Per Elia Frapolli, il rinnovo della stazione di Bellinzona è già quasi un evento storico.

«Dopo AlpTransit, ecco cosa diventerà Bellinzona»

Il prossimo weekend verrà inaugurata la nuova stazione di Bellinzona. Per Elia Frapolli, direttore di Ticino Turismo, l’importanza di questa apertura va ben oltre la capitale ticinese. — GERHARD LOB

La prima stazione che i viaggiatori diretti a Sud vedranno una volta usciti dalla galleria di base del San Gottardo sarà quella di Bellinzona, simbolicamente «la Porta del Ticino». Poco prima dell’inizio dei lavori, nel 2014 Andreas Meyer, Ceo delle Ffs, affermò: «Il 2016 sarà una data miliare per il Ticino e per Bellinzona e segnerà l’inizio della terza età dell’oro della mobilità ticinese». Per Elia Frapolli, l’entrata in servizio della nuova stazione è di vitale importanza per il turismo in tutto il cantone.

Da dicembre, Bellinzona sarà la prima fermata a Sud dopo la galleria di base del Gottardo. Che significato ha questo evento per il turismo in Ticino?
Un significato molto rilevante. Il rinnovo della stazione della capitale è già di per sé un evento quasi storico. La vera rivoluzione è però costituita dai cambiamenti di orario previsti con l’apertura della galleria di base del San Gottardo. Per Bellinzona è un’opportunità enorme.  La città ha le carte in regola per diventare ancora più attrattiva dal punto di vista turistico ma c’è ancora parecchio da fare.

Cioè?
Innanzitutto è bene sottolineare che negli ultimi anni si è lavorato molto, e i frutti oggi si iniziano a intravedere. Oltre alla ristrutturazione della stazione, penso in particolare al rinnovo della zona pedonale e di strutture come l’Hotel Internazionale. Molto resta ancora da fare, per esempio per valorizzare i tre castelli, patrimonio Unesco. Anche in ambito alberghiero ci sono ancora lacune da colmare.

Bellinzona non è una meta turistica prioritaria in Ticino. Ci sono idee per aumentare il flusso di turisti a Bellinzona?
Come «Porta del Ticino» Bellinzona è una meta perfetta per il turismo di giornata. Lo constatiamo, ad esempio, il sabato mattina, quando la capitale è invasa, oltre che dai ticinesi, da turisti attratti dal mercato cittadino. Sono tuttavia del parere che in futuro Bellinzona svolgerà un importante ruolo di crocevia. Sarà la località ideale, proprio perché centrale, dove pernottare per poi andare alla scoperta di tutto il cantone.

Come e dove il turismo in Ticino sentirà maggiormente la nuova galleria di base?
La galleria di base è una opportunità per il settore turistico, ma deve essere colta come tale. Non avremo migliaia di turisti in più soltanto perché apre questa galleria. Dobbiamo offrire qualcosa in più. In Ticino negli ultimi anni sono sorte molte nuove infrastrutture, come il LAC a Lugano e i due parchi acquatici di Locarno e Rivera.  

Ma non si corre il rischio di aumentare il turismo di giornata o, peggio, di incentivare i viaggi verso l’Italia, che in questo momento è più conveniente?
Tocca a noi evitare questo scenario, facendo capire al turista che il Ticino è un cantone ricco di attrattive e di eventi. Proprio per raggiungere tale obiettivo, dall’anno prossimo presenteremo al turista questo ampio ventaglio di offerte già sui treni della galleria di base. Sui convogli saranno presenti hostess e steward che faranno in modo che il viaggio verso la destinazione diventi un momento privilegiato durante il quale il visitatore potrà iniziare a conoscere meglio la meta delle proprie vacanze.

Un altro nodo si trova nella Leventina, che vuole essere destinazione turistica ma viene tagliata fuori dal nuovo tunnel del Gottardo.
Anche qui si intravedono opportunità e rischi. Grazie alla linea di montagna, la zona rimane accessibile e le Ffs proporranno i «Panorama Express», che sono dei veri  convogli turistici. Ma è chiaro che si deve lavorare parecchio su questi prodotti. RailAway, ad esempio, sta lavorando per proporre una serie di pacchetti turistici focalizzati, appunto, sull’offerta turistica nelle nostre Valli. Quest’anno Ticino Turismo ha lanciato una campagna nella Svizzera tedesca con lo slogan «Entdecke die andere Seite», cioè «Scopri l’altra parte», che esito ha avuto questa campagna?
Devo premettere che abbiamo fatto un’indagine di mercato oltre Gottardo dalla quale è emerso che la gente conosceva il Ticino ma che aveva il desiderio di scoprire qualcosa di nuovo. È sulla base di questa inchiesta che abbiamo elaborato la campagna di immagine «Scopri l’altro volto del Ticino» che ha caratterizzato il 2016. Siamo stati presenti a manifestazioni di grande richiamo come la «Züri-Fescht» o i festeggiamenti per l’inaugurazione della galleria di base. Dal 1° gennaio 2017 invece, con la messa in esercizio di AlpTransit, la campagna marketing di immagine si trasformerà in una campagna di vendita con azioni importanti, come ad esempio «Tutto il Ticino a metà prezzo» in collaborazione con Raiffeisen.  

Lei parla di «un altro Ticino», ma proprio a Lucerna, nel cortile del museo dei trasporti, ci sono pedalò e palme…
Ci vuole un giusto equilibrio fra tradizione e novità. Sappiamo che i nostri ospiti della Svizzera tedesca sono ancora affezionati a certi cliché legati all’immagine di «Sonnenstube» che ha fatto la nostra fortuna in passato, e che giocherà ancora un ruolo in futuro. Tuttavia abbiamo avuto modo anche di porre sotto i riflettori panorami meno noti del nostro cantone, come ad esempio vedute insolite delle nostre valli.

Tutti parlano del tempo risparmiato – circa 30 minuti – per chi viaggia attraverso la nuova galleria di base. Ticino Turismo invece non ha giocato questa carta. Come mai?
Proprio a seguito dei risultati del sondaggio, non abbiamo voluto creare una campagna che si focalizzasse unicamente sul tempo guadagnato. Sicuramente questo gioca un ruolo, ma non è un elemento chiave. Al contrario del Vallese, dove con il tunnel del Lötschberg il tempo si è dimezzato, la galleria del Gottardo non comporta una riduzione così massiccia dei tempi di viaggio. Più importanti invece saranno le nuove offerte turistiche come Ticino Ticket.

In che senso?
Dal 2017 Ticino Ticket darà, al turista che pernotta, la possibilità di viaggiare gratuitamente con i trasporti pubblici. Dunque il turista che viene in treno sa che in Ticino può muoversi liberamente.

Nelle valli che sono meta
per i turisti l’offerta è ancora abbastanza scarsa.
In Ticino, per quanto riguarda il trasporto pubblico c’è ancora margine di miglioramento. Grazie a Ticino Ticket avremo la possibilità di aumentare la massa critica e, conseguentemente, di riflettere sull’eventualità di ampliare l’offerta.

Siamo in autunno, la stagione estiva – la più importante per il Ticino – è finita. Si può tirare un bilancio provvisorio del 2016?
Il bilancio provvisorio è positivo. Vediamo una crescita dei pernottamenti negli alberghi e pure nella   paralbergheria. A sorpresa tornano anche i tedeschi. Nei primi otto mesi dell’anno i pernottamenti germanici sono aumentati dell’11,6%. In generale, anche a seguito dei recenti avvenimenti legati al terrorismo, a livello di turismo europeo stiamo assistendo a un rimescolamento delle carte. Il Ticino è tornato ad essere una destinazione attrattiva.

Abbiamo davanti l’inverno. Ci sono possibilità?
In Ticino abbiamo soprattutto margine per le mezze stagioni, cioè primavera e autunno. In inverno, anche a causa della concorrenza con destinazioni più votate al tursimo invernale, il discorso è diverso. Negli ultimi anni sono tuttavia aumentati gli eventi in questa stagione, anche sull’onda del successo che ogni anno riscuotono manifestazioni come Locarno on Ice o Natale in Piazza a Lugano.


Elia Frapolli, classe 1981, nel suo curriculum formativo vanta un Bachelor in Scienze economiche e un Master in Scienze economiche e Scienze della comunicazione, con specializzazione in International Tourism ottenuto nel 2006 all’Università della Svizzera italiana. Dal 2012 è direttore di Ticino Turismo.

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