Bastille: pop brillante ed eclettico

Il loro è stato un debutto folgorante, con quattro milioni di album venduti e undici di singoli. — DIEGO PERUGINI

Dopo il botto di Bad Blood, tre anni fa, gli inglesi Bastille tornano ora con Wild World (Universal), che dai primi riscontri sembra destinato a ripeterne il successo. Merito di un pop brillante ed eclettico, leggero ma non banale, capace di piacere a un pubblico sterminato. Ascoltare, per esempio, l’ultima hit Good Grief: ritmo incalzante, ritornello melodico (e irresistibile), memorie anni Ottanta e la bella voce del leader Dan Smith.

Il resto del cd svaria fra sprazzi dance e momenti più riflessivi, con qua e là echi di Coldplay e Depeche Mode. Non male, in tal senso, Two Evils, un lento dal sapore blues postmoderno, mentre Glory e Power soddisferanno i palati più radiofonici. Nei testi ritroviamo la fascinazione per la condizione umana e le relazioni che intrecciamo: «Il mondo può sembrare un posto che ti fotte, ma le persone possono essere meravigliose», confessa Dan Smith.

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