il dottor Tenzin Tahye e Herbert Schwabl CEO di Padma.

Medicina tradizionale tibetana

Ai piedi dellʼHimalaya, lʼIstituto di medicina tibetana Men-Tsee-Khang festeggia 100 anni di attività. Per lʼoccasione anche una delegazione elvetica si è recata in India. — RAFFAELA BRIGNONI

Dharamsala, nell’Himachal Pradesh nel nord dell’India, è uno scorcio di Tibet. Qui si possono ammirare le cime innevate dell’Himalaya, e qui si trovano il parlamento dei tibetani in esilio e la residenza del Dalai Lama. Proprio accanto, c’è un grande monastero. Pur essendo un edificio recente, gli interni sono decorati come in un tempio antico, a testimonianza della volontà di conferire una storia a questo luogo, e di mantenere vivo il patrimonio culturale tibetano in terra d’esilio. Nelle piccole botteghe del centro si trovano numerosi thangka: tradizionali tessuti dipinti a mano. Diversi rappresentano un Buddha blu lapislazzulo: è il protettore della medicina.


Un thangka raffigurante il protettore della medicina.


Quello della medicina è un capitolo importante della cultura tibetana, e tramandare questa scienza è anche un modo di rafforzare i legami con le proprie origini. «Quando ero bambino in Tibet, il governo cinese colpiva chi possedesse libri di medicina. I medici non potevano preparare i farmaci o prescriverli in quantità sufficiente. Questo allora mi aveva molto impressionato» racconta Tenzin Tahye, che nel frattempo è diventato monaco buddista e medico tibetano. Tahye fa parte del team di dottori che a turno accompagnano il Dalai Lama nelle sue trasferte e pratica in molte delle 56 cliniche dell’Istituto di medicina tibetana Men-Tsee-Khang sparse in tutta l’India. La sede fu inaugurata dal Dalai Lama in persona qui a Dharamsala nel 1961. L’istituto, originariamente fondato in Tibet nel 1916 dal Dalai Lama precedente, trovò esilio in India. E quest’anno, dopo tante vicissitudini, se ne celebra il centenario con vari eventi.

Stupa e bandierine di preghiere a Dharamsala.


Difficile di fronte a un medico in saio, non abbordare il tema della religione. «Il buddismo può venire in aiuto al malato, ma i nostri rimedi si basano sulle sostanze, non sulla fede. È per questo che chiunque può trarne beneficio. I nostri preparati contengono più componenti (erbe officinali e minerali, dalle 3 alle 50 componenti e così fino a 10mila molecole in piccolissime dosi, ndr) perché partiamo dal presupposto che assumere un’erba sola, possa sì curare il male, ma pure avere un’efficacia troppo forte e provocare effetti collaterali. Sintetizzando, si potrebbe dire che l’80% delle componenti dei nostri farmaci servano a combattere la malattia e il 20% a rendere sopportabile la terapia» spiega Tahye.  «Un tempo per noi non era importante avere le prove scientifiche che dimostrassero l’efficacia dei nostri farmaci. Ci bastava che funzionassero. Oggi invece siamo convinti della necessità di dover presentare le prove scientifiche, e in questo la nostra medicina è ancora un po’ debole» ammette con modestia il dottore.

Tradizione e modernità
«La medicina tradizionale tibetana ha ai miei occhi il grande vantaggio di poter vantare una ricca storia, ma allo stesso tempo di non essersi chiusa in se stessa, di non temere le critiche e il confronto con la modernità» commenta il professor Reinhard Saller, che nel 1994 fu il primo professore in medicina naturopatica all’Ospedale universitario di Zurigo, la prima cattedra di questo tipo in Svizzera.


Il Dalai Lama in occasione del centenario dellʼIstituto Men-Tsee-Khang

Saller, assieme a rappresentanti della ditta farmaceutica elvetica Padma, l’unica a produrre farmaci moderni su ricetta tibetana in Occidente (cf. box), fa parte di una piccola delegazione proveniente dalla Svizzera che partecipa alle celebrazioni del centenario dell’Istituto Men-Tsee-Khang. Tra canti e allocuzioni di rito delle autorità, in un’atmosfera poco usuale per i nostri standard, ricercatori per lo più europei si susseguono sul palco per presentare il frutto del loro lavoro. Giacche e cravatte da un lato, costumi tradizionali e sai dall’altro, uniti da uno scopo comune: trovare soluzioni mediche universali. Un lavoro per niente scontato quando i due mondi parlano linguaggi diversi.

Una farmacia di medicinali tradizionali tibetani.


Nella rappresentazione tibetana, la malattia è la conseguenza, tra le altre cose, di uno squilibrio tra gli elementi di cui è composto il corpo dell’uomo e del suo stato «psicologico» influenzato dai «veleni dello spirito» (desiderio, odio e ignoranza). Il medico non cura solo la malattia, ma la persona nel suo insieme, secondo un approccio olistico. Il ruolo del medico è quello di aiutare il paziente a ristabilire l’equilibrio, con un cambiamento dello stile di vita, dell’alimentazione o con l’assunzione di farmaci. I termini utilizzati sono quelli di energie, fuoco, aria… Questo linguaggio può lasciare perplesso un occidentale, ma sarebbe un errore considerarlo astruso o esoterico. Come spiega Herbert Schwabl, biofisico e CEO di Padma, quando in alcuni casi un medico tibetano diagnostica, per esempio, un’energia troppo calda nel corpo, un dottore occidentale parlerebbe di infiammazione. Per frenare quella «energia troppo calda», i tibetani hanno sviluppato farmaci che le ricerche hanno dimostrato possedere proprietà anti-infiammatorie.


«Da 40 anni, gran parte del nostro lavoro consiste nel tradurre il sapere antico della medicina tibetana in un linguaggio moderno. Se la medicina occidentale si è rivelata efficace nel trattare malattie acute, quella tibetana ha registrato grandi successi nella cura di quelle croniche. Non si tratta di cambiare completamente le nostre abitudini o di abbandonare le nostre tradizioni, e nemmeno di dover scegliere un solo sistema a scapito dell’altro, ma di modulare e prendere quello che serve per curare una determinata malattia e aiutarci a condurre una vita sana» chiosa il biofisico.


Prevenzione e cura
Una vita sana non è solo combattere la malattia, ma evitarne l’insorgere. «Se nella medicina convenzionale, prevenzione e terapia sono distinti, nella medicina complementare, invece, vanno mano nella mano» sottolinea il professor Saller. La conferma arriva dal dottor Tahye: «La digestione è un punto cruciale nella salute. Con un’alimentazione corretta, si potrebbe evitare l’insorgere di molti mali. In Occidente, per esempio, bevete molti caffè e bibite zuccherate fredde – ci punzecchia il dottor Tahye con un sorriso –, in India invece si esagera con lo zucchero nel tè…».

Un monaco nel complesso del tempio del Dalai Lama a Dharamsala.


Coreografie e danze aprono i festeggiamenti del centenario. Si susseguono i discorsi delle autorità, ma l’emozione si fa palpabile quando il Dalai Lama, con la sua proverbiale espressione serafica prende il microfono: «La nostra tradizione medica deriva da diversi sistemi: tibetano, ayurvedico, cinese e greco-persiano. Anche oggi dovremmo incontrarci con specialisti di tradizioni diverse, discutere e scambiare le nostre conoscenze. Non dobbiamo basarci unicamente sui quattro tantra (i testi di base della medicina tibetana, ndr), ma tener conto anche delle altre scoperte. Non sono tempi in cui essere compiacenti, dobbiamo invece ampliare i nostri interessi e scoprire cosa possiamo apportare agli altri e cosa possiamo imparare dagli altri». Il pubblico è visibilmente commosso. Non è un effetto placebo. Le parole sagge possono essere un balsamo. Per anima e corpo.

Il nome dell’azienda «Padma» ricorda il primo medico tibetano in Occidente, il buriato Sul Tim Badma.

Un discendente di questo dottore, affidò una collezione di ricette di rimedi naturali allo svizzero Karl Lutz, che nel 1969 fonda Padma Ag e dà inizio alla produzione di farmaci su ricette tradizionali ma secondo direttive di qualità svizzere. Il farmaco più conosciuto è il Padma 28. Si tratta della 28ma ricetta di questa collezione ed è utilizzato in caso di disturbi della circolazione e di infiammazioni croniche. Padma 28, Padma Lax (lassativo) e Padma Digestin (per disturbi digestivi) sono disponibili nelle Farmacie Coop Vitality. Altre 7 ricette sono in vendita unicamente nel semi cantoni di Appenzello Esterno.

Per maggiori informazioni:   


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