La vivace Piazza Costituzione, con l’Antico Caffé, aperto nel 1855.

Cagliari — I vicoletti
all'ombra del castello

IL VIAGGIO — Il colle che domina il capoluogo sardo è un suggestivo dedalo di viuzze, con mura, bastioni e torri, ricco di botteghe e palazzi signorili. FOTO-GALLERY

Per i cagliaritani è Castéddu ‘e susu. Castello per tutti gli altri. Un dedalo di vicoli e viuzze, botteghe di antiquari e artigiani, antichi palazzi signorili e vecchie abitazioni fatiscenti. Ma anche una sorta di vademecum per conoscere la storia del capoluogo sardo. Piazzato su un colle calcareo, in posizione preminente, tale da garantire panorami mozzafiato sulla città, fino al secondo dopoguerra ha ospitato i palazzi delle autorità politiche e le residenze nobiliari, diventando una sorta di simbolo del potere e, spesso, della tirannia. Oggi è uno splendido downtown. Come quartiere fu fondato dai Pisani nel XIII secolo, che lo fortificarono dotandolo di mura, bastioni e torri. La parte più poderosa di queste strutture difensive contempla, ancora oggi, la Torre di San Pancrazio, baluardo che prende il nome dall’omonima chiesa edificata nelle vicinanze. Fu costruita nel 1305 dall’architetto Giovanni Capula, che due anni dopo realizzò la gemella Torre dell’Elefante che, tra le due, è la più bassa. Ma è la più fotografata per via di una scultura raffigurante un elefante che sporge, a qualche metro dal selciato, sulla facciata sud. In epoca spagnola alle sue porte venivano appese, come monito, le teste mozzate dei prigionieri condannati a morte e decapitati. Quella del marchese di Cea, implicato nell’omicidio del viceré Camarassa, pare vi rimase appesa addirittura per diversi anni.

Aperitivo con vista
Meno truculenta la storia della Torre Mordente che oggi ospita Libarium Nostrum, un locale che oltre a tre delle stanze della vecchia torre pisana occupa anche la terrazza del Bastione di Santa Croce. Due i motivi per spingersi sin qui. Il panorama imbattibile sulla città e sul mare. E l’Alligatore, un drink che ha come base il Calvados. Danilo Argiolas, patron del Libarium, l’ha creato per omaggiare il distillato di mele amato da «l’Alligatore», il personaggio degli apprezzati noir di Massimo Carlotto. Nel suo sito lo scrittore fotografa così il drink che gli deve il nome: «Un tumbler basso riempito per sette parti di calvados e per tre parti di Drambuie. Molto ghiaccio (meglio se tritato) e una fettina di mela verde da masticare alla fine, per consolarsi del bicchiere vuoto». Un consiglio: è opportuno non degustare l’Alligatore a colazione perchè il quartiere merita di essere conosciuto in totale sobrietà.

Un salotto «open air»
A partire dalla cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia, dove sono custoditi sette secoli di memorie storiche della città. Fuori dalla cattedrale, scendendo una scalinata, si raggiunge piazza Carlo Alberto, il più parigino degli slarghi cagliaritani, mentre inoltrandosi per via Canelles si sbuca nello spiazzo dei Bastioni San Remy. Importante fortificazione del quartiere Castello, è il salotto open air di Cagliari. Si può passeggiare ammirando la città sottostante. Oppure, accomodati su puff, materassi, amache, chaise longue e divani messi a disposizione dal Caffè degli Spiriti, godersi l’aria condizionata procurata dalla brezza che sale dal mare…l

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Vista panoramica della città.

L’affascinante spiaggia di Calamosca

Veduta del borgo medievale di Populonia.

Aperitivo serale sul bastione Saint Remy.

Le case del Castello con la Torre dell’Elefante.

L’opera «I Dormienti», di Mimmo Palladino.

Tre posti da non perdere

Giacciono nellʼacqua. Galleggiano. Sembra che respirino, in un abbraccio con la natura che riconduce al momento in cui tutto è iniziato, quando l’acqua era un involucro protettivo. Sono «I dormienti», cinque sculture in terracotta di Mimmo Palladino fluttuanti nelle due vasche che dominano lʼingresso della Galleria Comunale d’Arte, ai giardini pubblici.

Una sorta di museo, al dettaglio, dei tesori gastronomici della Sardegna è il Mercato di San Benedetto (via Coccu Ortu), il più grande dʼItalia fra i mercati civici coperti. Strutturato su due piani di circa 4000 metri quadrati ognuno. Al piano terra ci sono i banchi del pesce, mentre al piano superiore, in un garrire di bandiere rossoblu, si smerciano frutta, verdura, carni e alimentari vari.

Il Poetto è una delle spiagge cittadine più belle del mondo: chilometri di spiaggia chiara, un lungomare perfetto per passeggiate e fare jogging, e la sera ristoranti e chioschetti rinfrescati dalla brezza marina. Il tutto a tre chilometri dal centro di Cagliari.

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Testo: Claudio Agostoni
Foto: Bruno Zanzottera/Parallelozero
Pubblicazione:
lunedì 22.09.2014, ore 00:00


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