Beatrice Scalvedi da dicembre correrà in Coppa del Mondo. (Foto: Annick Romanski)

Bea avverte Lara Gut: «Tra qualche anno magari ti scavalco»

IL RITRATTO - Beatrice Scalvedi, giovane di Ghirone, farà parte delle big del Circo Bianco, partecipando alla sua prima stagione di Coppa del Mondo. — PATRICK MANCINI

C’è un diario a cui Bea affida tutte le sue emozioni. Quelle belle e quelle brutte. Pagine che raccolgono i piccoli grandi segreti di una giovane sciatrice catapultata, all’improvviso, nel mondo dei grandi. Beatrice Scalvedi, Bea per gli amici appunto, ancora non ci crede. A dicembre debutterà nella sua prima stagione di Coppa del Mondo, a Lake Louise, in Canada. «Roba da matti, se penso che arrivo da una sola annata in Coppa Europa».

Alice nel paese delle meraviglie
Il salto per la 21enne di Ghirone, in Valle di Blenio, è stato enorme e rapido. Ma i punti ottenuti durante lo scorso inverno, conditi dall’esordio mondiale in Austria, parlano a suo favore. Bea farà parte delle big del Circo Bianco. Con merito. «Mi sento un po’ come Alice nel paese delle meraviglie – ammette –. Le avversarie che incontrerò, conosceranno le piste a memoria. Io invece sono una neofita». Ha i piedi ben saldi per terra, Bea. Nonostante l’improvviso successo, non ha cambiato di una virgola il suo atteggiamento. «E ci mancherebbe. Io sono una che ride sempre e che saluta tutti. Anche se da qualche tempo mi accorgo che alcune persone mi vedono con occhi diversi. Quasi si sorprendono se mi fermo a parlare con loro». Cresciuta sulle piste di Campo Blenio, e ben presto selezionata dai quadri della federazione svizzera, Beatrice ha attraversato anche momenti durissimi. «Ho avuto tanti infortuni. Il più tremendo nel 2014 ai legamenti crociati del ginocchio. Dopo quell’episodio, sono cresciuta, anche mentalmente». Ed è a questo punto che la bleniese riprende a parlare del suo diario. 

Il rapporto con Lara Gut
«Mi è servito molto anche nei periodi bui. Per me è come un amico. Nessuno, tranne me, sa cosa c’è scritto tra quelle pagine. E mi darebbe veramente fastidio se qualcuno lo aprisse. La copertina l’ho tappezzata con le foto delle persone care. I miei famigliari, il mio ragazzo, e la mia migliore amica Céline, bleniese anche lei ma oggi pasticciera a Zurigo. Ormai la mia vita adesso è caratterizzata da tanti rapporti a distanza». Beatrice, che proprio per potersi allenare nelle migliori condizioni ha frequentato il liceo sportivo di Davos, è una ragazza dalla visione globale, che non sbuffa quando c’è da spostarsi. «Anzi. A Davos ci sono andata di corsa. Volevo imparare il tedesco a tutti i costi. Sono una persona indipendente, e viaggiare mi piace un casino. A novembre, per prepararmi in vista dell’inizio della Coppa del Mondo, andrò per la prima volta in America. Sono già emozionata adesso». Inevitabile aprire una parentesi su Lara Gut, nientemeno che la campionessa in carica. «Con lei ho un rapporto ottimo, ci sentiamo spesso. So che qualcuno la giudica in maniera negativa. Ho imparato a conoscerla bene e posso dire che è una ragazza veramente disponibile». Beatrice e Lara indosseranno i colori rossocrociati. «Facciamo parte della stessa squadra. Però è ovvio che, da un punto di vista individuale, Lara è anche una rivale. In questo momento per me è inarrivabile. Sto cercando di rubarle un po’ di segreti. Per poi, magari tra qualche anno, provare a scavalcarla. Ha tanta classe, sarà dura». 

Un’oasi di pace
Un personaggio positivo, che vive il presente con grande entusiasmo. Beatrice confessa di essere tremendamente innamorata di Ghirone, il posto in cui è diventata grande e che, ancora oggi, rappresenta l’oasi in cui rifugiarsi quando è alla ricerca di un po’ di pace. «Ghirone è un villaggio speciale. Spesso, per scaricare la tensione, prendo la mia macchina fotografica e scendo al fiume a fare qualche scatto. Da lì si vede un panorama da brividi, con la Greina a nord e il Sosto, così simile al Cervino, a sud». 

Conto alla rovescia
Si torna a discutere dell’attualità stretta. Dell’attesa che cresce. Dei duri allenamenti a Saas Fee, in Vallese, con sveglia alle quattro di mattina. E anche dei punti forti di questa ragazza robusta, alta un metro e 79 centimetri. «Ho un fisico che mi aiuta nelle situazioni complicate. E ho un feeling particolare col mio corpo, in gara lo “sento” con una certa consapevolezza». Il conto alla rovescia è partito. E Lake Louise per la giovane di Ghirone è sempre più vicina. A seguire, forse, tante altre emozioni. Con una data importante segnata per il mese di febbraio. Quella dell’inizio dei campionati mondiali di sci, a San Moritz. Praticamente in casa. «Devo prendere una cosa per volta. Entrare tra le prime 30 di Coppa del Mondo sarebbe già un grande traguardo per questa stagione. Ma non ha senso guardare troppo avanti. Anche perché rischierei di andare in ansia per niente. Mentre voglio gustarmi ogni secondo di questa avventura». 

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