Sofia nel 2015 è stato il nome più gettonato dai neo genitori della Svizzera italiana. (Foto: Keystone)

Come chiamo mio figlio? Con un nome breve e musicale

Ogni genitore è convinto di scegliere il nome più bello per il proprio figlio. La tendenza attuale penalizza i nomi di battesimo tradizionali. Intanto, il nome più usato del 2015 è Sofia. — di CARMELA MACCIA

Gisèle è nata il 31 luglio 2016 all’ospedale regionale di Bellinzona e Valli; Ashton, invece, è nato il primo agosto al nosocomio di Mendrisio. Entrambi i nomi non figurano tra i primi nella classifica pubblicata dall’Ufficio federale di statistica. Nel 2015, a livello nazionale, Noah, Liam e Luca sono quelli più diffusi tra maschietti (44.650 neonati). Sono Mia, Emma e Lara tra le femminucce (41.900 neonate). Nella Svizzera italiana a guidare la graduatoria maschile è Leonardo; Alessandro e Liam condividono il secondo rango. Al femminile, Sofia è al primo posto, seguono Emma e Noemi. Una hit parade di nomi scelti, dopo lunghi conciliaboli tra mamma e papà. Dalla nuova classifica si conferma che la tendenza non è quella di trasmettere il nome degli avi, quanto quello di sceglierlo perché è armonico, semplice e breve. Spesso il nome di battesimo dei neonati fa riferimento a quello di personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. Meno evidente, invece, che si evochi uno scienziato. Nel 2015, Albert non è tra i primi venti nomi preferiti, sebbene la teoria della relatività di Einstein compisse 100 anni. Nomi come Samuel, Anna e Alexander ricorrono spesso nel tempo, ma con motivazioni diverse. In passato, Anna si sceglieva per ricordare la santa, oggi si predilige perché è breve e facile da pronunciare. 

Ma come si compone il nome di una persona? Gli elementi da considerare sono tre: il nome proprio, il nome di famiglia (cognome) e il soprannome. I Romani usavano dare alla prole il nome individuale, quello gentilizio (della famiglia di appartenenza), cui seguiva il soprannome. E i Greci, invece, trasferivano il nome anche ai figli: il «Pelide Achille» dal nome del padre Peleo. Nei cognomi irlandesi la discendenza dell’avo si indica con il prefisso «O’», ad esempio, John O’ Brian (di Brian). Nei paesi scandinavi la desinenza «son» per gli uomini e « dóttir» per le donne fa a sua volta capo al nome del padre: Siguròsson, e Gunnarsson hanno animato le nostre serate di inizio estate.

Cambio nome…
Attila, invece, ci riporta al condottiero Unno che si guadagnò il soprannome di «Flagello di Dio», per la sua ferocia. Si diceva, che dopo il suo passaggio non sarebbe più cresciuta l’erba. Questo per dire che le gesta positive o negative possono determinare il soprannome. Un recente sondaggio britannico rivela che il 20 per cento delle mamme vorrebbe cambiare il nome di battesimo del figlio, perché non le piace più, perché non si addice al figlio… Ma si può cambiare nome? «No, se il nome di battesimo non piace, ma un nome che può pregiudicare l’attività lavorativa e sociale, ad esempio, Satana, sì», risponde l’avvocata Micaela Antonini Luvini. Per cambiare nome bisogna essere maggiorenni, mentre il minorenne può fare richiesta motivata al Consiglio di Stato, se assistito da un avvocato. Sono vietati i nomi che fanno riferimento a oggetti comuni, mentre Franco, che ricorda la nostra moneta, è corretto. Alle nostre latitudini ha fatto discutere il nome Andrea, dato a una femminuccia, visto che da noi è un nome maschile. Tuttavia lo si accettava, se il cognome era di origine svizzero-tedesca. Ora, è prassi che il nome vada a braccetto anche con un cognome ticinese.

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