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Tanja Hüberli (a sin.) e Tanja Goricanec, vice-campionesse europee e campionesse nazionali in Svizzera.

Beachvolley, tra lido e spiaggia

Venticinque anni fa, in Svizzera, si svolse il primo torneo di beach volley. Fu l’inizio di una storia fortunata. Erano gli anni del boom e a quei tempi gli ori fioccavano. Il successo continua.

Senza la Federazione – afferma Tanja Hüberli (23) –, questo successo non sarebbe stato possibile». Alla pallavolista svizzera di beach volley brillano gli occhi, ripensando ai Campionati europei del 2014, in Italia, dove con Tanja Goricanec (25), il duo rossocrociato vinse l’argento. «Da quel giorno sappiamo di poter sconfiggere la miglior squadra al mondo, a patto di sfoderare tutto il nostro potenziale di gioco». Per farlo, le Tanja’s girls si sono messe nelle mani di Lothar Linz, lo psicologo dello sport che nel 2012 portò sul podio olimpico la coppia Brink/Reckermann. Anche gli allenatori esigono solo il meglio per i loro atleti dalla Federazione Swiss Volley. «Nel confronto internazionale, l’unica Federazione capace di competere con quella svizzera per le condizioni offerte è la brasiliana», spiegano le pallavoliste di beach volley.

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Un tempo era più semplice
Ma le cose non sono sempre state così: facciamo un passo indietro di 25 anni. Nel 1990, anno di nascita di Tanja Goricanec, l’impianto sportivo di Grünfeld a Jona (SG) ospitò il primo torneo di beach volley svizzero. Si giocava con la formula del tre contro tre, non su una spiaggia o su un fondo di finissima sabbia appositamente preparato – come spesso accade oggi – bensì su un terreno destinato al lancio del peso. La leggenda vuole che durante la finale, la ruvida superficie responsabile di tante sbucciature fosse disseminata di brandelli di pelle dei giocatori… Due anni più tardi, quando nasce Tanja Hüberli, al Lido di Lucerna si tennero i primi campionati svizzeri di beach volley. A organizzare l’evento fu Werner Augsburger, il CEO di Swiss Volley. Sul campo giocava l’allora adolescente Philippe Saxer, oggi direttore di Swiss Volley per la categoria beach volley. «Arrivammo, pagammo i 30 franchi d’iscrizione e ci mettemmo a giocare. Tutto era più semplice», ricorda Saxer.

A quei tempi non serviva la licenza, solo nel 2004 la introdussero. Ecco perché non esistono cifre che documentano la folgorante carriera di questa nuova disciplina sportiva in Svizzera. Anche senza statistiche alla mano, una cosa è certa: la febbre del beach esplode. In tante piscine e scuole i campi da beach volley spuntano come funghi. Quanti fossero per l’esattezza nessuno lo sa. E come accade in tante altre neonate discipline sportive, molti atleti svizzeri festeggiano i loro primi grandi successi. Tra il 1997 e il 2006 ai campionati europei a occupare il podio per dieci volte consecutive c’è stata almeno una squadra svizzera.

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Rio è la nostra ambizione più grande, il nostro sogno.»

Tanja Hüberli, giocatrice di beach volley.

Il maggior numero di vittorie è appannaggio dei fratelli Paul e Martin Laciga: tre ori, due argenti e un bronzo. «I Laciga – spiega Philippe Saxer – hanno sempre praticato questa disciplina a livello professionistico. Ma avevano un allenatore solo durante la preparazione; ai tornei si presentavano sempre soli». Nel sentire queste parole, le Tanja’s girls restano di stucco. Allenarsi senza il loro coach per loro sarebbe oggi impensabile. Che sia un ritiro di più settimane alle Canarie o una delle partite del World Tour, che si giocano in giro per il mondo tra aprile e ottobre, il loro allenatore non manca mai. E nemmeno lo psicoterapeuta. Il trainer atletico, e spesso anche quello mentale, sono una presenza fissa quando le due giocano in Svizzera.

Veterani e giovani
Negli anni fino al 2012, una quarantina di campioni elvetici come Markus Egger, Stefan Kobel, Paul e Martin Laciga, Patrick Heuscher, Sascha Heyer e Simone Kuhn si sono ritirati dall’agone sportivo. Si è temuto il peggio. Ma la Federazione non è stata con le mani in mano.




«Nel dicembre 2009 fu inaugurato a Berna il Centro nazionale d’allenamento. Fu un passo importante», spiega Philippe Saxer. Il centro era costituito da nove campi, tre dei quali coperti e fruibili tutto l’anno in egual misura sia dai giovani talenti, sia dai fuoriclasse. Fu proprio sfruttando la sinergia tra questi due tipi d’atleti che i tecnici hanno trovato la formazione ideale per la nuova squadra nazionale: ognuna delle cinque squadre più forti della stagione imminente sarà composta da un giocatore veterano e da uno meno esperto. Queste le formazioni: Philipp Gabathuler (32) e Mirco Gerson (22), Sébastien Chevallier (28) e Marco Krattiger (21), Tanja Goricanec (25) e Tanja Hüberli (23), Nadine Zumkehr (30) e Joana Heidrich (24) e Isabelle Forrer (33) e Anouk Vergé-Dépré (23). Nella rosa della nazionale vi sono anche Jonas Kissling (25) e Mats Kovatsch (26), Nico Beeler (22) e Alexei Strasser (28). Infine, Nicole Eiholzer (20) e Nina Betschart (20).

«Il nostro obiettivo è fare in modo che tre di queste squadre si qualifichino ai Giochi olimpici di Rio del 2016», spiega Philippe Saxer,  e precisa che la pianificazione della Federazione, per quanto riguarda la composizione della rosa di atleti, è molto più lungimirante e arriva fino al 2020 e in parte anche al 2024.

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In nostro obiettivo è la qualificazione di tre team per le Olimpiadi in Brasile.  »

Philippe Saxer, direttore beach volley di Swiss Volley.

Tornei di qualificazione
«Rio è il nostro più grande obiettivo, il nostro sogno e non vediamo l’ora di realizzarlo!», dice Tanja Hüberli, eletta l’anno scorso Most improved Player del World Tour. Una vita, la sua, divisa tra la carriera di pallavolista professionista e le lezioni alla facoltà di pedagogia dell’Università di Berna. Sebbene l’anno scorso le Tanja’s girls siano state la squadra femminile svizzera con il maggior numero di vittorie e si apprestino a iniziare la nuova stagione con il numero uno del Paese, le due non si potranno accontentare di replicare i risultati dell’anno scorso. La conquista del titolo di vice campionesse europee non basterà a garantire la qualificazione alle Olimpiadi. Ai fini della qualificazione saranno decisivi solo i risultati della stagione di quest’anno e di quella della prima metà del 2016. Il vantaggio è che, grazie agli ottimi risultati conseguiti al World Tour, il duo rossocrociato si risparmierà gli estenuanti tornei di qualificazione, avendo accesso diretto al torneo principale.

Al duo Goricanec/Hüberli basterà piazzarsi al quinto posto delle classifiche – anziché al nono com’è accaduto la scorsa stagione – per raggiungere i quarti di finale. «E se facciamo 99 possiamo fare 100! Sappiamo di essere capaci di battere anche la miglior squadra al mondo», dice Tanja Goricanec strizzando l’occhio. «Chi al World Tour si piazza al 5° posto ha le carte in regola per essere un candidato al medagliere olimpico», conclude Philippe Saxer.
La storia del nostro beach volley continua. Speriamo con altri trofei. Intanto, Tanja Goricanec e Tanja Hüberli hanno vinto l’oro al primo torneo del Beachtour Coop* di Zurigo. l

* Dal 22 al 25 maggio il beachtour Coop fa tappa al Largo Zorzi di Locarno.


Testo: Martin Zimmerli
Foto: Georgios Kefalas
Illustrazioni: PONS

Pubblicazione:
domenica 10.05.2015, ore 00:00