La mutazione di una cellula sana può portare al cancro.

Fermatelo

La ricerca a livello mondiale sulla cura delle malattie tumorali è in piena espansione. Ad oggi, la prevenzione, così come la diagnosi precoce, rimane l’arma più efficace. — Carmela Maccia

Incontriamo Piercarlo Saletti, responsabile del settore dei tumori gastro-intestinali all’Istituto oncologico della svizzera italiana (Iosi) e coautore di pubblicazioni scientifiche sul tema cancro.


Il tumore del colon-retto ha un’incidenza maggiore di quello ai polmoni. Quindi, il cibo fa più male della sigaretta?
No, questo non possiamo affermarlo. In ogni caso, oltre all’alimentazione scorretta vanno considerati fattori quali il fumo, il consumo eccessivo di alcool, la scarsa attività fisica e il sovrappeso, che contribuiscono allo sviluppo del tumore del colon-retto. Rispetto al sovrappeso, più l’indice di massa corporea si allontana dallo standard, maggiore è il rischio di contrarre un tumore dell’intestino. Di fondo, però, sono alterazioni genetiche legate a difetti cromosomici grossolani o più fini che agiscono sulla mucosa del nostro intestino, promuovendone la trasformazione verso un adenoma (polipo), fino poi al carcinoma.
 
Possiamo controllare l’incidenza, o prevenire la malattia cancerogena con un esame del nostro genoma?
No, tale metodica non deve essere applicata sistematicamente, in quanto analisi di questo genere, allo stato attuale delle conoscenze, non consentono di definire con certezza la possibilità di sviluppare o meno una malattia tumorale. Analisi genetiche devono essere riservate a situazioni particolari, dopo adeguata consulenza da parte di specialisti, allo scopo di facilitare le misure di prevenzione all’interno di gruppi famigliari a rischio.

Tra il 2004 e il 2010 il consumo mondiale di farmaci oncologici è cresciuto di oltre il doppio (131%), rispetto a quello globale di medicamenti (49%). Siamo di fronte a un’epidemia?
Non è possibile generalizzare, visto che si hanno variazioni dell’incidenza in funzione della sede d’origine del tumore. Per quanto attiene al tumore del colon-retto, l’incidenza varia molto in funzione delle aree geografiche mondiali. Da noi, l’impressione è che ci possa essere un aumento dei casi nella popolazione giovane. E non soltanto dalla quinta decade in poi, come sarebbe atteso in questo tipo di malattia.

Cosa vuol dire prevenzione in campo oncologico?
Significa ridurre la mortalità di una determinata malattia, in persone asintomatiche. Nel caso del tumore del colon-retto la colonscopia, o in alternativa la ricerca di sangue nelle feci, con metodiche sempre più sofisticate sono raccomandabili al compimento dei 50 anni fino a 69 anni. Utilizzare bene e in tempo utile gli strumenti di diagnosi precoce di cui disponiamo permette di prevenire la malattia o, se già presente, di trovarla in stadio iniziale, dove le possibilità di guarigione sono molto elevate. In questo ambito, molti Paesi hanno già adottato uno screening strutturato, dove le misure di diagnosi precoce si offrono all’intera popolazione, al fine di garantire criteri di qualità, trasparenza ed equità.

Quali comportamenti virtuosi devono avere le persone per prevenire il cancro?
Rispetto al tumore del colon-retto, ma non solo, ognuno di noi può e deve agire su più fronti, migliorando la qualità dell’alimentazione, privilegiando frutta e verdura, consumando in modo parsimonioso le carni processate e rosse, eliminando il tabacco e riducendo il consumo di alcool. Inoltre, l’attività fisica regolare, come una camminata giornaliera a discreto ritmo ha un effetto protettivo. Un particolare sguardo va dato ai giovani: promuovere l’informazione tra loro, senza demonizzare la malattia tumorale, è un atto dovuto.

Lo smog può causare il cancro?
Se si confronta l’incidenza del tumore polmonare in Ticino con alcuni registri tumori di zone limitrofe, emerge che i tassi sono superiori rispetto al dato nazionale, e inferiori rispetto al Nord Italia. È problematico dimostrare una correlazione, ma è assolutamente lecito chiedersi se le polveri fini possono contribuire allo sviluppo della neoplasia.

Un giorno il cancro sarà debellato?
Si sono fatti molti progressi nella conoscenza e nella cura dei tumori, ma è un campo in continua evoluzione e siamo sulla strada giusta nella ricerca di cure sempre più efficaci. La presa a carico multidisciplinare dei pazienti è fondamentale per il successo delle cure e il ritorno alla quotidianità. Detto questo, per i tumori come all’intestino, l’arma più efficace rimane la prevenzione.

LE FARMACIE CHE ADERISCONO ALLA CAMPAGNA

Ogni giorno, in media, 10 persone ricevono la diagnosi di cancro del colon. La prevenzione e la diagnosi precoce riduce il rischio di malattia e aumenta le possibilità di guarigione. Perciò dal primo marzo al 16 aprile 2016, Pharmasuisse lancia la campagna nazionale di prevenzione del cancro del colon. Tutte le farmacie Coop Vitality aderiscono a questa campagna. Se avete 50 anni, recatevi in una farmacia e, con l’aiuto del farmacista, compilate un questionario dal quale emergerà una eventuale quota di rischio. Nel caso, il farmacista vi consegnerà un kit per l’analisi della presenza di sangue occulto nelle feci. Il test si può fare a casa e inviarlo per posta per le analisi di laboratorio. A dipendenza del risultato si consiglierà di recarsi dal medico di famiglia per la prescrizione di esami più approfonditi. Non esitate, perché la cura migliore è la prevenzione.


LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione