Casanova versione 2.0

L’obiettivo degli «artisti del rimorchio» è quello di sedurre le donne. Il loro campo di allenamento è la strada. Pregi e difetti degli approcci di oggi. — ANDREA SCERESINI

Si chiamano Pick-up artist, in codice «Pua»: gli artisti del rimorchio. Sedurre le donne è la loro ragione di vita. Lo fanno scientificamente, affinando nuove tecniche, allenandosi con metodo e condividendo le proprie esperienze. Tutto iniziò nel 2005, quando il giornalista statunitense Neil Strauss pubblicò «The Game: la bibbia dell’artista del rimorchio». Nel 2008 il gruppo sbarcò in Italia, dove ogni anno, quasi 500 persone, anche svizzeri, frequentano i corsi di seduzione.

L’addestramento dura due giorni (690 euro il costo). Le principali tecniche di seduzione sono state codificate in un vocabolario «segreto», riservato agli iniziati. Ecco allora la «3s rule», che impone di non lasciar passare più di tre secondi tra il primo contatto visivo con la «Hb» di turno – ovvero, la ragazza che si vuole puntare – e l’«apertura del set», cioè l’approccio.

Il codice dell’approccio
Gli obiettivi possono essere molteplici: si va dal «@close», cioè l’ottenimento di un contatto telematico al «#close» – il numero di telefono – al «*close» – ovvero il bacio. Le esercitazioni pratiche vengono effettuate per strada, nelle vie centrali della città, sotto lo sguardo severo degli istruttori. I nuovi Casanova sono in continua crescita, hanno varcato i confini italiani e sono già sbarcati in territorio elvetico. Michele (44 anni), vive a Ginevra e si occupa di informatica e finanza. Il mondo dei «Pua» lo ha scoperto navigando sul web. Sei mesi fa ha partecipato al suo primo seminario, e da allora ha preso a esercitarsi con assiduità.

Questione di stile
«Il nostro network si basa su un’ampia rete di gruppi Facebook, forum online e liste di WhatsApp. È un modo per restare in contatto, aggiornandosi e raccontandosi le proprie esperienze. Chi vuole può chiedere consiglio agli istruttori, che mettono a disposizione degli allievi nuovo materiale didattico. Certo, la Svizzera è un terreno ostico: abbordare una sconosciuta lungo il marciapiedi non è comune. Eppure, ci si prova lo stesso. In genere mi faccio affiancare da una spalla, un amico, affascinato da questo ambiente», afferma Michele.

Una pratica che va sempre più di moda, nonostante le perplessità degli esperti: «Questi seminari si basano sull’emulazione di precisi modelli comportamentali – spiega lo psichiatra e sessuologo italiano, Marco Rossi –. È come chiedere a un aspirante pittore di riprodurre alcune celebri opere del passato. Per quanto impegno possa metterci, egli non diventerà mai un vero artista: al
limite, sarà un buon copiatore. Lo stesso vale per la seduzione, che è una faccenda personale e intricatissima. Ridurla a un semplice corollario di regole è un errore».

Modello comportamentale
Eppure il fenomeno è in crescita. Lo sostiene Louis Nicoletta, il fondatore del gruppo: «Non abbiamo conosciuto crisi, perché le faccende di cuore sono fondamentali per ciascuno di noi. Quando parliamo di amore, generalmente non badiamo a spese. Abbiamo avuto a che fare con soggetti di ogni genere, compresi molti casi disperati: uomini che non avevano mai baciato una donna, e che appena si trovavano a tu per tu con un’esponente del gentil sesso non riuscivano più a spiccicare una parola. Come è finita? Applichiamo la clausola soddisfatti o rimborsati: nessuno ci ha mai chiesto i soldi indietro».

Insomma: è veramente tutto oro quel che luccica? La risposta più assennata – come spesso accade – si situa nel mezzo. «Frequentare i “Pua” può non essere del tutto svantaggioso, specie per certe categorie di persone – chiosa il sessuologo Rossi –. Penso ai timidi, ad esempio, o a coloro che non riescono a sbloccarsi. Improvvisandosi latin lover, essi riusciranno forse a superare alcuni loro complessi. Detto ciò, una cosa deve essere ben chiara a tutti: l’arte della seduzione non si apprende sfogliando un manuale».

Conquistare una donna è spesso una faccenda di pura volontà. Così almeno sostengono i «Pick-up artist».


Regola numero uno: imparare a osare. Lanciarsi in una conversazione con una estranea è un primo passo importantissimo.

Regola numero due: allenarsi costantemente, comportarsi come se nella propria testa fosse scattato un interruttore. Ogni volta che si vede una ragazza carina, in strada, in ufficio o in discoteca, bisogna cercare di parlarci.

Regola numero tre: mai mostrarsi bisognosi di attenzione o di affetto. Lasciate che sia lei a inseguire voi, non il contrario – dicono i Casanova –. Voi conducete il gioco.

Regola numero quattro: mai farsi cogliere dall’insicurezza. È come in una partita a scacchi, ogni mossa è fondamentale: chi tergiversa finisce per essere «friendzonato» (ovvero, trattato come un semplice amico). È questo, purtroppo, è il rischio più comune! Parola dei «Pua», i «Pick-up artist».

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