Autunno in mille tinte

È sicuramente la stagione dei colori e di molti frutti, il momento dei funghi, ma anche di scoperte.

Le chiome degli alberi si ingialliscono e i colori della natura sfumano gradatamente. La natura muta pelle e, come scrisse il filosofo Søren Kierkegaard, «in autunno si guarda il cielo e in primavera la terra». Ne sa qualcosa Marco Gaia, direttore di Meteosvizzera a Locarno Monti che in tema di una natura che cambia afferma che «l’autunno è sinonimo di foglie degli alberi che ingialliscono, di aria tersa. È anche la prima spolverata di neve sulle cime, l’odore delle “mondelle” e il crepitio del fuoco acceso per scaldarsi la sera e di giornate che si accorciano». Ma il meteorologo ricorda pure come «l’autunno ricorda l’importanza dei cicli della natura, di fermarsi, di tirare il fiato; per recuperare le forze, ed essere pronti a ripartire in primavera…».

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Regine Carpataux, presidente dell’associazione dei fioristi ticinesi a proposito dell’autunno «sente la terra prepararsi all’inverno quando cominciano colorarsi le foglie delle piante nelle calde tonalità arancione-giallo, marrone, quando va raccolta l’uva, le castagne, le zucche e i frutti autunnali. Un giorno ho chiesto a un amico anziano come stava e lui mi rispose: ”come una foglia di una pianta in autunno”».

Sulle stessa linea dei colori autunnali anche Elia Frapolli, direttore dell’azienda ticinese del turismo, che sostiene: «L’autunno è una stagione molto affascinante. Come diceva Albert Camus, è quasi una seconda primavera, perché ogni foglia è come un fiore. Il Ticino, con le sue numerose aree boschive, si trasforma in un tripudio di colori. Apprezzo le condizioni climatiche di questa stagione, ideali per praticare l’escursionismo. Ricordo, inoltre, che per gli appassionati di gastronomia non c’è che l’imbarazzo della scelta. L’offerta spazia dalle feste e sagre, fino ai vari menu a base di selvaggina proposti nei nostri ristoranti».

A dimostrazione che anche l’autunno è una stagione viva, ecco alcune proposte a respiro nazionale.

L’ora degli Aquiloni colorati

Con molta probabilità sono stati i cinesi a inventare l’aquilone o per lo meno a fornire le prime testimonianze scritte in merito. In passato si pensava che questi oggetti volanti avrebbero portato le preghiere degli uomini agli dei. Oggi sono un passatempo perfetto quando in autunno il vento spinge con forza le nuvole in cielo. Ce lo conferma anche Samuel Amsler di Hinwil: «Costruire degli aquiloni, da soli, in coppia o con la famiglia è davvero bello». Samuel suggerisce di costruirli nei giorni di brutto tempo e di farli volare nelle giornate belle e ventose. «Psss... chi pensa che costruire un aquilone sia troppo noioso, può provare con una lanterna volante». Quando si decide di far volare un aquilone, l’importante è scegliere un’area libera, senza alberi né cavi dell’alta tensione che possano impedirne il volo.

Festa d’autunno

Lugano, 2 ottobre

Il primo fine settimana di ottobre si rinnova a nel centro cittadina pedonalizzato di Lugano la festa per l’inizio dell’autunno con la tradizionale festa d’autunno o della vendemmia. Specialità gastronomiche locali, musica, mercatini di prodotti locali, giochi e animazioni, daranno vita a questa festa che era molto in voga negli anni Trenta del secolo scorso. Dal prossimo 2 ottobre, il centro cittadino si animerà con una festa popolare dove, figuranti in costume distribuiranno uva e dimostreranno con si distilla la grappa. Sono pure previste escursioni gratuite a piedi e in battello. Un modo simpatico per dire arrivederci all’estate e salutare l’autunno.

Il carico della «grà»

In molte località del Ticino in ottobre s festeggia la castagna, un frutto che per secoli ha sfamato le povere popolazioni del cantone. Per poterle conservare durante l’inverno, un sistema era quello dell’essicamento e per questo motivo da fine ottobre a metà novembre le castagne raccolte erano sistemate nelle «grà» (essicatoio), per essere essiccate a un moderato calore e tenore di fumo (nessuna fiamma). In questo modo le castagne potevano essere consumate fino in primavera. In Ticino si conoscono due tipi di «grà»: quella posta nel solaio della casa d’abitazione oppure la costruzione isolata, in genere a due piani, dove sul pianterreno in terra battuta, si accende il fuoco e le castagne sono sistemate su una graticola fatta di rami e cortecce di giovani castagno intrecciati, che copre tutto il pavimento a circa un metro e mezzo di altezza. Il fuoco resta acceso ininterrottamente per circa tre settimane e ogni tanto le castagne sono rimestare. Per eliminate la buccia e la pellicola, sono tolte ancora tiepide dalla «grà», battute o pestate e pulite con il vaglio (setaccio). Le castagne secche mantengono il loro sapore e prima di essere consumate si a mollo il giorno prima e bollire lentamente per tre-quattro ore. Maggiori informazioni sulle feste e sagre delle castagne e carico della «grà»:



Il museo delle dogane   

Dal 1835 al 1921, l’attuale casa che ospita il museo delle dogane svizzere era un posto guardie di confine; da qui controllavano il traffico lacuale, in particolare con l’enclave di Campione d’Italia. Poi, dal 1935 l’edificio iniziò a raccogliere le testimonianze della storia e del lavoro di questo corpo federale con documenti che appartengono al passato, con la presentazione delle merci contrabbandate, dei nascondigli per le merci da contrabbandare; fu inaugurato nel 1949 e trasformato negli anni Settanta dello scorso secolo per essere riaperto nel 1978. Oggi ospita anche mostre tematiche. Per raggiungere il museo (che si trova in località cantine di Gandria, sulla sponda sinistra del lago di Lugano) la via più rapida è quella del battello partendo da Lugano in direzione di Gandria e le sue cantine, oppure, percorrendo il pianeggiante sentiero che collega Castagnola a Gandria e da qui salire sul battello. Il museo è aperto fino al 18 ottobre, dalle 13.30 alle 17.30; entrata libera.




Mercato delle cipolle a Berna

Lunedì 23 novembre, come ogni anno, il quarto lunedì di novembre, si tiene a Berna il mercato delle cipolle («Zibelemärit»); è quanto resta della fiera d’autunno del XV secolo e che durava quattordici giorni. Pare che la prima edizione sia del 1405. Così, la parte alta del centro storico di Berna (tra la stazione ferroviaria e Piazza federale) diventa un grande mercato, con centinaia di bancarelle allestite dai contadini della regione fin dalle prime ore dell’alba. Si stima che ogni anno arrivino a Berna 50 tonnellate di cipolle e aglio, ma oltre alle tradizionali trecce di cipolle insieme a ortaggi invernali, il visitatore trova pan di spezie, souvenir e ceramica. I buongustai possono gustare torte di formaggio e di cipolle o zuppe di cipolla. Da ricordare anche che dal 16 ottobre al 29 novembre (esclusi il 18 ottobre e il 22 e 23 novembre), dalle 19 alle 20.30, è possibile ammirare il gioco di luci sulla facciata di palazzo federale.           



Il rally del cioccolato a Ginevra

Sabato 3 ottobre, dalle 10.30 alle 17, si potrà percorrere in lungo e in largo la città di Ginevra sulle tracce del cacao e del cioccolato. Il «passeport de choc», una sorta di passaporto del cioccolato sarà la guida indispensabile durante tutta questa giornata all’insegna della golosità, un evento aperto a tutti gli amanti del cioccolato, grandi e piccini. Il rally, una manifestazione gratuita, si iscrive nel prolungamento delle celebrazioni della Giornata mondiale del cioccolato e del cacao. La celebrazione mira a sensibilizzare il pubblico sulle condizioni in cui avviene la produzione, la raccolta e la trasformazione del cacao.                   



La fiera d’autunno a Basilea (24 ottobre-8 novembre)

Ormai celebre in tutto il mondo, questo evento contraddistingue la storia della città renana da oltre 500 anni. Si tratta, d’altra parte, della fiera più grande e antica della Svizzera. Molti svizzeri si affollano a questa festa allestita su sette piazze principali del centro e in una grande sala fieristica. Si ha quasi l’impressione che Basilea si trasformi in una gigantesca kermesse dove i bambini si divertono sulle giostre e nell’ambito delle diverse attrazioni appositamente allestite per loro. L’appuntamento ü dal 24 ottobre all’8 novembre.              

La Notte dei musei, 
Lausanne & Pully
26 settembre

Come in molte città svizzere, anche Losanna e Pully organizzano una notte dei musei, giunta alla quindicesima edizione. Il prossimo 26 settembre si apriranno le porte dei 24 musei di Losanna e Pully. Tutto questo dalle 14 alle 2 del mattino! Oltre a numerose esposizioni, in un clima informale e conviviale verranno proposte un centinaio tra animazioni speciali, visite guidate e atelier per bambini. Assoluta novità: nell’ambito della manifestazione sarà creata una «radio effimera» che viaggerà sulle onde in modulazione di frequenza, mentre il pubblico verrà invitato a spostarsi, durante la serata di festa, con il proprio ricevitore FM.



«Les Automnales» alla Fiera di Ginevra

Questo imperdibile appuntamento allestito dal 13 al 22 novembre al Palexpo di Ginevra accoglie 450 espositori distribuiti su una superficie di 50.000 mq! L’evento si concentra su quattro tematiche: Svago e benessere, Tutto per la casa, Piaceri dei sapori e Divertimento. Ad attendere i visitatori, perciò, vi saranno mille attrazioni: dall’esposizione felina/canina internazionale al salone nautico, dal salone dell’arte e del movimento alle giornate vintage, ecc. Ce ne sarà davvero per tutti i gusti.        



La «discesa dall’alpe» di Charmey (FR)

La discesa delle greggi dall’alpe è sempre una grande festa. Quella di Charmey è particolarmente animata e gioiosa e si svolgerà il 26 settembre. Questa usanza, ancora oggi viva ed autentica, è intrisa di tradizione. Dopo aver trascorso quattro mesi in montagna lontano da casa, i vaccai – accompagnati dalle loro bestie – tornano al villaggio in un corteo trionfale. Vacche, vitelli, montoni e capre sono ornati a festa con corone di dalie, crisantemi, rododendri e rametti di pino, mentre i vaccai indossano i loro costumi tradizionali. A questa sfilata tutta particolare vengono tributati onori trionfali con i lanciatori di bandiere in testa e il suono festoso delle campane, dei corni alpini e delle voci degli jodler ad accompagnarli. Alla fine, tutti insieme – vaccai, artisti, musicisti e pubblico – si ritrovano al mercato delle specialità regionali e dei prodotti artigianali.                                
www.desalpe.ch

Organizzare una caccia al tesoro

Quando è stata l’ultima volta che avete organizzato una caccia al tesoro? Mentre i bambini possono divertirsi partecipando una classica caccia al tesoro con frecce disegnate con gessetti e altri indizi, gli adulti possono sperimentare una nuova divertentissima versione scattando foto con i cellulari. Ecco come si fa: due persone si mettono in marcia e fotografano un posto. Altre due persone devono trovare quel posto, scattare una foto e inviarla subito alle prime due. Dopodiché riceveranno l'indizio successivo e così via. Alla fine tutti i partecipanti si incontreranno per un caffè o un aperitivo.

Esistono anche caccie al tesoro insolite, come i Foxtrail, che vengono organizzati a Berna, Basilea, Lucerna, San Gallo, Thun, Zurigo, Aargau, Losanna e Lugano. Sulle tracce della volpe si devono risolvere indovinelli complicati e si scopre la città in modo creativo. Oppure potete mettervi alla ricerca dei cosiddetti geocache utilizzando un GPS.



Alla scoperta di paesaggi romantici e selvaggi

Paesaggi incantati e ricoperti di vegetazione, che ricordano i boschi descritti nel libro «Ronja, la figlia del brigante», acquisiscono un fascino speciale in autunno. La «Tüfelsschlucht» (Gola del diavolo) presso Hägendorf SO è considerata una delle gole più belle della Svizzera. Pareti rocciose ricoperte di felci, caverne, pietre rivestite di muschio e marmitte di erosione danno vita a un bosco fatato e misterioso. Sul ruscello Cholersbach, che ha scavato le rocce del Giura in profondità, sono stati costruiti ponti e passerelle per rendere la gola più facilmente accessibile. «La salita fino al ristorante di montagna in un paesaggio idilliaco attraverso sentieri stretti, scale e ponti è un'esperienza particolarmente piacevole in autunno, quando la natura è un tripudio di colori». L'escursione da Hägendorf al ristorante Allerheiligenberg dura circa 1,5 ora. Là è possibile fare una sosta e prendere poi l'autobus per tornare a Hägendorf. Chi desidera prolungare l'escursione, può proseguire fino a Olten passando per il Belchen (circa 5 ore in tutto). Nella parte bassa della «Tüfelsschlucht» vi sono anche due aree attrezzate con barbecue. Maggiori informazioni e descrizioni di vari sentieri escursionistici sono disponibili su: www.tüfelsschlucht.ch

Visite speciali di città svizzere 

Sapete dove erano ubicati i bagni pubblici un tempo nella vostra città? E cosa accadeva in questo luogo? Durante le classiche visite guidate delle città si possono acquisire tante informazioni, ma a suscitare particolare entusiasmo sono i tour dedicati a temi speciali. Nella città barocca di Soletta si organizzano ad esempio visite guidate su temi come «la medicina nell’antica Soletta», «spiriti, fantasmi e zombie» oppure «dame e prostitute, buoni e cattivi costumi».  A Berna si può rivivere l’invasione dei francesi e la capitolazione della città nell’ambito di una visita della città. A San Gallo sono proposti interessanti tour sulla fioritura tessile della città oppure sul tema «mangiare come ai tempi di Gallo».  In fondo, cosa c’è di meglio che scoprire una città attraverso la sua tradizione culinaria? Tante sono infatti le visite guidate in cui si possono gustare le specialità gastronomiche della regione.



Una visita guidata speciale

Sapete dove erano ubicati i bagni pubblici un tempo nella vostra città? E cosa accadeva in questo luogo? Durante le classiche visite guidate delle città si possono acquisire tante informazioni, ma a suscitare particolare entusiasmo sono i tour dedicati a temi speciali. Nella città barocca di Soletta si organizzano ad esempio visite guidate su temi come «la medicina nell'antica Soletta», «spiriti, fantasmi e zombie» oppure «dame e prostitute, buoni e cattivi costumi».  A Berna si può rivivere l'invasione dei francesi e la capitolazione della città nell'ambito di una visita della città. A San Gallo vengono proposti interessanti tour sulla fioritura tessile della città oppure sul tema «mangiare come ai tempi di Gallo».  In fondo, cosa c'è di meglio che scoprire una città attraverso la sua tradizione culinaria? Tante sono, infatti, le visite guidate in cui si possono gustare le specialità gastronomiche della regione.


Raclette o fondue in terrazza o nel bosco

Gustarsi una raclette o una fondue nelle fredde serate invernali è veramente piacevole, se solo l'odore di questi piatti non continuasse a diffondersi per la casa anche nei giorni a seguire. Abbiamo trovato la soluzione al dilemma. In autunno, solitamente, le temperature sono ancora abbastanza gradevoli per far fondere il formaggio in terrazza o sul balcone. Basta dire agli ospiti di indossare abiti pesanti e portarsi una coperta di lana. Per il dessert, poi, ci si può spostare dentro casa al calduccio. Gustarsi una raclette o una fondue sul balcone (ogni ospite indossa abiti caldi e ha una coperta con sé) oppure preparare una fondue all'aperto nel bosco.


In battello su un lago svizzero

Fare una gita in battello è divertente anche in autunno. Godersi il sole latteo dell'autunno avvolti in indumenti caldi mentre il battello avanza sulle calme acque del lago. Numerose compagnie di navigazione offrono tour speciali con la possibilità di gustare una fondue o una raclette. Ma attenzione: la stagione di navigazione non ha la stessa durata in tutti i laghi. Attenzione agli orari invernali.

«Di solito la scelta è della donna»

Come si presenta il turismo in autunno in Svizzera?
Principalmente orientato verso la natura, con brevi soggiorni combinati tra cultura e sport oppure escursioni e shopping in città. Anche il turismo equo ha cominciato a farsi strada.

Sono le donne o gli uomini a scegliere il tipo di soggiorno?
Spesso sono le donne. Poi, sul posto, ognuno si dedica alle proprie occupazioni preferite: per esempio SPA per lei e sport per lui. In generale, i clienti sono sempre più alla ricerca di una catena di servizi completi. Questo aspetto favorisce la scelta della destinazione.

Qual è la situazione del settore alberghiero?
Sta certamente attraversando una fase difficile a causa del franco forte. Inoltre, negli ultimi anni, il miglioramento costante degli orari e dei collegamenti dei mezzi pubblici ha avuto un impatto negativo sui soggiorni turistici. In Svizzera, per esempio, si può visitare quasi tutto in una giornata, senza pernottare sul posto. Per il turista è un punto di forza che però penalizza le strutture alberghiere.

Come va il turismo in Ticino?
In Ticino le cose non vanno molto bene: vi sono problemi strutturali legati alla forte attività edilizia degli anni passati, con il fiorire di abitazioni secondarie di proprietà di svizzeri tedeschi e germanici. Con il trascorrere del tempo tutto questo va a scapito del territorio. Altri aspetti sfavorevoli sono i prezzi delle offerte e la vicinanza dell’Italia più a buon mercato. Per contro il canton Ticino può contare sulle città che ospitano eventi di forte richiamo nazionale e internazionale, come pure sul bel tempo e il clima.


www.eit-lausanne.ch
www.swisstrails.ch

1. Come si chiama il pigmento verde delle foglie?

V. La clorofilla

A. Il cloroformio

U. Il clorofenolo

 

2. L’equinozio è… 

A. Quando il giorno dura più della notte

E. Quando il giorno e la notte hanno la medesima durata

O. Quando la notte dura più del giorno

 

3. Quale di questi frutti non cresce in autunno? 

N. La fragola

J. La noce

L. La castagna

 

4. Quale festa si celebra in autunno

D. Halloween

G. Pasqua

T. San Valentino

 

5. Come si chiama la che unisce la foglia al fusto?

A. Il limbo

O. La nervatura

E. Il picciolo

 

6. Quale stagione inizia normalmente il 23 settembre?

C. Estate

M. Autunno

D. Inverno

 

7. Gli alberi respirano? 

B. No, gli alberi non respirano

D. Respirano: assorbono l’azoto rilasciando nitrati

M. Respirano: di notte assorbono l’ossigeno rilasciando anidride carbonica, mentre di notte il contrario

 

8. Quale di queste piante in autunno non perde le foglie?

I. L’abete

S. Il castagno

T. Il salice piangente

 

9. Qual è il mese che non appartiene all’autunno?

O. Settembre

V. Novembre

A. Gennaio

 

Risposta:          VENDEMMIA

Testo: Mirko Stoppa, Nicole HÄttenschwiler, Didier walzer
Foto: Mad

Pubblicazione:
martedì 22.09.2015, ore 01:00