Durante la visita si ha occasione di ammirare enormi e suggestive sale scavate nella montagna.

Il sale dal cuore della montagna

A Bex, nel canton Vaud, si estraggono 35mila tonnellate di cloruro di sodio all’anno. La salina è utilizzata ininterrottamente da 350 anni ed è in parte anche visitabile.

Quello che sorprende maggiormente i visitatori è il divario tra l’immagine che hanno della miniera prima di venire, con la realtà di quanto vedono: la vastità delle sale, gli odori che regnano nella montagna e l’idea di tutto il lavoro che è stato fatto nel passato. Poi naturalmente è apprezzato anche il lavoro delle nostre guide che accompagnano i visitatori. I bambini invece adorano il tragitto a bordo del piccolo treno dei minatori. La visita dura due ore. Sembrano tante. Ma passano veloce!». È con queste parole che Philippe Benoit, direttore della fondazione che si occupa delle miniere di sale, ci introduce alle saline di Bex. Ogni anno qui affluiscono circa 70mila visitatori per scoprire il mondo dell’«oro bianco» in un decoro eccezionale, nel cuore della montagna.

Una parte delle gallerie e delle sale sono adibite a museo per ripercorrere la storia dell’estrazione del sale a Bex, ma la montagna è percorsa da circa 50 km di gallerie, sale e pozzi, a cui il visitatore non ha accesso. Il sito infatti è a tutt’oggi utilizzato per la produzione del sale. Tre minatori – gli unici ancora attivi in Svizzera – hanno il ruolo di scovare filoni di sale. «Qui si producono circa 100 tonnellate di sale al giorno – ci spiega Benoit –. Il 70 percento della produzione è utilizzata per lo sgelo delle strade. Ma oltre al sale da cucina di diverse qualità, abbiamo anche sviluppato una gamma di prodotti benessere, per valorizzare questo prodotto».

Intanto al punto di partenza delle visite guidate, un gruppo di una ventina di persone aspetta disciplinatamente l’arrivo della guida. Ci sono famiglie con bambini, persone anziane, gruppetti d’amici. Si sente gente parlare in francese, svizzero tedesco e spagnolo. Puntuale arriva Adriana, la guida che ci accompagnerà nelle viscere della terra. La visita inizia con qualche cenno storico all’interno di una grande sala che fungeva da serbatoio ricavata nella montagna. Si procede, passando accanto al pozzo di Bouillet: «Pensate: hanno scavato questo pozzo manualmente per 26 anni nella speranza di trovare del sale. Ma non hanno trovato niente» spiega Adriana mentre i bambini guardano il pozzo profondo di 215 metri e tirano dei sospiri di stupore. In seguito si sale a bordo del piccolo treno dei minatori. Si percorre un tratto di 1,5 km nella montagna, in un tunnel impressionante: la ferrovia esiste solo dagli anni ’40, prima il trasporto veniva effettuato a dorso d’uomo o su carretti di legno. La piccola ferrovia prosegue per altri 2 km, ma è riservata ai minatori e agli addetti ai lavori.

Una volta scesi, si passa da spazi uno più vasto dell’altro per scoprire i diversi aspetti dell’estrazione del sale: dalla ricerca dei filoni di sale ai diversi metodi usati nel corso dei secoli per estrarlo. Qui, nel cuore della montagna, si scopre come i minatori abbiano per secoli scavato la roccia, ci si può addirittura cimentare e improvvisarsi minatori, per farsi un’idea di quanto fosse duro il loro lavoro. «A forza di martelli e scalpelli non avanzavano più di 5 metri al mese e il materiale di scarto se lo dovevano caricare in spalla e portarlo fuori in “zaini” di legno. All’epoca il pericolo più grande era costituito dalle esplosioni di grisù. Oggi ci sono sensori che allertano ben prima che si raggiungano livelli critici ma un tempo ci si portava appresso un canarino. Se sveniva, i minatori si precipitavano fuori dalla miniera» ci spiega Adriana. Si passa anche accanto al bacino (di cui è visibile solo una piccola parte) in cui viene raccolta l’acqua satura di sale e da una fontana sgorga dell’acqua salata. «Assaggiate la nostra specialità – scherza Adriana –. Si trovano 300 g di sale per litro d’acqua: la stessa concentrazione che nel Mar Morto!».

La visita sta per concludersi, e le due ore sono effettivamente volate. Al termine dell’escursione, merita una visita anche la piccola boutique. Non foss’altro che per riportarsi a casa una manciata di sale proveniente dal cuore delle Alpi. A causa del monopolio del sale, quello di Bex non è venduto negli altri Cantoni…

murmata.ch
mines.ch

Info pratiche

Le saline di Bex sono visitabili sia d’estate che d’inverno ma gli orari variano secondo la stagione. Per gruppi e su prenotazione si effettuano anche visite guidate in italiano. La temperatura all’interno della montagna è costante, 18°C. L’unico modo per visitare le saline è partecipare a una visita guidata e queste si svolgono a orari precisi (dipendono dalle partenze dei piccoli treni dei minatori). All’interno della montagna si trovano anche un ristorante e una sala per riunioni, entrambi prenotabili per eventi. Vengono inoltre organizzati trekking attraverso cunicoli altrimenti inagibili ai visitatori. Info allo: 024 463 03 30 o su internet: www.mines.ch

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Raffaela Brignoni

Redattrice

Fotografia:
Charly Rappo/arkive.ch
Pubblicazione:
martedì 17.09.2013, ore 11:00


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