Aurora, «la nuova
stella del Nord»

Giovani talenti crescono. Come la 19enne norvegese Aurora, enfant prodige che inizia a suonare il piano a 6 anni, a scrivere canzoni a 10 ed esibirsi in pubblico a 15.  — DIEGO PERUGINI

Un’adolescente matura e inquieta, che invece di appassionarsi a idoli «teen» stile One Direction predilige un vecchio maestro della canzone d’autore come Leonard Cohen. Eccola ora al debutto di All My Demons Greeting Me as a Friend (Glassnote), dove la «nuova stella del Nord» racconta il suo mondo onirico e un po’ dark, sul filo di un pop suggestivo e avvolgente, fra elettronica e cori angelici, sprazzi di ritmo e melodie ariose, con richiami alle sonorità celtiche.
Aurora ha una voce pura ed eterea, i testi riflettono su temi ambiziosi come solitudine e mortalità, ma con una luce di speranza sullo sfondo. Il singolo Conqueror è il momento più solare, mentre Runaway spicca per la toccante dolcezza. Home è un gioiello di delicatezza e virtuosismo vocale, I Went Too Far flirta con le atmosfere da club. Un esordio niente male.

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