Caos nella cameretta: lotta al disordine

Dove ci sono i bambini il disordine è inevitabile. Mettere in ordine è dunque importante. Come motivare i propri figli e responsabilizzarli? Consigli utili. 

Quando è troppo è troppo» è sbottata, e senza pensarci troppo ha gettato i giocattoli sparsi ovunque in un sacco della spazzatura, ricorda Franziska (40 anni). Le sue figlie Lynn e Muriel (oggi 7 e 9 anni) assistevano inorridite. Doveva essere una lezione, perché in futuro imparassero a essere più ordinate. Ma è servito a qualcosa? «No», ammette sorridendo Franziska, «anche perché non ho avuto il coraggio di separarmi da tutte quelle cose». Ciò che risulta difficile per gli adulti, sembra essere impossibile per i bambini. Anche se la camera trabocca di peluche, quando si tratta di fare una cernita, l’orsetto più malandato diventa improvvisamente un amico inseparabile. Ne sa qualcosa mamma Franziska: «Più di una volta mi è successo di dovere svuotare le borse di vecchi giocattoli che avevo preparato per il mercatino dell’usato».



Giorni in cui riordinare
Bambole e Lego ovunque. Da un giorno all’altro Franziska non si è più sentita a suo agio a casa propria. Quando Lynn aveva cinque anni, ha introdotto delle «zone off limits». Le è così riuscito di relegare il caos nelle camere dei bambini. Ma anche lì a un certo punto si era superata la misura. All’inizio Lynn non riusciva a capire perché dopo avere giocato occorresse mettere in ordine. «In fondo lei si sentiva bene nella sua cameretta così com’era», racconta Franziska. La mamma non ha però potuto né voluto introdurre nuove regole. Al loro posto, si sono semplicemente imposte nuove abitudini. Durante la settimana si fa ordine solo lo stretto necessario, si liberano ad esempio il pavimento e la scrivania. Durante il poco tempo libero che rimane tra scuola e attività extra-scolastiche, Franziska preferisce lasciare in pace le bambine. «Il pomeriggio della domenica, però, ci prepariamo tutti assieme per la nuova settimana, riordinando le nostre cose», racconta Franziska, che lavora a metà tempo come giurista. Fare ordine è così diventata un’attività di famiglia, durante la quale capita anche di farsi delle belle risate tutti assieme.


Chiudere un occhio
Nel frattempo anche Lynn si è abituata alla nuova routine, ha capito l’importanza di tenere in ordine le sue cose e – quanto ad amore per l’ordine – ha addirittura superato la sorella più grande. Anche se questo a volte le crea dei problemi. «Lynn ama i giochi di ruolo – tanto che quasi ogni giocattolo nella sua stanza ne ha uno», ride Franziska. Nel fare ordine non riesce sempre ad essere all’altezza delle sue aspettative e finisce così per cedere alla frustrazione. «In questi casi c’è ancora bisogno del mio aiuto», spiega la mamma. Nel caso di «scenari» particolarmente complessi Franziska chiude un occhio. «Allora passo l’aspirapolvere girando attorno ai giocattoli».

Non c’è creatività senza caos
Franziska ama molto le attività creative, pertanto fa dei lavoretti assieme alle sue bambine. «Ognuno sa che alla fine riordineremo insieme», è una cosa che oramai funziona in maniera automatica. Tuttavia, per Franziska più che avere tutto in ordine è importante che le sue figlie possano svolgere un’attività che
stimoli la loro fantasia. Per questo permette loro di giocare quasi con tutto. E se le barbie per merenda vogliono un po‘ di uva sultanina, Lynn la può servire nella sua cameretta. Un altro problema è costituito dalla marea di regali che le bambine ricevono per i compleanni e le feste. A seconda di quanto sia stata efficace la cernita della vigilia, Franziska racconta che a volte ripone in cantina i vecchi giocattoli. E se capita di andare a riprenderli, la gioia di riscoprirli è tanto grande quanto quella per un nuovo giocattolo. Più i bambini crescono, più piccoli diventano i giocattoli. «Lynn e Muriel desiderano sempre più spesso giochi di società, buoni per lo zoo…, ma assieme deve esserci ancora un giocattolo. In fondo va bene così, fa parte dell’infanzia», conclude Franziska.

L'esperta di coaching, Martina Frischknecht (41) spiega perché non bisogna riordinare al posto dei bambini. 

Perché in quasi tutte le famiglie mettere in ordine è occasione di infinite discussioni?
La maggior parte dei bambini
si sente bene nel «caos». Per questo, quando si chiede loro di mettere in ordine, non capiscono e sono spesso vinti dalla frustrazione. In genere occorre attendere fino all’inizio della scuola, perché i bambini imparino a mettere in ordine da soli. «Giocare è il lavoro dei bambini», ha detto Maria Montessori.

Non dovremmo essere noi qualche volta a riordinare al loro posto?
Assolutamente no! In questo modo i bambini si abituano all’idea che i genitori mettono in ordine per loro. Inoltre, i genitori non possono sapere a cosa i bambini tengono di più e dunque cosa può essere buttato o deve piuttosto essere tenuto. Infine, non bisognerebbe sempre eliminare tutti gli ostacoli sulla strada dei bambini, ma lasciare che si confrontino con gli aspetti meno gradevoli.

In fondo le difficoltà fanno parte della vita. Fare ordine come scuola di vita?
Se i bambini non imparano a fare ordine, in seguito avranno difficoltà a scuola o durante la formazione. Un comportamento ordinato è la base per un lavoro sistematico e organizzato. Ciò è essenziale per riuscire nella professione e nella vita.

Come spiegare ai bambini l’importanza dell’ordine?
La cosa migliore è familiarizzare il più presto possibile i bambini con i vantaggi che porta l’ordine. Infine, con il proprio comportamento occorre dare il buon esempio.

In modo giocoso coi piccoli
Annunciare in anticipo che bisognerà riordinare – così i bambini non si interrompono bruscamente mentre giocano 
Cantare canzoncine sul tema dell’ordine o ascoltare un CD
Proporre dei giochi o delle piccole gare – «Chi mette per primo tutto a posto?»
Fare ordine a tema – peluche con peluche, auto con auto…
Assegnare un posto a ogni cosa – mettere a disposizione cestini, scatole, ripiani

Creare abitudini e rituali

Aiutare, mostrare e dare l’esempio I bambini in età scolare
Evitare che la situazione degeneri – il caos distrae dallo studio
Affidare piccoli compiti, invece di dire: «Metti in ordine la tua stanza!»
Definire ambiti tematici –
la scrivania per fare i compiti, il tappeto per giocare
Lasciare decidere anche
i bambini, permettere loro di riordinare a modo loro 
Le liste di controllo aiutano
a non perdere la visione di insieme – tutti i libri di scuola sono nello zaino?

Adolescenti e responsabilità
Durante la pubertà concedere spazi di libertà – la camera
è responsabilità dei ragazzi, caos incluso
Stabilire dei limiti – il cibo
in camera è proibito
Scendere a compromessi –
la relazione con i ragazzi è più importante di una camera in ordine.

Testo: Gertrud Rall

Foto: Markus Lamprecht, mad

Pubblicazione:
lunedì 06.11.2017, ore 11:00