Murales con Van Morrison nei vicoli del Cathedral Quarter, ricco di pub e locali notturni. (FOTO: Bruno Zanzottera)

Belfast, città di «troubles»

Una quarantina di muri dividono ancora i quartieri cattolici da quelli protestanti. Ma l’anima della città sta cambiando. Visita a una Mecca della musica e dei murales. — CLAUDIO AGOSTONI

Great Victoria Street, a Belfast, è una delle vie dello struscio. A fianco di un’istituzione cittadina come il Crown Liquor Saloon, un pub in stile gotico vittoriano dell’800, c’è il Fibber Magee. Se ci si entra dal retro si è accolti da una vecchia insegna che recita: «Autorizzato a vendere birra, vino e alcool. Tratta anche tabacco.  Consumo all’interno del locale, sette giorni su sette». Oltre la porta, sulla destra, c’è il banco del vecchio negozio. A sinistra impazza una band. Ogni sera una diversa: musica gaelica, rock, soul... È il variegato menù musicale di uno dei tanti locali che vivacizzano le notti di Belfast. Notti originali, anche perchè in altri angoli delle città il ritmo è dato dal fragore sordo di enormi cancelli che si chiudono alle 21, per essere riaperti solo l’indomani. Succede tutte le sere lungo le Peace Line: muri, barriere, cancelli, strade interrotte, checkpoint e zone di coprifuoco che dividono i quartieri abitati dai cattolici repubblicani da quelli dove vivono gli unionisti protestanti.


Un murales con l’immagine di Bobby Sands, forse il più famoso militare dell’IRA.


Ancora oggi nella sola capitale se ne contano una quarantina. I troubles, il conflitto che ha insanguinato il Nord Irlanda (e non solo) causando – dalla fine degli anni Sessanta sino alla fine degli anni Novanta – tremila morti, pesano ancora sulla comunità. «Il conflitto non è più caldo» ci dice un anziano cattolico che ci osserva mentre fotografiamo i murales «ma qui a Belfast da vent’anni vige una pace fredda». Chi volesse approfondire questa storia drammatica può recarsi alla Linen Hall Library, una fantastica libreria fondata nel 1788 che occupa gli spazi di un ex magazzino per il lino. Per vederla rappresentata graficamente invece, basta salire a bordo di un black taxi e fare un tour dei murales dell’unionista Shankill road e della repubblicana Falls road.

Danze tradizionali sul moderno ponte pedonale sul fiume Lagan.

Quotidianità dimamica e vivace
Indispensabile, sempre a West Belfast, una tappa in fondo a Northumberland Street, in una piccola area delimitata da grandi cancelli con enormi lucchetti. È qui che si erge la Cross of Crosses: quarantacinque croci ritagliate dentro una grande croce. È il perfetto the end a una storia di sangue che Belfast con successo sta sostituendo con una quotidianità dinamica e vivace. I vecchi murales con immagini militaresche dei lealisti e quelli policromi dedicati ai loro eroi dai repubblicani, lasciano così il posto a ritratti di icone pop  amate sia da protestanti che da cattolici. Per sincerarsene basta raggiungere Commercial Court, un vicolo pedonale lastricato con ciottoli vecchi di secoli. È qui l’epicentro della movida cittadina: poche decine di metri dove nel corso degli anni sono stati spillati migliaia di ettolitri di birra. Qui, in una grande volta che porta in un cortile, un enorme murale dipinto da Danny Devenney e da Marty Lyons nel 2010 è diventato una sorta di Cappella Sistina del pop. Ci  albergano una cinquantina di artisti, non necessariamente irlandesi. Da John Lennon a Bob Dylan, passando per The Edge degli U2 a Rory Gallagher; da Enya, l’angelo della musica irlandese, alla luciferina Sinéad O’Connor.

City Hall, il municipio di Belfast.


Nessuno di loro però ha uno spazio gigantesco come quello riservato a Van «the man» Morrison, un artista che ha firmato canzoni pennellate accumulando le scansioni di Joyce e le poetiche impennate romantiche di William Blake. Gli spartiti delle sue composizioni spaziano dalla musica popolare irlandese a blues densi come melassa, passando attraverso ballate caloriche, pregne di colesterolo emozionale. È all’ombra del suo ritratto che ogni sera si celebrano jam session che di volta in volta  vedono come protagonisti virtuosi chitarristi autodidatti e colorate scuole di samba, giovani musicisti che l’X Factor l’hanno tatuato nell’ugola e anziani dalla voce ulcerosa che cantano tradimenti glassati di romanticismo.

Il modernissimo Titanic Belfast, il museo dedicato al famoso transatlantico.

Per cover vanmorrisoniane  l’ideale è partecipare al Van Morrison Trail, un pellegrinaggio laico lungo le geografie urbane di The Man. Se poi siete fortunati potreste incontrare un’attrice indigena, come testimoniano i suoi capelli rossi, che spesso percorre le tappe del trail morrissoniano per declamare i versi delle liriche del suo celebre concittadino. Al termine, per rifocillarsi, niente di meglio che spizzicare del pane all’aglio con formaggio nello storico mercato coperto vittoriano di  St. George. Uno spuntino accompagnato da immancabili jam session tra le bancarelle. En plain air invece è la location offerta dal ponte pedonale che porta nella zona portuale diventata famosa per il museo dedicato al Titanic. Spesso il Lagan Wair Bridge diventa un palcoscenico per concerti improvvisati. Addirittura di saggi di scuole di musica e danza. Sono questi i nuovi troubles che stanno cambiando l’anima di Belfast...


Movida notturna nei vicoli del Cathedral Quarter.


Il Van Morrison trail.
Le prenotazioni per questo tour pedestre, organizzato dalla Connswater Community Greenway, si effettuano presso gli uffici di Visit Belfast. Qui viene anche distribuita una mappa per chi vuole fare il trail in solitaria.

Linen Hall Library.
La biblioteca ospita anche una vasta collezione di mappe, alcune di grande interesse storico, e materiale sul conflitto nordirlandese.

St. George’s Market è il più antico mercato d’Irlanda e non ha mai cessato la sua attività. Le bancarelle ospitate fra le sue pareti di mattoni rossi, il giovedì e venerdì dalle 8 di mattina, garantiscono la miglior proposta di frutta fresca, fiori, pesce e prodotti organici della città.

Dove dormire: Dukes at Queens Hotel. Un albergo dall’aria country, ubicato in una antica residenza vittoriana, lungo un viale alberato.


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Pubblicazione:
giovedì 03.11.2016, ore 00:00


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