Kina Maua N’Pango nel suo atelier di Barbengo. Sogna uno spazio espositivo al Lac di Lugano.

Arte nel segno delle stelle

Kina Maua N’Pango nasce in Angola nel 1970. Dopo numerose peripezie approda in Ticino, dove fonda una famiglia e si dedica alla pittura e alla scultura.

Da un piccolo villaggio sperduto dell’Angola alla conquista dell’Europa. La storia di Kina Maua N’Pango, 43enne di Agno, pittrice e scultrice, ti scuote nell’anima, soprattutto per i suoi lati introspettivi. A partire da quell’episodio chiave che fa da spartiacque tra il suo passato e il suo presente. Anno 2007, Kina Maua torna per la prima volta a Quimbele, il villaggio da cui era fuggita con il padre all’età di quattro anni. I suoi zii hanno la voce rotta dal pianto, l’abbracciano a più riprese. «Hanno vissuto questa mia visita come qualcosa di miracoloso – spiega Kina Maua –. E quando hanno saputo che ero diventata un’artista, si sono sentiti orgogliosi. Per loro era tutto così grande, laggiù si vive fuori dal mondo». Una donna attratta dal cosmo, dall’astrologia, dalla fisica quantistica. Kina Maua ha iniziato a esporre le sue opere a Ginevra e Londra, studia testi difficilissimi. «Siamo fatti di materia, credo che dopo la morte ci sia una specie di riciclo – dice –, si muore e si rinasce in forme più evolute». Ha qualcosa di affascinante e di inquietante allo stesso tempo, Kina Maua, mentre racconta le sue teorie, seduta tra gli schizzi dell’atélier personale di Barbengo. «Mio nonno era un veggente, un guaritore. Forse è per questo che certe cose mi attirano. Spesso mi domando se siamo davvero soli nell’universo, siamo così piccoli in rapporto all’infinità dello spazio...» .

Si interroga, Kina Maua. E non solo sul senso della vita. Negli ultimi anni sta cercando di riscoprire le sue radici. Lo fa con l’umiltà di chi ha dovuto soffrire per arrivare lontano. «Dall’Angola siamo scappati per questioni politiche, mio padre era stato torturato, mi ricordo i segni delle frustrate sulla sua schiena. Mia madre però restò laggiù, non l’ho mai più potuta rivedere». Dopo la fuga, una parentesi in un campo profughi del Congo. «Ci rimanemmo per 7 mesi, stipati come sardine nelle tende. Ho ancora nelle mie orecchie il pianto dei bambini, mi sono ammalata molto in quel periodo». A salvare Kina Maua è un aereo della comunità internazionale in partenza per il Portogallo. «Non so ancora oggi come sia successo, ma ci siamo ritrovati su quell’aereo. Io, mio padre, la mia matrigna e i miei fratelli».

«

C’è un’energia universale che spinge e condiziona le nostre azioni»

In Portogallo Kina Maua trascorrerà infanzia e adolescenza. «Ci siamo stabiliti in un paesino nei pressi di Coimbra. Eravamo i primi neri ad abitare in quel posto. Ricordo che una nostra vicina, quando giocavamo per strada, ci strofinava il braccio per vedere se veniva via il colore. Nel quartiere c’erano solo vedove, donne dall’età media di 65 anni. Con il tempo è nato un buon rapporto, in un clima surreale, quelle signore sembravano streghe buone uscite da un libro di favole. È in quegli anni che ho iniziato a dipingere e a scolpire. Da autodidatta, perché di soldi per frequentare la scuola di belle arti non ce n’erano».

Poi, nel 1991, l’incontro con un ticinese e una nuova svolta. Kina Maua si trasferirà in Ticino, si sposerà e avrà due figlie. «Sara e Lisa rappresentano la mia più grande soddisfazione». Kina Maua la-vora per due anni per un’associazione umanitaria legata alla Croce Rossa. «Assistevo le mamme e i bambini che arrivavano dal Kosovo. In un certo senso è stato come fare un tuffo nel passato». In parallelo cresce la voglia di arte. Kina Maua viene notata e inizia a esporre. Prima in contesti semi sconosciuti. Poi in realtà sempre più importanti. Il recente invito a partecipare come ospite alla Biennale di Venezia rappresenta più di una conferma. «All’inizio è stata dura. L’ambiente artistico non è facile, non c’è una grande collaborazione tra artisti». 

Sono «strane» le opere di Kina Maua. Ti lasciano con mille domande. «Parto dalle mie esperienze, da quello che ho passato. Sono una persona un po’ tormentata e in parte questo è dovuto al mio percorso personale. A un certo punto della mia esistenza, ho avuto gravi problemi di salute, che mi hanno segnata per sempre. Lì ho capito quali sono le cose essenziali della vita». Kina Maua dipinge e scolpisce anche in base agli impulsi astrologici. «C’è un’energia universale che spinge e condiziona le nostre azioni. Per me l’astrologia è una cosa seria, una scienza come la matematica, la fisica e la medicina. L’ho scoperta grazie a un’astrologa francese, ad Acquarossa. Mi guardò negli occhi e mi fece una radiografia completa della mia situazione. Rimasi sconvolta. A colpirmi fu soprattutto l’aspetto matematico di questa scienza». Poi puntualizza: «Intendiamoci bene, io non credo all’oroscopo del giorno. Però sono convinta che i pianeti abbiano un influsso su ciò che accade sulla terra. Sulle maree, ma anche sugli umori delle persone». Infine, il pensiero di Kina Maua torna a Quimbele. Alla sua terra. «Dopo il 2007, sono tornata altre volte in Angola. Ma non sono mai stata al paese di mio nonno, il veggente. Lui era il capo villaggio, una specie di santone. Ho voglia di andarci, per capire, per rendermi conto di chi sono veramente. In questo momento è come se mi sentissi incompleta, ho ancora tanta strada da fare, il mio cammino interiore è ancora lungo».

In pillole

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Kina Maua N’Pango nasce a Quimbele, in Angola, il 5 maggio del 1970. Vive ad Agno e ha due figlie: Sara e Lisa. È pittrice e scultrice. All’età di 4 anni, è costretta ad abbandonare la sua terra. Dopo 7 mesi in un campo profughi, la fuga in Portogallo, dove conoscerà il suo futuro marito, un ticinese. 
Piatto preferito: spaghetti alle vongole. Il film: «Il colore viola».
La canzone: «A song for you» di Ray Charles.
La passione: astrologia e fisica.
Segni particolari: una predisposizione continua verso i dubbi e gli interrogativi.
Il sogno: «Avere, un giorno, uno spazio al nuovo centro Lac di Lugano».

www.kinamauanpango.com

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Testo: Patrick Mancini

Fotografia:
Annick Romanski
Pubblicazione:
lunedì 28.10.2013, ore 14:42


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