Tra gli hobby del giovane emigrante ticinese anche le immersioni subacquee nel mar dei Caraibi.

Barbados, là dove il mare è blu

Martino Fassora ha 27 anni e dal 2013 lavora e vive nei Caraibi in compagnia della moglie. — Mattia Bertoldi

Barbados è una tra le mete più esotiche e ricercate per gli svizzero-italiani che cercano il mare e il caldo anche durante i mesi invernali. Eppure, per un ticinese in particolare questo Stato delle Antille è divenuto luogo di lavoro: si chiama Martino Fassora, ha 27 anni e di mestiere fa l’operatore finanziario specializzato nella compravendita del petrolio. «Dopo la fine del liceo, nel 2007, ho vissuto soprattutto nella Svizzera romanda con qualche stage a New York e a Londra. Poi è arrivata l’offerta di trasferirmi qui e, dopo essermi consultato con la mia futura moglie e i miei cari, l’ho accettata quasi al volo: sono dell’idea che valutare con troppa attenzione una simile opportunità porti più a confondere le idee che altro. Così, ci siamo dovuti preoccupare soltanto degli aspetti pratici».

Ciò che più conta
Documenti da compilare, una casa da cercare e molti cartoni da chiudere con il nastro adesivo. Sullo sfondo, però, una nuova consapevolezza. «Stabilirsi in una società così diversa da quella occidentale a cui eravamo abituati ci ha permesso di capire che cosa veramente ci porta felicità: molte cose che credevamo essenziali si sono rilevate alquanto accessorie e ora viviamo una vita molto più piena a livello di soddisfazioni. La cosa più dura? Mancare alcuni eventi molto importanti come matrimoni, nascite e compleanni; solo quando non si partecipa è possibile realizzare appieno l’importanza di questi momenti».

Lavoro e relax
Se tra le cose che più gli mancano Martino annovera l’odore del bosco, la raclette e i salumi, è pur sempre vero che Barbados offre uno stile di vita avvicinabile a quello di chi si reca nei Caraibi per le vacanze. «Il paragone è corretto, soprattutto nei fine settimana: abbiamo una spiaggia preferita dove partecipiamo a feste, pranzi e grigliate, e quando mia moglie gioca a tennis io mi dedico al surf e alle immersioni. Ogni tanto, poi, organizziamo una gita in catamarano con gli amici. Quindi sì, qualcuno potrebbe dire che siamo in una perenne vacanza, ma noi pensiamo sia ancora meglio di questo. La qualità di vita che abbiamo trovato in questo paese si è allineata alle nostre priorità e preferenze, il che ci permette di essere continuamente felici – una sensazione che neanche nelle migliori vacanze si manifesta». 

 

Una scuola in Kenya: l’ATKYE ha contribuito a costruire un istituto nel Paese africano, vicino alle spiagge di Watamu.

A pochi chilometri dalle spiagge bianche di Watamu, l’Associazione Ticino Kenya Youth Education (ATKYE) offre un’istruzione a bambini africani. Fondato nel 1997, il sodalizio ha costruito 10 anni più tardi la Bambakofi Academy, che si è sempre più ampliata; oggi offre vitto, alloggio e una formazione a oltre 200 allievi di scuola elementare e media, sostenendo al contempo una settantina di studenti a distanza. La scuola è completamente gestita dal personale locale, ma Esther Stella (presidente dell’ATKYE, nella foto accanto) trascorre tre mesi l’anno in Kenya per dare una mano e osservare lo svolgimento dei corsi. «Arrivo nei primi giorni di gennaio, all’inizio dell’anno scolastico. Un momento molto emozionante, perché rivedo gli allievi e la scuola riceve i risultati degli esami svolti a novembre dagli alunni iscritti all’ultimo anno di scuole medie. In base a questi, scopriamo a quali istituti possono ambire i ragazzi». La Bambakofi Academy è aperta alle visite (basta annunciarsi per tempo) e può rappresentare un’ottima meta alternativa quando ci si trova nella zona di Malindi.

 

Si cercano storie di emigrazione

La piattaforma Oltreconfini Ti cerca nuove storie di emigrazione ticinese. Se conosce le vicende di un espatriato del passato o del presente, o se è tornato in Ticino dopo un lungo periodo all’estero, scriva a oltreconfiniti@ti.ch oppure cliccando su OltreconfiniTi.

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