Chiara Orelli Vassere è direttrice della sezione ticinese del Soccorso operaio svizzero (SOS Ticino).

Sui rifugiati

Il 20 giugno è la Giornata internazionale dedicata agli stranieri in fuga dai propri Paesi. Incontro-riflessione con Chiara Orelli Vassere la direttrice della sezione ticinese del Soccorso operaio svizzero (SOS Ticino) — GIORGIA VON NIEDERHÄUSERN

Lunedì prossimo ricorre la Giornata internazionale del rifugiato. Istituita dalle Nazioni Unite nel 2001, cade ogni anno il 20 giugno. Un’occasione per un incontro-riflessione sulla loro presenza nel nostro territorio con la direttrice della sezione ticinese del Soccorso operaio svizzero (SOS Ticino), Chiara Orelli Vassere. L’accompagnamento e l’inserimento nel nostro contesto dei rifugiati riconosciuti (con permesso B), delle persone ammesse provvisoriamente (permesso F), così come dei richiedenti l’asilo (permesso N) sono tra i compiti principali dell’organizzazione umanitaria senza scopo di lucro.

Signora Orelli Vassere, I princìpi del diritto federale sull’asilo sono per la rapida integrazione dei rifugiati e contro la marginalizzazione dei migranti. Il Ticino è spesso additato come cantone xenofobo. Pregiudizio o realtà?
In Ticino convivono due tendenze contrastanti: c’è certamente apertura e disponibilità al confronto con l’altro, ma vi è anche chiusura e intolleranza. Quello della migrazione è un tema molto mediatizzato e soggetto a strumentalizzazione. Così si crea una sproporzione tra rappresentazione e realtà, su cui è poi facile innestare una stigmatizzazione. Mi piacerebbe si ragionasse sulla base di dati reali e non si facessero generalizzazioni inopportune: i richiedenti l’asilo non sono una categoria, sono individui, e il giudizio di chiunque ne deve tenere conto.

Sta di fatto che in Ticino negli ultimi cinque anni il numero delle domande d’asilo è cresciuto più del 50%. Un aumento del quale avrete risentito anche voi…
Sì, sentiamo da tempo una pressione accresciuta sui nostri servizi, soprattutto con l’aumento di richieste da persone provenienti da Eritrea, Afghanistan e Siria. Previsioni sui flussi migratori sono sempre difficili da fare e occorre un certo tempo di reazione per rispondere adeguatamente alle emergenze, oltretutto potendo contare su risorse limitate del Cantone.

Avete anche sostegno da parte di singoli privati? Oltre a donazioni libere, che cosa può fare chi vi vorrebbe aiutare?
Il volontariato è una risorsa preziosa. Abbiamo alcuni volontari che ci stanno dando sostegno, accompagnando i nostri utenti soprattutto in ambito linguistico e scolastico.

Vi coordinate con organizzazioni come la Croce Rossa e altre associazioni a scopo benefico, ma meno con enti religiosi. Come mai?
La collaborazione con la Croce Rossa è da tempo collaudata. Vi è poi un’ampia rete sociale, che include fondazioni e associazioni, cui facciamo reciproco riferimento. In Ticino il ruolo della Chiesa è meno vistoso che in altre realtà nazionali, ma non so dire se questa minore visibilità corrisponda a una minore incisività d’azione. Si sono fatti alcuni sforzi specifici e locali, ma saluterei con piacere un accresciuto impegno della Chiesa come istituzione collettiva. Sono convinta che favorirebbe anche un maggiore coinvolgimento della popolazione in concrete azioni di solidarietà.

Sulla riforma della legge sull’asilo votata il 5 giugno scorso la rete SOS si era espressa a favore. Siete soddisfatti dell’esito (68,8% di sì)?
Sì, perché la velocizzazione della procedura d’asilo riduce la fase di incertezza nell’attesa dell’esito, fase durante la quale le persone non possono accedere, se non in modo estremamente ridotto, a misure di integrazione. La riforma va dunque a favore della promozione dell’inserimento dei migranti nel nostro contesto. Un inserimento che presuppone, accanto all’impegno del migrante, anche l’attivazione del contesto locale. Non vi può essere integrazione là dove non c’è comunicazione. Speriamo che questo miglioramento normativo riesca a tradursi anche in un miglioramento effettivo di questo processo di conoscenza e rispetto reciproco.  

Eppure, riguardo alla riforma dell’asilo, la rete SOS, nella sua presa di posizione, aveva comunicato di nutrire alcune riserve...
La modifica non corrisponde all’ideale di legge sull’asilo. Tuttavia, accanto alla velocizzazione delle procedure, vi sono alcuni aspetti di miglioramento importanti, quali la rappresentanza giuridica, cioè la possibilità che un richiedente
l’asilo riceva una consulenza neutrale sui suoi diritti e doveri. Inoltre, minori non accompagnati, anziani e altri singoli più fragili potranno godere di una più ampia protezione. Un indubbio miglioramento della situazione.

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