Capolinea per i sacchetti gratuiti

Cinque centesimi. È il costo introdotto da questa settimana nei supermercati Coop per ogni busta di plastica richiesta alla cassa. I ricavi saranno investiti in progetti dedicati alla sostenibilità. — NOEMI KERN

È un classico: si entra al supermercato con l’idea di comprare solo un tramezzino per pranzo, poi però il nostro formaggio preferito è in offerta, un nuovo gusto di yogurt ci strizza l’occhio dal banco frigo, ed ecco che la spesa lievita. Per fortuna ci sono i sacchetti bianchi gratuiti alla cassa, pensava fin’ora il 50% dei clienti Coop, prendendone in media uno a testa (vedi grafico sotto). 
Ora però si volta pagina. Da questa settimana in tutti i negozi Coop con reparto alimentare i sacchetti di plastica saranno disponibili solo su richiesta e al costo di cinque centesimi. Alle casse Passabene self-checkout il cliente scansionerà da solo i sacchetti necessari. Il motivo: «Vogliamo ridurre la quantità di plastica utilizzata, aiutando così l’ambiente» afferma Guido Fuchs, responsabile del progetto. 

Risultati soddisfacenti
L’azienda ha introdotto il nuovo modello già nell’autunno 2016 in dieci supermercati di Zurigo. Il risultato del test è stato convincente: l’utilizzo dei sacchetti di plastica è stato ridotto dell’85 %. Per Guido Fuchs il motivo del forte calo non è riconducibile solo all’obbligo di pagamento: «Cade la mentalità self-service: ora bisogna chiedere alla cassiera se si può avere un sacchetto». E quindi si riflette bene se davvero se ne abbia bisogno. In questo modo, Coop prevede di risparmiare complessivamente 850 tonnellate di plastica all’anno.

Un accordo “green”
Che i sacchetti monouso siano ora a pagamento si deve a una soluzione settoriale elaborata dalla Comunità d’interessi commercio al dettaglio Svizzera (CI CDS). I commercianti al dettaglio hanno capito la necessità di ridurne l’elevato consumo e hanno reagito introducendo una tassa. È proprio grazie all’accordo stipulato che in Svizzera l’uso di sacchetti di plastica non non è stato vietato.

Solo plastica riciclata
I nuovi sacchetti – che grazie al risparmio di risorse possono riportare il marchio Oecoplan – sono composti al 100% di plastica riciclata, raccolta in parte nelle centrali di distribuzione Coop. Un processo non del tutto semplice: la plastica deve essere molto pulita e quindi non può, ad esempio, essere stampata a colori. «Migliore è la qualità della plastica, più sottile può essere il sacchetto», spiega Guido Fuchs. Sono invece ideali gli scarti delle pellicole per bancali. I ricavi derivanti dalla vendita delle buste di plastica confluiscono nel Fondo Coop per lo sviluppo sostenibile, attraverso il quale si finanziano altri progetti di ricerca e sensibilizzazione nel settore della sostenibilità.

www.fattinonparole.ch

TORNA ALLA RUBRICA SOSTENIBILITÀ

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione



Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?