Il 28enne ticinese (qui ritratto con Maryia Stoyanova, responsabile del negozio) ha impiegato poche settimane per acclimatarsi al nuovo stile di vita nordamericano. — Mattia Bertoldi

Moto e passioni: La mitica Road 66

Nella città di Chicago Jeremy Nicholls, ticinese di origini americane, insegue il sogno a stelle e strisce.

www.harley-davidson.com

Road 66: bastano pochi caratteri per evocare il mito di una strada che collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica (oltre 3.700 chilometri) e ha fatto da sfondo a viaggi mitici, entrando nell’immaginario collettivo. Sono molti coloro che atterrano nella principale città dello stato dell’Illinois e affittano un’automobile o un’Harley-Davidson per cimentarsi nell’avventura «on the road» per eccellenza. Da luglio, ad attenderli dietro al bancone, c’è anche un ticinese: Jeremy Nicholls, 28 anni di Vezia. «Anche se ho la fortuna di avere sia la nazionalità svizzera, sia quella statunitense», ci racconta, «adeguarsi al ritmo frenetico di una metropoli come questa non è facile. Per me è una grande prova di adattamento: il trucco sta nel seguire l’onda e accettare stile di vita e mentalità che questo modello sociale propone».

Atterrato in Nord America all’inizio di giugno, Jeremy ha trovato alloggio (temporaneo) a casa della zia ed è andato a caccia del primo impiego. «La prima cosa che ho fatto è stata adeguare il curriculum vitae. Il modello a cui siamo abituati in Svizzera è troppo approfondito, ci sono dettagli e spiegazioni che la maggior parte dei datori di lavoro nemmeno guarda. L’ho quindi ridotto a una sola
pagina, e una cosa che stupisce sempre tutti è l’aspetto linguistico: come molti altri ticinesi, oltre all’italiano e all’inglese parlo altre tre lingue e questo è visto come una rarità sul mercato professionale».

Basta un cenno
Dopo alcuni colloqui, Jeremy ha scelto di lavorare per un marchio storico come l’Harley-Davidson. «Una scelta di cuore, che mi avvicina al mondo delle motociclette e dei viaggi – due mie grandi passioni. Oltre al lavoro, qui ho ritrovato cibi della mia infanzia che potevo assaggiare solo quando venivamo a trovare i parenti americani. Il “Mac & Cheese”, per esempio, un piatto costituito da pasta e tanto formaggio cheddar che in Europa è quasi impossibile da trovare».

Un’altra differenza emersa in queste prime settimane da neo-emigrante riguarda i contatti sociali. «Qui conoscere persone è molto più semplice che in Svizzera. Se sono al bar e sto sorseggiando una birra, basta un cenno per attaccare discorso col barista o il vicino di sgabello, senza paura di importunarlo. Si tratta di una mentalità differente con la quale mi trovo molto bene e che mi fa sentire ogni giorno più vicino a questo nuovo stile di vita».


Chicago a portata di mano: Jeremy Nicholls si è ambientato bene.

Il marchio della società automobilistica tedesca nacque dall’azienda fondata dal «locarnese» Karl Rapp.

Ogni marchio automobilistico ha la propria storia, ma solo uno è strettamente collegato al canton Ticino. La BMW (acronimo di Bayerische Motoren Werke) è infatti nata nel 1917 da un’azienda attiva da alcuni anni nell’aeronautica, la Rapp Motorenwerke – dal nome del suo fondatore, Karl Friedrich Rapp. Questo ingegnere tedesco (nato il 24 settembre 1882 a Ehingen, Baden-Württemberg) lasciò il Paese natale nel 1934 e si trasferì nel Locarnese, dove trovò una seconda casa ed ebbe la possibilità di dedicarsi alla sua altra grande passione: l’astronomia.

Proprio in quell’anno costruì infatti un osservatorio privato, avviando un lavoro di analisi e ricerca sulle attività solari che ha reso manifesta l’importanza di avere uno strumento del genere a Sud delle Alpi, anticipando così la nascita dell’Istituto ricerche solari Locarno (IRSOL) nel 1960. Qualche anno prima, nel 1953, Rapp era inoltre una delle dodici persone iscritte nel nostro Cantone alla Società astronomica Svizzera, dalla quale nacque nel 1961 la Società astronomica ticinese. Morì un anno più tardi a Locarno, all’età di 80 anni.

Si cercano storie di emigrazione

La piattaforma Oltreconfini Ti cerca nuove storie di emigrazione ticinese. Se conosce le vicende di un espatriato del passato o del presente, o se è tornato in Ticino dopo un lungo periodo all’estero, scriva a oltreconfiniti@ti.ch oppure cliccando su OltreconfiniTi.

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