Balla coi corvi, il mistero in volo

Nelle zone abitate le cornacchie sono sempre più frequenti. C’è chi le ama per la loro scaltrezza, chi invece non sopporta il loro chiasso e i sacchi della spazzatura strappati. Visita alla stazione ornitologica di Sempach. — KATALIN VEREB

È il primo mattino e fa freddo. Nell’oscurità una cornacchia si è appena svegliata. È appollaiata su un ramo innevato assieme alla sua compagna, e a moltissime altre cornacchie. Entrambi i nostri due uccelli – chiamiamoli Bruno e Susi – vogliono lasciare per primi la loro sistemazione notturna al lago di Sempach, nel canton Lucerna, vicino alla stazione ornitologica.


In Svizzera vivono molte cornacchie e lo spazio vitale per la nidificazione è scarso, per cui si contendono le zone migliori: Bruno e Susi non possono prendersela troppo comoda… Quella delle cornacchie è una società “divisa in due”: alcune hanno trovato il loro partner per la vita, covano regolarmente durante il giorno e difendono il loro territorio. Altre, per lo più esemplari giovani, formano grandi stormi e si spostano liberamente su aree molto vaste. Malgrado i loro stili di vita opposti, entrambi i gruppi ritornano per la notte sempre negli stessi luoghi.




Dormire con un occhio aperto  
Sull’isoletta protetta di Gamma, sul lago di Sempach, si trova un’area speciale dove le cornacchie possono trascorrere la notte. Sui pochi alberi si raccolgono migliaia di uccelli. Gli animali, infatti, spesso dormono al di fuori delle zone abitate, dove negli ultimi anni si sono trasferiti in massa. «Qui alla stazione ornitologica ho già contato fino a 4mila cornacchie e a 800 taccole» racconta Christoph Vogel, responsabile per la Stazione ornitologica svizzera dei progetti per la formazione in ambito ecologico.

Il suo cavallo di battaglia sono le cornacchie. È lui l’esperto che risponde alle molte domande su questa famiglia di uccelli che pervengono alla Stazione ornitologica di Sempach. Vogel osserva questi uccelli neri anche durante il suo tempo libero. L’assembramento delle cornacchie per la notte sull’isolotto di Gamma non smette mai di affascinarlo. «La scelta di un’area dove dormire è il risultato di un processo di selezione che può durare anche decenni».

Gli uccelli dormono in un modo tutto particolare: un emisfero del cervello rimane sveglio, mentre l’altro dorme, e questo in maniera alterna. Gli animali possono così reagire più velocemente in caso di pericolo. Uno speciale meccanismo naturale fa in modo che gli artigli dei piedi si conficchino nel ramo quando gli uccelli vi si posano. Così gli uccelli, quando si addormentano, non cadono dall’albero. 

Il cibo dai sacchi della spazzatura
La notte è stata fredda: la mattina le cornacchie e gli altri uccelli hanno molta fame. Gli uccelli hanno una temperatura corporea relativamente alta che raggiunge i 42 gradi Celsius. «In questo modo possono volar via rapidamente, senza che sia necessario riscaldare prima i muscoli a lungo», spiega il nostro interlocutore. Mantenere un’alta temperatura corporea richiede però un grande dispendio di energia. «Gli uccelli devono quindi mangiare molto, possibilmente cibo molto energetico come semi, noci e piccoli animali». E oggi, dopo una lunga notte al freddo, gli uccelli sono più affamati che mai.


Dopo avere rapidamente controllato che tutto sia a posto nel nido, Bruno e Susi partono subito alla ricerca di cibo. Bruno getta un’occhiata curiosa ai sacchi della spazzatura posti su un marciapiede. Nelle zone abitate è spesso un problema: i corvi devastano i sacchi alla ricerca del cibo spargendone il contenuto sul marciapiede.
Ma un momento: la colpa è veramente degli uccelli? Christoph Vogel ha i suoi dubbi. «Le cornacchie non hanno olfatto. Come fanno a sapere che nei sacchi c’è qualcosa da mangiare? È molto più probabile che siano martore o volpi alla ricerca di cibo a strappare i sacchi. Gli uccelli vengono solo dopo».



Vogel consiglia di riporre i sacchi solo poco prima che vengano raccolti, in modo da evitare che vengano strappati. Sconsiglia, inoltre, di dare da mangiare ai corvi.
«Anche in inverno i corvi trovano da soli abbastanza da mangiare. La distribuzione del cibo può portare a grandi assembramenti di uccelli. Non a tutti fa piacere, così che si rischiano non pochi screzi con i vicini».
Le cornacchie sono onnivori e si assembrano anche vicino alle discariche. Quando c’è un buon posto per trovare cibo, nelle colonie gira subito la voce.
Bruno ha però ancora un asso nella manica. È stato previdente: nel giardino della Stazione ornitologica, nelle vicinanze del suo nido, ha nascosto un paio di noci che era riuscito a rimediare in autunno. Non ha bisogno di cercare molto. Scende a terra, infila velocemente il becco sotto il terreno ed ecco tornare alla superficie le noci che aveva sotterrato mesi prima. Un sorprendente esercizio di memoria.


Ma c’è anche di meglio: la nocciolaia, che fa anche parte dei corvidi, è capace di nascondere fino a 100mila pinoli e di ritrovarli anche dopo svariati mesi sotto il manto nevoso. In questo modo contribuisce anche alla diffusione del pino cembro, poiché circa un quinto dei semi rimane nel terreno.

Animali intelligenti
I corvi sono ritenuti animali molto intelligenti. Christoph Vogel preferisce però parlare di facoltà cognitive. «Si possono definire meglio rispetto al termine intelligenza. Si sa che le cornacchie per aprire le noci le lasciano cadere da grandi altezze e tolgono poi con il becco il gheriglio dal guscio spezzato».
A volte questi uccelli fanno anche schiacciare le noci dalle auto. Nel corso di un esperimento sono stati anche capaci di riconoscere delle foto indicando le immagini corrispondenti. Gli esperti valutano le capacità dei corvi allo stesso livello di quelle dei primati o dei delfini.
L’intelligenza delle cornacchie crea loro tuttavia spesso anche qualche problema di convivenza con l’uomo. A Neuchâtel, ad esempio, di fronte alle piante che venivano continuamente strappate nella zona pedonale dell’Esplanade du Mont-Blanc, si pensò dapprima a vandali privi di scrupoli. Alla fine furono però smascherati i veri colpevoli: le cornacchie “si sono divertite” a fare a pezzi i fiori delle aiuole.  Il nostro esperto di cornacchie non crede però che gli uccelli lo facessero unicamente per divertimento. «È possibile che stessero cercando degli insetti che si trovano sulle radici delle piante».

Christoph Vogel con alcuni esemplari di uccelli impagliati.


A Neuchâtel si sta ora cercando di scacciare gli animali diffondendo delle grida di cornacchie spaventati da un altoparlante. I giardinieri della città non trovano del resto questo gracchiare per niente molesto. Combatte, infatti, anche molti parassiti, come ad esempio i maggiolini.
Ma cosa fanno Bruno e Susi? Oramai del tutto satolli trascorrono il pomeriggio nelle vicinanze del nido. «In inverno non c’è molto da fare. Gli uccelli se ne stanno sugli alberi vicino al loro nido. Gli stormi di corvi si adunano già prima dell’imbrunire per spiccare assieme il volo verso il luogo dove dormono. Le coppie che stanno covando, invece, raggiungono per ultime la loro sistemazione per la notte». In primavera le coppie non lasciano soli i loro pulcini. I pericoli in agguato per i giovani pennuti sono troppi, ad esempio da parte dei rapaci.
Ma prima che le due cornacchie possano raggiungere l’isolotto di Gamma, una poiana entra nel loro territorio. Grazie a un’istintiva determinazione e alla loro abilità nel volo, i due uccelli mettono alle strette, con le loro manovre, il rapace, fino a quando è costretto ad abbandonare il campo.

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Corvo, cornacchie e merlo, ma più in là non si va. Breve presentazione dei corvidi.
Si fa presto a parlar di corvi! Ma sono davvero dei corvi? Oppure delle cornacchie? O delle taccole. Ma come si chiamano tutti questi uccelli neri? Le molte denominazioni creano sempre una certa confusione. Per essere ineccepibili dal punto di vista scientifico occorre parlare prima di tutto della famiglia dei corvidi. Questa si suddivide in 21 specie e 123 sottospecie. Non tutti gli esemplari delle diverse specie hanno un aspetto simile. Non tutti i corvidi, poi, sono neri. Della famiglia fa, ad esempio, parte anche la coloratissima ghiandaia verde.
Ma torniamo ai corvidi neri delle specie dei corvi e delle cornacchie (rispettivamente corvus e corvidae in latino). La più frequente in Svizzera è la cornacchia. La stazione ornitologica di Sempach stima che nel nostro Paese sia presente una popolazione di 80mila – 150mila coppie.  Le cornacchie si distinguono dai corvi per le dimensioni più modeste. Il loro becco è più piccolo, appuntito e allungato. Negli ultimi decenni hanno colonizzato sempre di più le zone abitate. Corvi e cornacchie fanno per il resto parte del raggruppamento degli oscini, gli uccelli canori. Anche se, considerato il gracchiare non propriamente  melodico per cui sono conosciuti, a un profano ciò può sembrare strano.

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Suggerimenti della stazione ornitologica

La Stazione ornitologica di Sempach/LU è un istituto dedicato all’ornitologia e alla tutela degli uccelli riconosciuto in Svizzera e all’estero. A questo indirizzo ci si rivolge quando si è confrontati con problemi che riguardano gli uccelli. Anche se a volte sono effettivamente loro a creare i problemi, spesso sono gli uomini che, dal loro punto di vista, ne fanno un problema. I fogli informativi di Sempach riassumono le conoscenze scientifiche al riguardo e forniscono utili suggerimenti, online oppure visitando l’esposizione interattiva sul lago di Sempach.

www.vogelwarte.ch

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