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Nonostante le protezioni, un po’ di vertigine resta.

La chiesa di Zillis con i suoi famosi dipinti del 1114.

Brividi e pelle d'oca lungo la "strada cattiva"

Chi cammina da Thusis a Zillis, percorre la Viamala. Un tempo i suoi pendii scoscesi incutevano timore, ma anche oggi sono impressionanti.

San Martino, la chiesa di Zillis! Che Dio sia lodato!». Con queste esclamazioni, per secoli, pellegrini, soldati e commercianti si avvicinavano alla chiesetta della Val Schons. E non per i magnifici dipinti romanici del 1114, che descrivono in 153 tavole, episodi dell’Antico Testamento, storie di santi, scene della vita di papi ma anche di esseri di fantasia e di mostri. No, l’esclamazione era motivata da ben altro. Chi giungeva a Zillis da Nord, i mostri aveva imparato a non temerli più già da un pezzo. Perché aveva superato il peggio, la Viamala, la strada cattiva. Così fu battezzato questo impervio cammino, soggetto a frane e sempre ridotto in malo stato.

«

Qui muore ogni speranza»

Friderike Brun, scrittrice


Grandioso spettacolo della natura
«Qui muore ogni speranza», scrisse nel 1795 l’autrice tedesca Friderike Brun, dopo aver percorso la Viamala. Diciamolo subito: oggi il pericolo è esorcizzato, ma la bellezza arcaica del paesaggio e il brivido e la pelle d’oca che si provano percorrendo il sentiero sono rimasti. Gli escursionisti possono osservare cento metri sotto i loro piedi il Reno scorrere impetuoso, mentre sopra le loro teste, da entrambi i lati della Viamala, pareti rocciose alte oltre 150 metri si stirano verso il cielo e sembrano minacciare i passanti di franare da un momento all’altro. Ma niente paura: il fiume e le rocce sono qui da sempre e grazie a moderne opere, sia la A13 che sentieri passano di qui in tutta sicurezza.
L’escursione più suggestiva si chiama «Veia Traversina», e conduce da Thusis a Zillis in circa quattro ore di cammino.  La gita inizia subito dopo la stazione di Thusis, al cui ufficio di informazioni turistiche si possono ottenere tutti i ragguagli necessari. Il sentiero che conduce all’infocentro Viamala passa anche sopra un ponte sospeso molto sicuro – il ponte della Traversina o Traversinersteg. Da qui circa 300 gradini portano in basso, verso il letto del fiume, dove vivono uccelli, piccoli roditori e pipistrelli.Lo scorrere del fiume nel corso dei millenni ha levigato le rocce e creato delle magnifiche pozze d’acqua.
È il punto più impressionante di tutta l’escursione. Non stupisce che proprio qui si riversino pullman di turisti per osservare la profondità della gola. Dall’infocentro si possono ancora osservare i resti dell’antica strada dei romani, che chissà come avranno fatto a costruire il passaggio in mezzo a queste rocce. Qui ora, di mattino e  sera, saltellano i camosci e non troppo tempo fa, un escursionista si imbatté in una scoperta eccezionale a pochi passi dal sentiero: un’ascia risalente all’era del bronzo.


Già celti e romani percorrevano la Viamala.


Conclusione riflessiva
Noi invece non cerchiamo nessuna scure, bensì la via che ci porterà a Zillis. Grazie alla buona segnaletica, non è un problema e la chiesetta di San Martino, nella sua sobrietà protestante, meriterebbe una visita anche se non ospitasse tutti quei bei dipinti sul soffitto. D’estate come d’inverno qui dentro la temperatura resta costante a 14 gradi e si può godere un momento di pace sia fisica che spirituale. E ci si può riprendere: fino alla fermata dellʼautopostale sono solo pochi passi.

La sola camminata da Thusis a Zillis necessita di almeno quattro ore. Ma val la pena prendersi più tempo, per una sosta alla fortezza di Hohen Rätien a Sils im Domleschg e poi sotto, nella gola (dove si trova l’Infocentro). Per chi è stanco e non desidera proseguire a piedi, qui si trova una fermata dell’autopostale. Uno dei punti più suggestivi dell’escursione è il ponte sospeso della Traversina: è altro 95 metri sul fondovalle, è lungo 62 metri e si alza di 22 metri. È molto ben assicurato.

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Testo: Franz Bamert
Foto: Yannick Andrea

Pubblicazione:
lunedì 02.11.2015, ore 00:00


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