Una vista di Chiasso.

Chiasso, città vera

Chiasso è a un punto di svolta: la prospettiva di diventare città, gli sviluppi economici, la vicinanza con Como. Ne abbiamo parlato col sindaco uscente.

Moreno Colombo, sindaco uscente di Chiasso, ne è convinto: la cittadina di confine si avvia verso un futuro radioso. Le premesse sono buone, anche se ci vorrà ancora molta volontà politica.

Sindaco Colombo, «otto anni erano previsti e otto anni saranno» ha detto di recente. Dunque non ci sarà nessun ripensamento in vista delle elezioni comunali del 2016?
Penso proprio di no, visto anche che il mio partito, il Plr, sta già allestendo le liste. Ho fatto la mia scelta.

Negli ultimi anni Chiasso ha investito parecchio denaro per abbellire il centro città; eppure nell’immaginario collettivo Chiasso rimane una cittadina di confine associata a traffico e al centro di registrazione per richiedenti d’asilo. Come mai non riesce a uscire da questa immagine?
Dal mio punto di vista, l’ostacolo maggiore si trova nell’atteggiamento di alcuni media. Se succede qualcosa a Chiasso c’è sempre un titolo a caratteri cubitali, se succede una cosa grave in un piccolo paesino la logica è diversa. Ma va anche detto che effettivamente Chiasso si trova in una situazione territoriale particolare. È stata una cittadina prospera quando il business era molto facile. Si apriva un negozio e si facevano subito tanti biglietti da mille. Tempi passati. L’economia è cambiata.


Moreno Colombo guarda con ottimismo al futuro di Chiasso.

Con quali conseguenze?
Purtroppo anche i privati, come i proprietari di immobili, si sono fermati e il parco immobiliare ha sofferto il degrado. In questi anni, il nostro comune ha fatto un grande lavoro di riqualifica: pensiamo al Corso San Gottardo, al quartiere Soldini oppure alle nuove «zone 30». Abbiamo investito nelle scuole, e cosi via. Speriamo che queste opere stimolino anche i privati e che nel 2020 Chiasso diventi città svizzera a tutti gli effetti.

In centro città diversi negozi hanno chiuso i battenti e sono diventati uffici. Che futuro ha il commercio nella città di confine?
Devo precisare che otto anni fa la situazione era ancora più drammatica, con un maggior numero di negozi chiusi. Ma è vero, c’è una certa sostituzione dei negozi con servizi. Come autorità abbiamo fatto la nostra parte, creando ad esempio posteggi attorno al centro con la prima ora gratis e vogliamo triplicare il loro numero. Ma non possiamo fare miracoli, il commercio si deve autoregolare. Sono convinto però che entro pochi anni Chiasso avrà un’altra visibilità.

Anche con una popolazione in crescita?
Abbiamo appena lanciato un’azione per incentivare il trasferimento nel nostro comune. Ci sono circa 200 appartamenti liberi da affittare. Vogliamo arrivare a 10mila abitanti.

Le FFS, entro il 2021, investiranno a Chiasso oltre 220 milioni di franchi per ammodernare e aumentare la capacità di tutto il comparto ferroviario viaggiatori e merci. Cosa significa per voi?
È molto importante, visto che un terzo del nostro piccolo territorio è occupato da strutture ferroviarie. Siamo contenti che si investa in questo ambito, ma verranno fatti investimenti anche nella stazione, dove avrà sede la Scuola specializzata superiore di tecnica dell’abbigliamento (Sta), una scuola importante con 400 allievi e 60 docenti, importante anche per la sua vicinanza con Milano. In futuro è poi previsto che si liberino 30mila metri quadrati dell’area ferroviaria. Spazio che permetterà nuove iniziative private.

Chiasso dispone anche di un’offerta culturale notevole, ma poco conosciuta al di fuori del distretto…
È vero. Adesso tutti parlano del LAC a Lugano. Ma noi abbiamo già investito acquistando il Museo M.A.X. Riteniamo che, pur non disponendo di capitali ingenti, si debba investire nella cultura. Inoltre cerchiamo di coinvolgere maggiormente i comuni limitrofi.

Si soffre delle aggregazioni mancate?
Chiasso conta 8.300 abitanti, durante il giorno siamo 20mila. Ma nelle vicinanze abbiamo Como, con 90mila abitanti, dunque dieci volte la popolazione di Chiasso. Io sono un sostenitore convinto delle aggregazioni, ma da solo non posso fare niente. Credo che il tema di un nuovo comune unico nel Mendrisiotto debba essere ripreso.

Una fusione che Chiasso sogna per l’anno 2030?
Chiasso a questo punto deve appartenere al nuovo comune che sarà costruito con gli altri 11 comuni del distretto. Un comune che avrà chance per il futuro.

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Testo: Gerhard Lob
Foto: Ti-Press
Pubblicazione:
lunedì 02.11.2015, ore 00:00


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