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Armando Ceroni
ha scritto il 15.05.2017


Calcio ticinese: ora c'è solo Cornaredo

Per caso mi sono ritrovato a un tavolo, condito da storie e aneddoti di un tempo che sono sempre di attualità, con Ernesto Parli.

Vecchio presidente del Chiasso delle meraviglie, che a fine anni ’70 si illuse di rivaleggiare con le grandi. Durò poco, perché già allora da piccola di periferia mica potevi essere fenomenale in eterno. Ma già allora Parli si era incontrato con il presidente del Lugano, Giangiorgio Spiess, per proporgli una fusione. Apriti cielo. A Chiasso si sollevò un polverone ad oscurare l’unica via percorribile. Eppure qualche cosa finalmente si sta raddrizzando. Complice il Lugano e il resto di una concorrenza che non c’è piú. Se non emotiva. Mentre la realtà recita altro. Se a Locarno si sprofonda, a Bellinzona si spera ancora, ma gli amanti del calcio, pur con il granata nel cuore, hanno preso la via che conduce a Cornaredo. Unico luogo rimasto in Ticino per vedere calcio vero. La stessa società bianconera ha intrapreso un sano discorso di partenariato con il Chiasso. Sono i primi passi per arrivare dove la ragione spinge da tempo. Ognuno sarà libero di coltivare le proprie passioni su qualsiasi campo, ma in alto ci sarà solo una squadra di riferimento in un Cantone che forse, in modo naturale, ha finito di litigare attorno al colore del pallone.


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