Il centro di Briga è pedonale: un invito a passeggiare. (Foto: Thomas Andenmatten)

Briga, il sole dopo la catastrofe

La cittadina vallesana, dal 22 al 25 giugno sede della Festa federale dello jodel, ha ospitato nel corso della sua storia illustri personalità.  — ANDREAS W. SCHMID

La catastrofe che ha colpito Briga risale ormai a più di vent’anni fa, eppure Gabriela Imsand, di professione guida turistica, ricorda «ancora l’odore del fango come se fosse ieri». Il 24 settembre 1993, dopo giorni di piogge incessanti, i tronchi e le enormi pietre trascinate dal Saltina ostruirono il passaggio in corrispondenza del ponte grande provocando l’esondazione del torrente. La massa d’acqua si riversò nel centro di Briga portando devastazione e causando due vittime. «Fango e detriti arrivavano fin lì», racconta Gabriela durante il giro per la cittadina, indicando un punto in alto sulla facciata di una casa nella Sebastiansplatz: a oltre due metri di altezza una piccola targa ricorda il drammatico evento.


Oggi il Saltina sembra essere sotto controllo.

In occasione della ricostruzione, il comune ha adibito una vasta area del centro storico a zona pedonale e oggi si può così passeggiare piacevolmente dalla stazione fino al castello Stockalper.
Gabriela, originaria del Cantone dei Grigioni, e più precisamente della Val Monastero, è arrivata a Briga trent’anni fa e qui è rimasta fino a oggi. «Perché Briga è una città a misura d’uomo, e perché ha un fascino tutto mediterraneo». Nel Seicento Kaspar Stockalper, nativo di Briga, fece assestare per le bestie da soma la strada romana che attraversava il passo del Sempione, dando così un impulso decisivo non solo ai commerci con l’Italia ma anche alle sue imprese.


Il castello Stockalper, il simbolo di Briga.

Stockalper divenne il primo grande capitalista vallese, nient’affatto timoroso di sfoggiare la propria ricchezza, di cui il suo castello è imponente testimonianza: la più grande costruzione privata barocca della Svizzera, con il suo edificio principale di quattro piani, le tre torri e il cortile con tre ordini di logge, è considerata oggi il simbolo della città. «Le roi du Simplon», così lo chiamava Luigi XIV – e come un re si comportava. «Naturalmente la cosa non mancò di suscitare invidia», racconta Gabriela, «che sfociò poi in un atto di accusa in sedici punti». Stockalper fuggì in esilio a Domodossola; cinque anni dopo rientrò in patria dove morì, povero e amareggiato, a ottantun anni – un’età ragguardevole per l’epoca ma pur sempre troppo presto per i suoi progetti di vita. «Trent’anni di formazione, trent’anni di creazione, trent’anni di piacere», così recitava infatti il suo motto.

Il re dell’asfalto

La storia di Briga, che oggi insieme a Glis e Gamsen conta circa 13mila abitanti, è costellata di illustri personalità che qui vissero o perlomeno sostarono. Ernest Guglielminetti (1862-1943), per esempio, che grazie ai suoi meriti divenne suo cittadino onorario: in onore del medico, considerato l’inventore dell’asfalto e per questo soprannominato «Dr. Goudron» (in francese «catrame»), è stato eretto un monumento sul tappeto di schegge turchesi della Saltinaplatz. Oppure César Ritz: il futuro «re degli albergatori e albergatore dei re» lavorò da giovane come cameriere nella caffetteria dell’albergo di Briga «Couronne et Poste», che tuttavia lo licenziò per mancanza di buone maniere (!). Fu la sua fortuna: Ritz andò a Parigi e fece carriera. Se per Gianni Infantino, il presidente della Fifa cresciuto a Briga, non è ancora stato eretto alcun monumento, a commemorare Geo Chavez c’è invece una fontana nella Sebastiansplatz: nel 1910 il pilota peruviano partecipò a una gara di volo e, dopo essere decollato da Briga, sorvolò per la prima volta le Alpi. Purtroppo lo scalo a Domodossola fu meno fortunato e Chavez si ferì gravemente morendo poco dopo. Dopo l’alluvione del 1993 la fontana fu ricostruita in modo fedele all’originale. E perché una catastrofe del genere non possa più ripetersi, sono stati presi numerosi provvedimenti, uno per tutti il grande ponte, che adesso si può sollevare di 2,8 metri. «Nel 2000 le acque della Saltina si sono gonfiate se possibile ancora di più», racconta Gabriela. Ma di inondazioni non ce ne sono più state.

Mattino: visita guidata del Castello Stockalper (alle 9.30 o alle 10.30). Assolutamente da non perdere: il giardino del castello con le sue rose.
Mezzogiorno: pranzo nel cortile interno del ristorante Schlosskeller, nel centro storico di Briga, e un bel gelato da Vorrei, gelateria affacciata sulla Sebastiansplatz.
Pomeriggio: in autobus alle vicine terme di Brigerbad – la più grande Spa all’aria aperta della Svizzera, con lo scivolo alpino più lungo d’Europa.
30ª Festa federale dello jodl. Dal 22 al 25 giugno a Briga. Coop è partner dei Vorjodler, i cantori di jodel, e presente con numerose iniziative, tra cui una stazione dedicata a cartoline e fotografie e uno chalet Pro Montagna.  

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