Carola Patocchi Morniroli nel giardino del suo albergo balinese. (Foto: Sara Bühring, mad)

Carola Patocchi Morniroli: «Mi piace la mentalità dei balinesi»

Vive a Bellinzona, la sua città natale, per 46 anni. Poi, di colpo, sente la necessità di dare una svolta alla sua vita. Ora con il marito gestisce un hotel in Indonesia. — di SARA BÜHRING

I balinesi sono noti per la loro straordinaria capacità di celebrare la bellezza e la grazia nella vita di tutti i giorni. Questa è la filosofia che ha spinto Carola Patocchi Morniroli a espatriare, scegliendo Bali come nuova casa. «Sono nata a Bellinzona, negli anni in cui la pianura di Magadino era piena di pascoli e campi». Carola ha sempre amato la sua cittadina, con i castelli e le vecchie abitazioni del nucleo: «è sempre stato un luogo piacevole e a dimensione d’uomo».


L'intervista ad «Albachiara»


Dopo molti anni nella sua città, Carola inizia tuttavia a sentirsi irrequieta: «Ho sempre lavorato nel campo sociale e medico e i primi anni sono stati bellissimi. Il mio lavoro mi piaceva molto, eppure ad un certo punto la mia visione delle cose ha iniziato a cambiare, le mie priorità sono diventate altre».



Nasce così il desiderio di un cambiamento radicale. «La Svizzera mi piace moltissimo, alla fine abbiamo tutto: le montagne, il lago, il mare relativamente vicino. Ma il ritmo è troppo frenetico, non c’è tempo per fare qualcosa per sé e la vita è diventata molto cara». Di colpo, Carola sente la necessità di partire. «Certo, le radici sono importanti, ma abbiamo anche le gambe, e le gambe sono fatte per spostarsi. Mi sono resa conto di aver vissuto sotto una campana di vetro, ma a un certo punto la campana è diventata soffocante e ho sentito l’esigenza di un mutamento netto».

Il sogno prende forma
Nella primavera del 2015 Carola decide di buttarsi in una nuova avventura. «Con mio marito Luca ci è sempre piaciuto viaggiare e durante i nostri giri abbiamo spesso raccolto idee e preso spunti nei diversi alberghi dove abbiamo alloggiato. Insomma, piano piano è iniziato a germogliare in noi il pensiero di avere un alberghetto tutto nostro».
Carola e Luca conoscono già Bali perché vi sono stati in viaggio di nozze, e proprio il bel ricordo li spinge a scegliere quella destinazione come meta per l’espatrio. In particolare, il fatto di entrare in contatto con altre culture piace molto a Carola: «Mi è sempre piaciuta l’Asia e la possibilità di una vita molto più flessibile rispetto a quella occidentale. E di Bali mi piace molto la mentalità della gente, la religione induista. È brava gente, sono pacifici e disponibili».
Con l’idea di guardarsi intorno alla ricerca del luogo perfetto, Carola visita un piccolo resort in vendita appena fuori dal villaggio di Ubud. «Quando ho visto questo piccolo hotel mi sono subito sentita a casa. Ho capito: il momento è adesso!». Ritemprata ed entusiasta, Carola è pronta a dare la tanto agognata svolta decisiva alla sua vita. Tornata in patria per fare le valigie, nel luglio dello stesso anno Carola parte col marito per diventare un’albergatrice in Indonesia.
Durante il primo periodo balinese la coppia ripercorre i luoghi visitati durante il viaggio di nozze. «All’arrivo sono stata travolta dai profumi d’incenso, che s’iniziano a percepire non appena si mette piede fuori dall’aereo. E poi l’accoglienza della gente. Una sensazione incredibile».


Meta di artisti e viaggiatori già dai primi del Novecento, Bali è una sorta di isola delle meraviglie: «Sull’isola ci sono migliaia di templi, altari, statue, attorniate da foreste e terrazzamenti di risaie. I balinesi porgono le loro offerte agli dèi quotidianamente, affinché si prendano cura dell’ordine cosmico». Il desiderio di conoscere la spinge a relazionarsi immediatamente con la cultura locale, a seguire cerimonie, funerali, matrimoni. «L’isola di Bali mi permette di trovare ancora momenti in cui resto estasiata da ciò che mi circonda. Io m’imbuco, vado; francamente sono curiosa, voglio vedere come funziona. E le usanze locali mi interessano molto».

Unʼoasi di spiritualità
L’Hotel Villa Ubud è un gioiellino: immerso tra le risaie, irradia tranquillità. All’ingresso, una statua di Ganesha, divinità della prosperità e fortuna, crea un’atmosfera spirituale, mentre all’interno della proprietà, le camere si affacciano sulla piscina bordata dal giardino tropicale. Da sempre attratta dalle filosofie orientali, ogni mattina Carola abbellisce con i fiori la statua del dio elefante: «Io sono molto spirituale e condivido con i balinesi il loro rispetto verso le divinità. Andare nei templi a pregare, andare al palazzo delle acque a purificarmi, mi fa stare bene. E il Ganesha in giardino è il nostro protettore».
Iniziare un’attività nuova in un paese che non è il proprio non è certo semplice, ci vuole un po’ di tempo per ingranare. Albergatori non si nasce, si diventa. Con caparbietà e dedizione, ma anche con umiltà, curiosità ed empatia per quello che ci circonda. «Una volta che vivi il luogo ti rendi conto di quello che c’è da rifare, cambiare, rinnovare. Quindi ci abbiamo veramente messo un sacco di energie e ora abbiamo reso l’albergo davvero nostro!».

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