Le "dediche" e le "manie" di Antonacci

Aveva annunciato che il prossimo album sarebbe stato intimista e soffuso, stile teatro canzone. Promessa non mantenuta… — DIEGO PERUGINI

... Perché Dediche e Manie (Sony) ribadisce lo stile tipico di Biagio Antonacci, un pop d’autore orecchiabile e un po’ “piacione”, che mescola pubblico e privato sul filo di una voce roca e familiare. Nessun cambio di rotta, insomma, per la gioia dei tanti fan (soprattutto al femminile) dell’artista milanese, che qui rinnova il suo repertorio con qualche tocco d’elettronica e un paio di curiose collaborazioni.
Nel reggae-folk di Mio fratello, fra Celentano e Manu Chao, ritroviamo Mario Incudine col suo “cunto” in siciliano, mentre nella ballata Sei nell’aria c’è l’emergente Laioung, idolo “trap” dei più giovani, con frasi in francese. Nei testi, come sempre, tanto amore, ma anche spunti sociali: l’iniziale (e incalzante) Il migliore è un’esortazione a dare il meglio di sé, mentre L’appello dei popoli invita a guardare alle migrazioni con spirito più aperto. 

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