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Stimolare la fantasia architettonica è la parola d’ordine della mostra bellinzonese.

I bambini si divertono a «fare gli architetti».

I piccoli visitatori sono seguiti e sostenuti da un’animatrice.

Architetti in erba al museo

Mostra a Bellinzona «Le porte della fantasia»: una riuscita esposizione che stimola i ragazzi a riflettere sul bello e il brutto di tante opere architettoniche.  

«

Metterei il castello di Montebello in riva al fiume  »

Loredana Bianchi, direttrice Museo in erba

Prigionieri dell’interconnessione, i bambini non si rendono conto più di ciò che li circonda, ovvero il bello e il brutto, l’insolito e il curioso delle piazze, dei monumenti delle nostre città. Andrebbero invece educati a osservare il territorio» afferma Loredana Bianchi, direttrice del Museo in erba di Bellinzona, dove da alcuni giorni ha aperto i battenti la mostra «Le porte della fantasia». Questa esposizione ha proprio lo scopo pedagogico di stimolare nei ragazzi lo stupore e il senso critico verso l’immaginario architettonico.

Varcando le dieci porte della mostra, i giovani visitatori (ma anche gli adulti) sono confrontati con l’effetto sorpresa di scenari fantastici, di costruzioni vere o rimaste sulla carta. Per esempio, c’è un bizzarro progetto canadese su un ponte autostradale in disuso trasformato in una città. Mai realizzato, però. Mentre esistono per davvero un hotel a forma di cane bracchetto negli Stati Uniti e la Casa Gatto (Katzenhaus), una scuola per l’infanzia, in Germania!

Le case pazze e la piazza
Per sviluppare la fantasia architettonica,  la mostra presenta il complesso di case coloratissime e asimmetriche di Hundertwasser a Vienna. «Un modo  per costringere i ragazzi a riconoscere il grigiore di tante costruzioni moderne» precisa la direttrice. «Invece, le linee curve dei musei di Frank O. Gehry, come la Fondation Louis Vuitton a Parigi, sollecitano a pensare la creatività delle forme». Provocatorio e stimolante è il gioco sui monumenti: i bambini devono scegliere tra otto paesaggi, dal deserto alla campagna, in cui disporre opere come la Torre Eiffel o il castello di Montebello. Con risultati originalissimi. «Se fossi una bambina» confessa Loredana Bianchi «metterei il castello di Montebello in riva al fiume, così il ponte levatoio avrebbe una sua funzione. E mi divertirei anche a giocare con il libro delle case pazze e a costruire architetture straordinarie come quelle di Gehry».

Divertente è anche il tema della piazza, come agorà, luogo d’incontro. I bambini si lasciano stupire dal video degli affascinanti disegni dell’artista americano Ben Sack su monumenti e piani di città. «Per me – racconta Loredana Bianchi – la piazza perfetta è il Millennium Park di Chicago, perché è uno spazio tutto da vivere, che ospita arte, divertimento, fontane e l’auditorium». Il percorso espositivo termina con «l’esploratorio», in cui i ragazzi possono sbizzarrirsi a fare l’architetto, ideando e costruendo città. Con un vincolo: non possono distrugge-re ciò che è stato fatto prima di loro, ma trasformarlo. «Una regola per promuovere il senso di condivisione con gli altri e frenare così il narcisismo dei nostri giorni» conclude la direttrice.


www.museoinerba.com 

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Testo: Rocco Notarangelo

Pubblicazione:
mercoledì 11.03.2015, ore 00:00


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