Alla scoperta del mondo, foto per foto

Ha compiuto 29 anni la scorsa Vigilia di Natale e da circa otto mesi gira a zonzo per l’America: il suo nome è Giacomo, anche se per tutti è Jack. Storia di un «libero viaggiatore» ticinese tra istantanee, ricordi e un blog bilingue.

«Sin rumbo por el mundo», ovvero: a zonzo per il mondo. È questo il sottotitolo del blog «Libertad Viajera», in cui il locarnese Giacomo Filippini (29 anni) racconta le proprie sensazioni di viaggio in italiano e in spagnolo. Laureatosi in lettere all’università di Losanna, ha ottenuto il master in letteratura spagnola e ispano-americana all’Università di Salamanca, in Spagna, ed è partito alla volta del continente americano nel 2013, complice un programma speciale del servizio civile svizzero che lo ha portato a insegnare per cinque mesi in una scuola elementare di Managua, capitale del Nicaragua. Un ottimo luogo per progettare visite nelle nazioni vicine, e nel giro di poche settimane sono diventate una sfilza: Colombia, Panama, Belize, Guatemala, Costa Rica, Honduras, El Salvador.

Giacomo «Jack» Filippini ha visitato buona parte del continente americano nel 2013 e ora è in Ungheria.

Giacomo «Jack» Filippini ha visitato buona parte del continente americano nel 2013 e ora è in Ungheria.
http://www.cooperazione.ch/Alla+scoperta+del+mondo_+foto+per+foto Giacomo «Jack» Filippini ha visitato buona parte del continente americano nel 2013 e ora è in Ungheria.

Il Ticinese, sulla pagina riepilogativa del proprio blog, ha inserito una mattonella con impressa la bandiera di ogni Paese visitato e ammette: la smania infantile-adolescenziale di collezionare figurine e banconote si è trasformata nel desiderio di osservare il mondo da vicino, di viverlo. Macchina fotografica al collo, ha caricato e carica periodicamente centinaia di scatti che insieme alle sue parole raccontano persone, avvenimenti, paesaggi. Le sue istantanee sono anche su Flickr, sotto lo pseudonimo «mochilero jack». Da ottobre a dicembre 2013 ha visitato il profondo Sud degli Stati Uniti con base a Hattiesburg, nello stato del Mississippi. Le ultime due settimane dell’anno le ha invece trascorse tra Las Vegas, la California e New Orleans (Louisiana), per festeggiare il Capodanno.

Nel 2014, invece, il viaggio proseguirà nell’Europa dell’Est grazie a Comenius, una sorta di borsa di studio rivolta anche ai futuri o neoprofessori; da qualche giorno il giovane locarnese è infatti in Ungheria, dove presto insegnerà spagnolo in una scuola media. E per il futuro...? Il sogno è quello di lavorare viaggiando, e «Libertad Viajera» lo aiuta a intrattenere collaborazioni con siti specializzati, blogger e riviste di viaggio. Vale la pena seguirlo: se non fisicamente, con cartina e zaino in spalla, almeno virtualmente. E come si dice: ¡Buen viaje!

www.libertadviajera.com

Jean-Pierre Pedrazzini nacque a Parigi nel 1927.

Jean-Pierre Pedrazzini nacque a Parigi nel 1927.
http://www.cooperazione.ch/Alla+scoperta+del+mondo_+foto+per+foto Jean-Pierre Pedrazzini nacque a Parigi nel 1927.
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Il fotoreporter schiacciato dai fatti d’Ungheria»

Nato nel 1927 a Parigi ma di origini locarnesi, Jean-Pierre Pedrazzini ha dedicato la vita alla passione per la fotografia. Già a 21 anni fu assunto da Paris Match come assistente del fotografo Walter Carone, e nel giro di tre anni divenne uno dei fotoreporter di punta del periodico. Il Ticinese – noto a tutti come «Pédra» – partì così nel 1956 alla volta di Budapest, per documentare la Rivoluzione ungherese. Il 30 ottobre, un martedì, fu coinvolto negli scontri e gravemente ferito. Trasferito in una clinica di Neuilly, alla periferia di Parigi, lottò tra la vita e la morte per più di una settimana, ma si spense il 7 novembre. Aveva solo 29 anni. Il suo nome è tuttavia ancora commemorato, in Ticino come in Ungheria e in Francia. A Budapest sono stati posati una targa e un busto in bronzo sul luogo esatto in cui fu ferito a morte e nel 2006 – a cinquant’anni dalla scomparsa – Paris Match ha distribuito un numero speciale a lui dedicato. In Ticino, nel medesimo anno, Casagrande ha pubblicato URSS – Budapest, ultimi reportage oltre la cortina di ferro con una serie di scatti del fotoreporter. E sempre nel nostro cantone, da nove anni a questa parte, il musicista e fotografo ungherese Dániel Vass organizza una commemorazione al cimitero di Locarno.

L’occhio attento di un verscese sul terremoto di San Francisco del 1906.

Giovanni Battista Monaco si trasferì negli Stati Uniti  soli 19 anni.

Giovanni Battista Monaco si trasferì negli Stati Uniti  soli 19 anni.
http://www.cooperazione.ch/Alla+scoperta+del+mondo_+foto+per+foto Giovanni Battista Monaco si trasferì negli Stati Uniti  soli 19 anni.

Giovanni Battista Monaco nacque nel 1856 a Verscio. Come molti bambini sopra-cenerini dell’epoca, a soli quattro anni dovette salutare il fratello Louis, prossimo a trasferirsi negli Stati Uniti. Ma non si scoraggiò: crebbe, si appassionò alla pittura e nel 1875 raggiunse il parente che nel frattempo era riuscito ad aprire uno studio fotografico e ad assumere la gestione della City Photographic Gallery di Eureka, nel Nevada. Giovanni Battisti (da quel giorno conosciuto come JB) si avvicinò alla fotografia e aiutò il fratello con le proprie doti di pittore, ideali per correggere e ritoccare i rudimentali scatti di quegli anni. Nel 1888 si trasferirono a San Francisco e aprirono un nuovo studio, trasferito poi nella «Little Italy» della metropoli nove anni più tardi, alla morte di Louis.

Nella sua carriera cinquantennale JB Monaco ritrasse centinaia di famiglie, ma fu anche testimone di eventi mondani e tragedie: nel 1908, per esempio, fotografò l’arrivo della Great White Fleet, la squadra navale formata da sedici corazzate su ordine del presidente Theodore Roosevelt, e nel 1915 seguì l’Esposizione universale. Ma fu (purtroppo) il terremoto del 1906 a offrirgli la possibilità di catturare San Francisco in tutta la sua fragilità, con scatti che sono entrati di diritto nella memoria collettiva della California intera.

Patrimonio fotografico custodito in un sito

Richard Monaco, erede di Giovanni Battista, ha donato il patrimonio fotografico dell’avo alla San Francisco Public Library nel 2009.
Decine dei suoi scatti sono visibili sul sito web:

www.jbmonaco.com

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Pubblicazione:
lunedì 06.01.2014, ore 11:32


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