Carnevale: una festa «nazionale»
dalle origini diverse

Ma perché non tutti festeggiano il Carnevale nello stesso momento? Da dove arriva questa festa? Perché c’è quello ambrosiano e quello romano? — Noemi Kern

Per molti il Carnevale, con tutti i preparativi e le occasioni di festeggiare, è un po’ la quinta stagione dell’anno, un periodo in cui la loro vita ruota tutta attorno a quel evento. Vige una sorta di stato di emergenza che raggiunge il suo apice durante i giorni di Carnevale. Come
già dice la parola, Carnevale significa «carne, addio» e fa riferimento alla pratica del digiuno quaresimale.

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Lucerna ospita il più importante Carnevale della Svizzera centrale: dal 4 al 9 febbraio 2016.

Quest’anno il Carnevale a Berna si svolge nella città vecchia dall’11 al 13 febbraio.

Quello di Basilea è tradizionalmente l’ultimo Carnevale del calendario: quest’anno si svolge dal 15 al 17 febbraio.

All’inizio c’era San Martino
Un’importante data legata ai festeggiamenti tradizionali del Carnevale è l’11.11, giorno di San Martinno, quando in molte località, ad esempio lungo il Reno, hanno luogo manifestazioni che evocano i riti carnevaleschi. In quella data inizia il periodo di digiuno che precede il Natale. Come nel caso della Quaresima prima di Pasqua, occorre consumare tutti gli alimenti proibiti durante il periodo di digiuno e che non è possibile conservare fino alle festività pasquali. Il Carnevale cade ogni anno in date diverse, a dipendenza della Pasqua. Il Concilio di Nicea stabilì nel 325 d. C. che la Pasqua si festeggiasse sempre la prima domenica dopo la prima luna piena di primavera, ossia la prima luna piena dopo il 21 marzo. Prima della Pasqua deve essere osservato un periodo di quaranta giorni di digiuno. L’espressione martedì grasso fa proprio riferimento all’imminenza del lungo periodo di digiuno prima della Pasqua. Il giovedì prima del mercoledì delle Ceneri, che sancisce l’inizio del periodo di Quaresima, si macellava per l’ultima volta. Gli animali macellati dovevano essere consumati prima del mercoledì successivo, perché in seguito non era più possibile mangiare carne. Anche il grasso doveva essere consumato. Così si spiega l’uso di preparare tortelli e chiacchiere per carnevale.

L’antico calendario
Il mercoledì delle Ceneri non ha però sempre segnato l’inizio del periodo di digiuno. La Quaresima iniziava, infatti, originariamente, una settimana prima. Durante il Sinodo di Benevento nel 1091 d. C. si decise però di escludere le domeniche dal computo dei giorni di digiuno. Affinché la Quaresima continuasse a contare quaranta giorni, fu dunque necessario anticipare il suo inizio all’odierno mercoledì delle Ceneri.
Il Carnevale di Basilea segue ancora oggi l’antico calendario e cade pertanto esattamente quaranta giorni prima di Pasqua, contando anche le domeniche. A differenza dei Carnevali di rito cattolico ambrosiano al sud delle Alpi, non si svolge tuttavia il giovedì, il venerdì e il sabato che precedono la prima domenica di Quaresima, ma a partire dal lunedì immediatamente successivo. Per questo è chiamato anche il «Carnevale vecchio». Ancora oggi nella lingua tedesca si dice di uno che arriva tardi a un appuntamento  «arriva dopo come il carnevale vecchio». È dunque piuttosto improbabile che i basilesi con le date del loro Carnevale abbiano voluto fare uno sgarbo ai cattolici: il Sinodo di Benevento si svolse molto prima della Riforma.

I tre principali Carnevali svizzeri (Lucerna, Berna e Basilea) sono emblematici per la storia elvetica.
Lucerna è come tutta la Svizzera centrale cattolica: la Riforma non ha pertanto rappresentato alcuna cesura. Berna e Basilea sono entrambe protestanti. A Berna per molti anni non si è festeggiato il Carnevale a causa di un divieto legato alla Riforma. Solo da una trentina d’anni i bernesi hanno ridato vita al loro Carnevale.

I basilesi non hanno mai rinunciato
Le cose sono andate diversamente a Basilea: benché anche la città sul Reno fosse divenuta protestante, i basilesi (contro il divieto legato alla Riforma) non hanno mai rinunciato al loro Carnevale, tanto che oggi è sicuramente uno dei più importanti anche in Europa.

Due «tipi» di Carnevale


Il Ticino «si divide» anche sul tema dei Carnevali: troviamo sia quello romano, sia quello ambrosiano. Il primo si festeggia nella «settimana grassa», il secondo più tardi e nelle Tre Valli (Leventina, Blenio e Riviera), a Tesserete e Brissago.
Il Carnvale di Bellinzona è il più importante, ma non il più antico: inizia nel 1862, ma solo nel 1874 diventa «Rabadan» (dal piemontese «baccano, fracasso» o «uomo malridotto»). Il corteo della domenica si tiene regolarmente dal 1946.
Il Carnevale più antico del cantone Ticino è quello di Biasca, almeno da quanto si deduce da un documento del 1465, dove si accenna a un Carnevale ambrosiano. Anche il Carnevale di Pedrinate (oggi frazione di Chiasso) vanta un’antica origine: in un atto del 27 marzo 1555 sul collocamento di una campana in una piccola cappella della Madonna (oggi scomparsa) si fa riferimento a questa festa nel paese. Quello di Chiasso è menzionato per la prima volta in un documento del 6 febbraio 1559.ms Scoprite il poster dei Carnevali in Ticino digitando

Programma di carnevale in alcune località svizzere

 

Lötschental

Le cosiddette Tschäggättä sono le tipiche maschere del Carnevale del Lötschental che percorrono le strade della valle a partire da «Maria Lichtmess» (la festa della Candelora, il 2 di febbraio) fino al «Gigiszischtag» (il martedì grasso prima del mercoledì delle ceneri). Sera dopo sera le inquietanti figure vagano per la valle spaventando chiunque incontrino sulla loro strada. Si suppone che le tschäggättä e l’uso di percorrere le vie della valle spaventando i viandanti abbiano la loro origine nei molti miti e leggende del Lötschental. Esistono però anche due cortei organizzati di cui sono protagoniste le tipiche maschere della regione: il tradizionale Tschäggättu (4 febbraio 2016) e il grande corteo di carnevale del Lötschental (6 febbraio 2016).

 

Soletta (dal 4 al 10 febbraio 2016)

Hilari è il nome del vero protagonista del carnevale solettese, il cui inizio ufficiale cade pertanto sempre il giorno di Sant’Ilario, il 13 gennaio. Il sindaco consegna simbolicamente il potere sulla città al re Honolulu, il capo della corporazione dei buffoni. Nel contempo la «via del Municipio» viene ribattezzata «via degli Asini». I veri e propri festeggiamenti iniziano però il giovedì grasso. Esattamente quando le campane suonano le cinque della mattina parte il tradizionale corteo della Chesslete con cui si scaccia l’inverno: migliaia di partecipanti in camicia da notte, berretto a punta e fazzoletto rosso al collo sfilano per i vicoli della città vecchia facendo più chiasso possibile. Altri appuntamenti forti della manifestazione sono i cortei della domenica e del martedì grasso, il momento degli Schnitzelbänkler – i tradizionali canti carnascialeschi – nelle corti del centro storico, il corteo finale durante il quale tutte le maschere fanno una volta il giro della città e il rogo del Böögg – il pupazzo dell’inverno – il mercoledì delle ceneri. Al di là di questi appuntamenti tradizionali tutte le sere la città si trasforma: i festeggiamenti impazzano nei ritrovi pubblici, mentre le guggen e i schnitzelbänkler danno il meglio di loro stessi.

 

Altstätten (dal 4 al 9 febbraio 2016)

Altstätten vanta il Carnevale più famoso della regione del Rheintal. Dal giovedì fino al martedì grasso le società di Carnevale e le guggen assicurano variopinti cortei, polonaise, balli in maschera, serate di intrattenimento – per un’atmosfera unica nelle strade di tutta la città. Leggendario è il famoso corteo delle maschere tradizionali, il Tschätteriumzug, che la sera del sabato percorre nell’oscurità le vie della città vecchia. Ma anche il grande corteo della domenica è un vero e proprio magnete di pubblico. Durante il carnevale la città è inoltre movimentata da serate di intrattenimenti, balli in maschera e concerti. Una particolarità di Altstätten sono i röllelibutzen, le maschere dai preziosi cappelli, le loro siringhe ad acqua e le tipiche campanelline rotonde sul grembo. Il corteo dei röllelibutzen si svolge il martedì grasso.

 

Monthey (VS), dal 4 al 9 febbraio

Ispirandosi al proprio 144° anniversario, che è anche il numero per le chiamate di emergenza, e al fatto che il carnevale 2016 cade molto presto, il carnevale di Monthey ha adottato lo slogan «De toute urgence» (Massima urgenza) per questa edizione. Al grande corteo di domenica pomeriggio sulla piazza centrale della città grandi e piccoli si affronteranno in un’allegra battaglia di coriandoli. Oltre ai partecipanti al corteo, la kermesse coinvolge anche i numerosi spettatori lungo il tragitto.

 

Sion, dal 4 al 9 febbraio

«De cape et d’épée» (Con cappa e spada) è il tema prescelto per la 41a edizione del carnevale di Sion. Uno dei momenti clou dell’evento è rappresentato dal risveglio del Sorcier du carnaval (stregone di Carnevale) nella Tour des Sorciers al giovedì sera. Il giorno dopo un corteo notturno si dipana attraverso il centro storico. La domenica pomeriggio, una settantina di cavalli e cavalieri percorre lo stesso tragitto insieme a diverse Guggemusik che invadono il centro con la loro musica chiassosa. Cavalli e cavalieri sono mascherati; i soggetti più belli saranno premiati secondo una tradizione che si protrae dal 1995.

 

Giura, Bassecourt, dal 5 al 9 febbraio

Per celebrare il 60° anniversario del Carnevale del Giura, gli organizzatori ce l’hanno messa tutta e puntano quest’anno sui cortei e le decorazioni in particolare. Nel 2016, la festa si protrae per la prima volta per tutta la notte da domenica a lunedì. Il lunedì ha luogo il tradizionale «bal des vieilles», dove le donne in maschera sono invitate a ballare… ma sapranno gli uomini riconoscere la propria dolce metà?

 

Friburgo, dal 7 al 9 febbraio

«On tire tous à la même corde», ossia l’unione fa la forza. Dopo aver rischiato di essere annullato in seguito a difficoltà finanziarie, quest’anno il Carnevale di Friburgo riparte da zero per la sua 48a edizione con un nuovo slogan e un nuovo comitato che si avvale del sostegno della popolazione della città bassa, fedele a questa tradizione. Sono previsti due cortei: quello degli adulti si tiene la domenica e quello dei bambini il martedì. Il Rababou, il fantoccio che rappresenta l’inverno, sarà giudicato e sacrificato alle fiamme nella Planche-Supérieure.

 

Payerne (VD), dal 12 al 15 febbraio

Il carnevale di Payerne, chiamato tradizionalmente Brandons, è una vera istituzione nella regione e raggiunge quest’anno la sua 121a edizione. Il clou della manifestazione consiste nel corteo di domenica pomeriggio, animato da enormi carri allegorici. Fra i gruppi storici figurano anche i Tumulus, dal lungo cappello a cono, che distribuiscono noccioline e caramelle ai bambini. L’origine di questi personaggi è buffa come la loro figura: sembra infatti risalire alla scoperta di un tumulo di terra, che ricopriva una sepoltura dell'era del ferro, avvenuta nel 1898 sul territorio di Payerne.  All’epoca un consigliere municipale si era recato sul posto per un sopralluogo e per scrutare i dintorni alla ricerca del tumulo di terra era salito proprio sul tumulo stesso. Il Carnevale si chiude il lunedì sera con un’altra tradizione: le donne travestite e mascherate, chiamate le Chineuses, passano da un bistrot all’altro della città a caccia di uomini da prendere di mira con i loro scherzi…

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