Non temano i fan: la cantante pugliese è in forma e in Vivere a colori (Sony) dispiega l’ugola senza risparmio, fra sussurri e grida. Il genere è quello del pop moderno (un tempo si sarebbe detto «musica leggera»), diviso fra ballate melodiche e momenti più movimentati. Suoni e produzione sono di alto livello, curatissimi, i brani portano talvolta firme illustri, da Tiziano Ferro a Elisa. I testi ruotano intorno al sempiterno tema amoroso, con altre (e non sempre originalissime) variazioni. A parte qualche eccesso melodrammatico (L’unica cosa da fare), l’album scorre via piacevolmente, soprattutto nei pezzi più veloci, come Vivere a colori e Il mio stato di felicità, ai confini della dance. Nel tuo disordine ricorda la Mina anni Settanta, mentre Non sarai mai piace per le riuscite coloriture soul-blues.  

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