Il CEO della Esge SA Erich Eigenmann nella fabbrica a Mettlen (TG). (Foto: Daniel Ammann, mad)

Bamix l’intramontabile

La Esge SA vende un solo prodotto:il suo frullatore a immersione, fabbricato esclusivamente in Turgovia. Un successo che ha conquistato anche la Cina. Visita alla fabbrica. — STEFAN FEHLMAN

Nell’era della globalizzazione, le regole di mercato sono semplici: razionalizzare, esternalizzare e generare crescita, preferibilmente proponendo continuamente nuovi prodotti per stuzzicare i consumatori. Non per la Esge SA di Mettlen (TG). Il nome dell’azienda non vi dice nulla? Date un’occhiata nella vostra credenza in cucina. È molto probabile che vi teniate il vostro Bamix, che da anni (forse decenni), fa il suo dovere. L’unico prodotto realizzato e venduto dalla ditta turgoviese, che della sua specializzazione ha fatto il suo punto forte. «Facciamo quello che ci riesce meglio», afferma il CEO Erich Eigenmann, dal 2002 al timone dell’azienda. Un approccio che per altri avrebbe portato a un sicuro insuccesso, chiosa il manager.

Altro grande atout, aggiunge Eigenmann, è la garanzia di qualità Made in Switzerland del Bamix. «Avremmo potuto acquistare motori elettrici dall’Asia, ma la qualità non sarebbe più stata la stessa – sostiene Eigenmann –. Per questo motivo acquistiamo i componenti necessari alla realizzazione dei frullatori da fornitori svizzeri e li assembliamo in azienda». Processo che avviene quasi completamente a mano. Infatti, nonostante il moderno parco macchine, sono ancora tante le operazioni affidate alle esperte mani dei circa quaranta collaboratori ingaggiati dalla Esge SA. Tra questi, Graca Caetano, che con movimenti rapidi e precisi salda cavetti allo statore del motore, producendo all’incirca 900 pezzi in una sola mattinata. Oppure Kaya Erdinc, che ogni giorno verifica il funzionamento 1.400 motori. Ogni Bamix viene sottoposto a circa una dozzina di controlli di qualità prima di lasciare la fabbrica, cosa che può avvenire fino a 400.000 volte all’anno.

Benché il design del Bamix sia sempre rimasto fedele allo stesso modello, sono disponibili diverse varianti: «Produciamo circa 500 versioni. A seconda del paese di vendita e del modello sono necessari voltaggi del motore e finiture differenti», precisa Erich Eigenmann. Mentre in Svizzera sono più richieste le versioni in bianco, nero e argento, agli italiani piace il verde mela e i giapponesi preferiscono la versione rosa con tanto di fiorellini.

Circa il 90% della produzione è destinata all’esportazione. Il franco forte è un problema? Non se ad essere richiesta è la qualità svizzera. «Come è naturale che sia, – afferma il CEO della ditta turgoviese – risentiamo delle fluttuazioni delle valute, come attualmente quella del rublo, ma quando qualcuno acquista un Bamix, lo compra perché non vuole un frullatore a immersione a buon mercato. Paradossalmente al momento sono soprattutto i cinesi ad essere pazzi dei nostri Bamix. Là, chi se lo può permettere punta sulla qualità svizzera».

La storia
Il Bamix, il primo frullatore a immersione lanciato sul mercato, fu inventato nel 1954 dallo svizzero Roger Perrinjaquet. Grazie alla sua versatilità, può essere usato per mescolare, frullare, montare, emulsionare e omogeneizzare. Il nome Bamix deriva dalla combinazione dei verbi francesi «battre» e «mixer», ovvero «montare» e «mescolare».

A seconda delle versioni, il Bamix, che nel modello Gastro è disponibile con un’asta più lunga, ha una potenza motore che va dai 120 ai 350 Watt ed effettua dai 12’000 ai 23’000 giri al minuto.Solo il motore è composto da 45 singole unità interscambiabili, di conseguenza, in caso di guasto, sono riparabili anche dopo decenni.


Promozione
Da Fust e Coop City, fino al 27 agosto, i Bamix Mono 140 con due livelli di velocità (15mila giri al minuto) è in offerta al costo di 129.– franchi al posto di 149.–. (Accessori inclusi: supporto a muro, set di lame, bichiere in policarbonato da 600 ml e libro delle ricette).


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