Il giovane bellinzonese è emigrato negli Usa, dove si è iscritto a una scuola di volo.

Alessio Anghessa, il giovane che spiccò il volo

Doveva scegliere tra la sicurezza di un lavoro in banca e l’ebbrezza del volo negli Stati Uniti. Oggi vive in Florida. — MATTIA BERTOLDI

C’è una scena, nel film 8 Mile (2002), in cui il personaggio interpretato da Eminem (Jimmy) dice a un amico: «Ti chiedi mai a che punto è il caso di dire ma chissenefrega, e quindi smetterla di vivere quassù e cominciare a vivere quaggiù?». Ed è forse la stessa domanda che si è posto Alessio Anghessa, prima di emigrare negli Stati Uniti. Con un’unica differenza: lui voleva smettere di vivere quaggiù e andarsene lassù. Tra le nuvole.
È stata infatti la sua passione più grande, quella per il volo, ad aver portato questo 26enne a lasciare il Ticino. «Subito dopo essermi diplomato alla Scuola cantonale di commercio, sono andato a lavorare in una grossa banca. Era il 2011, e in cinque anni non mi sono costruito soltanto delle buone prospettive di carriera, ma anche un ottimo rapporto con clienti e colleghi, che in molti casi sono diventati anche buoni amici. Al contempo ho frequentato una scuola di volo privata e conquistato il mio primo brevetto. Si stava così avvicinando il giorno in cui avrei dovuto scegliere tra queste due strade».

La via del cuore
Fare una scelta razionale e quindi rimanere in Ticino o preferire la via del cuore, quella che porta più lontano e più in alto? «Se avessi aspettato ancora qualche anno chissà che cosa mi avrebbe poi convinto a rimanere: una nuova fidanzata, una promozione, magari dei figli... No, ho preferito volare e per farlo sono emigrato a Naples, nel Sud-ovest della Florida, dove mi sono iscritto a una scuola di volo. Qui volare costa la metà rispetto alla Svizzera, perché il prezzo della benzina è inferiore e gli aeroporti sono organizzati diversamente: non sono gestiti da società private come nel nostro Paese,  ma direttamente dallo Stato. Inoltre, in Florida ci sono condizioni meteorologiche più favorevoli ed è più raro dover annullare un volo a causa del vento o del maltempo».

«In Florida ci sono condizioni meteorologiche più favorevoli»


La scelta di Alessio è stata ponderata: dopo aver risparmiato franco su franco, nel giugno 2016 ha dato le dimissioni. Un piano preciso e ben calibrato, che però non lo ha aiutato con la nonna, quando le ha comunicato la sua scelta... «Mi ha preso per pazzo (ride). “Ma come, hai un contratto indeterminato in banca e te ne vai?”. Capisco che sia difficile da comprendere, per molto tempo mi sono chiesto anch’io se stavo facendo la scelta giusta. Poi, però, col tempo ha accettato la cosa e ora è una delle persone che sento più spesso su Skype. E comunque, continua a chiedermi quando torno a casa!».
Oggi Alessio vive in compagnia di due persone di origini tedesche. La scuola di volo da lui scelta, infatti, è gestita da un gruppo germanico e lo impegna tre giorni a settimana. Per il resto, il 26enne bellinzonese può gestire il suo tempo e gli basta poco per librarsi in aria: un’occhiata alle previsioni meteorologiche, il noleggio dell’aeroplano e via, verso l’aeroporto. Durante la pianificazione di volo deve inoltre fare attenzione agli spostamenti del presidente statunitense Donald Trump, che vola spesso da Washington in Florida (dove ha la residenza), con conseguenti limitazioni sul traffico aereo.

Un futuro ricco di progetti
La cosa che manca di più ad Alessio quando stringe una cloche? I panorami elvetici. «Nel nostro Paese ogni volo è un’avventura e i percorsi sono molto scenici, entusiasmanti. Qui, invece, una volta superato l’ultimo grattacielo ci si trova di fronte a pianure sterminate oppure all’oceano».
La nuova vita a stelle e strisce gli ha riservato, poi, qualche altra difficoltà di ambientamento. «Ero convinto che l’inglese appreso a scuola ed esercitato al lavoro sarebbe bastato, ma all’inizio ho avvertito un blocco linguistico. Io sono uno che parla molto e la difficoltà di esprimere a voce ciò che pensavo e provavo mi ha preso un po’ in contropiede, durante le prime settimane. Inoltre, rispetto alla Svizzera, gli Stati Uniti hanno un mercato alimentare più vasto, in cui è possibile trovare pietanze freschissime di ottima qualità ma anche prodotti pieni di zuccheri e conservanti. Bisogna prestare quindi maggiore attenzione agli scaffali, e non andare mai al risparmio».
Nel futuro di Alessio c’è quindi il volo, certo, ma anche un probabile ritorno in Europa. «Penso che per la metà del 2018 riuscirò a ottenere il brevetto prefissato, poi ci vorrà qualche settimana per convertire la licenza secondo gli standard europei. Per il futuro ambisco a svolgere il mestiere di pilota di linea, magari a tempo parziale, affiancando una professione nel settore terziario».

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