1 von 3


Leggendario: Humphrey Bogart con Ingrid Bergman in «Casablanca».

In trincea: immagine della fanteria austriaca durante la Prima Guerra mondiale.

Impermeabile: la duchessa di Cambridge Kate Middleton sfoggia il suo trench in una giornata piovosa.

Il trench, un capo imbattibile

Il leggendario trench fu prodotto in massa durante la Grande Guerra, ma diventò di moda una volta indossato da divi come Humphrey Bogart. Da quel momento, il pratico impermeabile non è mai passato di moda.

Lo sapevate che il trench è nato originariamente come cappotto militare? Durante la Prima guerra mondiale aveva un aspetto molto simile a quello odierno: ancora oggi la classica anatomia del trench è legata al suo passato militare.

Invenzione bellica
Già durante la Grande Guerra, infatti, il trench era a doppio petto. Essendo un capo militare doveva  mimetizzarsi: per questo fu idealizzato in color kaki (dall’hindi «khak», un termine dal significato più o meno equivalente a «colore della polvere»). I tipici cinturini e i passanti nelle maniche erano anch’essi già parte del corredo. Gli anelli in metallo a forma di «D» sulla cintura erano pensati per agganciarvi le bombe a mano e altri pezzi d’artiglieria dei soldati. Sempre dal mondo bellico deriva anche il nome: «trench», in inglese, significa trincea e «coat» cappotto. Il «trench coat», insomma, era il mantello per i soldati in trincea. La paternità del capo è ancora oggi contesa tra le marche inglesi Aquascutum e Burberry, entrambi marchi in voga.

La nascita dell'impermeabile
A John Emary, fondatore di Aquascutum, va il merito di aver ideato e brevettato, nel 1853, il primo tessuto idrorepellente. Nel 1888 si deve a Thomas Burberry l’invenzione della gabardina, un materiale di fibre miste impermeabile. Partendo da queste stoffe, entrambi svilupparono impermeabili considerati i precursori del moderno trench. Sia Emary che Burberry fornivano le uniformi agli ufficiali di stanza nelle aree degli scontri. Entrambi furono influenzati anche dal cosiddetto impermeabile Mackintosh, sviluppato dal chimico che gli donò il nome e che riuscì a impermeabilizzare  del tessuto mediante l’applicazione di una particolare copertura in gomma (ecco perché in Inghilterra gli impermeabili e i trench sono chiamati anche «Mac»). Anche l’azienda dell’inventore esiste tutt’ora e porta sempre lo stesso nome.

Dalla trincea alla città
C’è però voluto un bel po’ di tempo prima che questo impermeabile da guerra diventasse uno dei capi saldi della moda. La svolta avvenne al termine della guerra, quando il governo inglese decise di distribuire alla popolazione le scorte di magazzino in eccedenza. Fu così che il mantello si diffuse anche tra la gente comune. Un processo che è stato probabilmente favorito anche dalla reticenza da parte di alcuni veterani a separarsi dal loro pratico cappotto. Poco dopo, l’aristocrazia inglese lo scoprì per la caccia e ben presto anche nelle città inglesi il trench divenne un «must-have» (capo indispensabile).
La sua consacrazione a capo di tendenza a livello internazionale la ebbe però grazie alle stelle hollywoodiane. Tra le pellicole più celebri indissolubilmente legate al trench non possiamo non citare «Casablanca», nel quale Humphrey Bogart vestì i panni dell’affascinante Rick Blaine, cinico proprietario di un night club.

La carriera hollywoodiana
Sul grande schermo, ma anche nelle serie tv, il trench diventò il segno distintivo dei tipi duri (anche se spesso dal cuore tenero). Sono state molte le spie e gli investigatori che hanno conquistato il pubblico sfoggiandone uno. Tra questi Peter Falk, che spopolò in tutto il mondo nel ruolo del tenente Colombo.



L’impermeabile, perennemente sgualcito, indossato dal leggendario paladino della giustizia in tv era di proprietà dello stesso Falk e rimase costume ufficiale del set fino al 1989. Solo in seguito venne sostituito con un nuovo modello. Anche l’ispettore Clouseau, interpretato da Peter Sellers, compare nella saga della Pantera Rosa indossando l’immancabile mantello.

Il classico si reinventa
Nel frattempo anche il mondo della moda ha presentato il trench sulle proponendolo in tutte le sue possibili declinazioni e variandone soprattutto i materiali: dalla lana alla pelle, fino alla plastica.
Ma vi siete mai chiesti a cosa serva quella misteriosa falda sulla spalla destra?
Ebbene, eccovi svelato il mistero: originariamente serviva per tenervi appeso il fucile e impediva che la pioggia sgocciolasse all’interno del cappotto quando il soldato sollevava le braccia per sparare. Per questo in inglese la si chiama anche «gun flap» («lembo da pistola»).
Certamente tutto un altro scopo rispetto a quello odierno: appoggiarci una bella borsetta oppure un ombrello con il manico... in fondo, il trench è nato come mantello impermeabile.


ARTICOLI IN EVIDENZA



Un operatore sociale
con la videocamera

Il documentarista luganese Olmo Cerri ci parla del suo particolarissimo lavoro di ricerca sull’immigrazione italiana in Ticino.


*****

Il figlio di Ivan Graziani
si fa strada

Ecco Sala Giochi, il secondo album di Filippo, 36enne che cerca di seguire le orme del papà. Con discreto successo.

*****



TESTO: Katalin Weber
FOTO: Mad

Pubblicazione:
lunedì 07.09.2015, ore 00:00