In Cina si coltivano da oltre 2000 anni.

Cachi — Dolci mele d’Oriente

Cadono le foglie e rimangono i deliziosi pomi arancioni sulle fronde degli alberi. Maturano ai primi freddi e ci rinforzano con le vitamine.

Il dolcissimo frutto dell’autunno, si chiama cachi anche al singolare, e non caco come si usa dire in dialetto. In Giappone il suo nome è «kaki no ki», e nel 1945 è stato scelto come albero simbolo della pace a Nagasaki perché alcuni alberi sopravvissero alla devastazione della bomba atomica. La sua patria però è la Cina e spuntò nei giardini europei alla fine del XVIII secolo.

In Ticino è sopravvissuto alle maledizioni di chi ne ha una pianta in giardino e l’ha lasciato crescere fino a non poterne più raggiungere i fragili rami. Dalle fronde altissime, i cachi maturi precipitano impiastrando il terreno di polpa arancione. Si fanno desiderare, fieri della loro dolcezza e dei loro profumi vanigliati che si accentuano nella varietà a buccia soda, il «cachi-vaniglia». Nel resto della Svizzera vengono spesso catalogati come frutta esotica, alla stregua di banane e ananas, da persone ignare che al Sud delle alpi i cachi crescono senza nemmeno bisogno di trattamenti.

I dolci frutti vanno raccolti appena prendono colore, ma quando sono ancora sodi, e lasciati maturare qualche giorno in una cassetta al buio insieme a delle mele o delle pere, per far si che sprigionino tutta la loro bontà. Sono ricchi di carboidrati, vitamina C e il beta carotene, come si vede dal colore, è predominante. Quando non è ben maturo lascia la bocca «asciutta», per la presenza marcata di tannini, gli stessi che si riconoscono in un vino stappato troppo giovane, mentre quando è pronto perde l’astringenza.

Per trasformarlo in un delicato dessert basta frullarlo; quando è ben maturo, la panna montata è superflua e si usa piuttosto come guarnizione insieme a una pastafrolla croccante. La mousse può essere usata anche come ingrediente per un millefoglie leggero, in alternativa alla crema pasticcera.

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Elisa Pedrazzini

Redattrice

Fotografia:
Ferdinando Godenzi
Styling:
Marianne Ettlin
Pubblicazione:
lunedì 21.10.2013, ore 16:00


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