Come? Se l’udito fa cilecca

Compensare un difetto di vista con una correzione non è un problema. Al contrario, portare un’audioprotesi è più delicato. — Thomas Compagno

27 anni, Carmen Frischknecht (50) ha scoperto di soffrire di un deficit uditivo genetico. Ma non voleva portare un apparecchio acustico. Per quasi 20 anni, l’ex assistente di volo e oggi impiegata di commercio, ha rinunciato per vanità a portare un’audioprotesi. «Che qualcuno possa soffrire di problemi dell’udito in giovane età è piuttosto raro – spiega Luca Mastroberardino (46), portavoce dell’associazione svizzera dei fabbricanti di apparecchi acustici –. Molti attendono troppo a lungo, prima di confidare i loro problemi di udito a un audioprotesista o a un medico». I maggiori problemi all’udito sono causati da danni al labirinto, dall’invecchiamento, dalle emissioni eccessive di rumore, oppure da medicamenti aggressivi per l’udito. In questi casi le cellule ciliate del labirinto perdono la mobilità, e non sono più in grado di trasformare i toni in impulsi nervosi. Questo deficit può essere corretto con un apparecchio acustico. I maggiori rischi per l’udito possono essere il rumore sul posto di lavoro, la partecipazione ai concerti, le uscite in discoteca, come pure l’elettronica da intrattenimento, sostiene il responsabile della Phonak, Mastroberardino: «Bisogna essere prudenti anche con l’utilizzo di cuffie per i supporti mobili».


Suoni di sottofondo
Le limitazioni nella vita di Carmen Frischknecht erano evidenti. «Sono una persona che sta volentieri fra la gente e ama comunicare, ma mi sono chiusa sempre di più in me stessa». Il problema si accentuava in presenza di suoni di sottofondo, come nei ristoranti. «Si cominciano a evitare queste situazioni, si cerca di capire meglio la conversazione a due leggendo le labbra, ma a un certo punto non ci si riesce più», racconta Carmen Frischknecht. Anche sul lavoro ha incontrato sempre più problemi. «Come posso comunicare in una lingua straniera se non riesco a capire bene nemmeno la mia lingua madre?». A 45 anni ha dovuto appendere al chiodo il lavoro di receptionist. Lo stress provocato dal calo dell’udito era diventato eccessivo.
Anche Jonas Gassmann (28) ha avuto un’esperienza analoga. In seguito a una grave malattia che ha richiesto una chemioterapia ad alte dosi, il tecnico di radiologia ha subito una perdita dell’udito. Per un anno il giovane, che allora aveva 21 anni, se l’è cavata senza audioprotesi, finché ha notato che si stava ritirando pian piano dalla vita sociale perché non riusciva più a seguire le conversazioni di gruppo. Anche sul lavoro la situazione si era fatta difficile. «Quando un paziente mi diceva che la macchina faceva un rumore strano, rispondevo: io non sento niente. Non potevo più andare avanti così». Secondo Mastroberardino il calo dell’udito non viene preso subito sul serio perché dimiuisce progressivamente, quasi senza accorgersene. «Di solito, con l’ipoacusia (perdita dell’udito), non è che tutti i suoni si abbassano di volume. Si comincia a non capire più singole lettere, come le ‘‘s’’, le ‘‘z’’ e il suono ‘‘sc’’. In un primo momento, il cervello compensa questi vuoti, ma con il passare del tempo disimpara a sentire queste lettere».

«

Molti si recano dal medico troppo tardi»

Luca Mastroberardino, portavoce associazione svizzera fabbricanti apparecchi acustici

Frequenze sonore
Mastroberardino, che è anche direttore della Phonak, azienda produttrice di apparecchi acustici, spiega però che il cervello perde la capacità di distinguere i suoni, quindi è consigliabile non attendere troppo a correggere il difetto. «Il nostro obiettivo principale è far sì che le persone ci sentano bene e possano godere della stessa qualità di vita dei normodotati». Quando le persone non sono più in grado di sentire voci o suoni in diverse situazioni della vita quotidiana, il cervello perde la capacità di percepire i rumori. Le aree cerebrali preposte assumono altre funzioni e non sono più disponibili per alcune frequenze sonore. «Si disimpara a sentire. Nel peggiore dei casi questo disapprendimento diventa irreversibile, pertanto l’uso di un apparecchio acustico si rivela inutile». Né Carmen Frischknecht, né Jonas Gassmann sono arrivati a questo punto. Le audioprotesi sono oggi apparecchi high-tech moderni, che possono intensificare i suoni che servono a chi porta l’apparecchio, come per esempio la voce del proprio interlocutore al ristorante. Entrambi hanno migliorato la qualità della vita. Carmen Frischknecht, per esempio, aveva dovuto lasciare un lavoro come impiegata di commercio, perché senza apparecchio acustico le era impossibile telefonare. Oggi utilizza un dispositivo ausiliare che devia la telefonata direttamente alle sue protesi. Gassmann ha riscoperto come sia bello ascoltare frammenti della vita quotidiana, come sentire il fruscio delle foglie nel vento o lo sciacquio delle onde.


Calo d’udito
I deficit dell’udito non sono una rarità. Lo dimostra un nuovo studio, commissionato dall’associazione svizzera dei fabbricanti di apparecchi acustici (Hearing systems manufacturers – Hsm) e condotto nel 2015 nella Svizzera tedesca e francese. Su quasi 15mila intervistati: un adulto su dieci ha dichiarato di avere problemi di udito. Nella popolazione totale, circa l’8% delle persone accusa un calo dell’udito. La Svizzera è in una posizione migliore di Germania (12,1%), Inghilterra (9,7%) e Francia (9,3%). Tuttavia il dato non consente di sapere se gli abitanti della Svizzera sentano effettivamente meglio. Infatti, l’indagine dimostra che gli svizzeri si sottopongono meno regolarmente al test dell’udito. I costi per un’audioprotesi partono da poco meno di 500 franchi e arrivano fino a 5000 franchi per orecchio. Da un terzo a un quarto del prezzo va per l’apparecchio in sé, il resto è il costo dell’audioprotesista che installa la protesi. Al contrario delle lenti da vista, la regolazione di un apparecchio acustico richiede diverse visite presso l’audioprotesista, durante le quali il paziente racconta le sue esperienze e il tecnico regola il software dell’audioprotesi di conseguenza. Inoltre, l’assicurazione invalidità paga ai dipendenti un fisso di 840 franchi per un’audioprotesi, 1650 franchi per due. Ai pensionati l’Avs corrisponde 630 franchi. Infine, alcune casse malati erogano un sostegno finanziario aggiuntivo.

Perché  la perdita dell’udito e l’apparecchio acustico sono ancora un tabù?
Si tratta di una stigmatizzazione che ha una lunga storia. Una volta, le persone con disturbi dell’udito erano di regola anziane, oppure venivano bollate come stupide. Inoltre, gli apparecchi acustici erano enormi e non li voleva nessuno. 

Che l’udito cali con l’età è un fatto. Quando è necessario rivolgersi allo specialista?
Quando ci si rende conto di far fatica a comprendere le conversazioni di gruppo o in situazioni con rumori disturbanti. Oppure, quando qualcuno ci fa notare che non sentiamo bene.

Bisogna rivolgersi prima a un audioprotesista o a un medico?
Molti pazienti con problemi di udito vanno da un otorinolaringoiatra, che esamina l’orecchio e determina l’entità e la causa del problema. Tuttavia, è anche possibile sottoporsi a un test dell’udito da un audioprotesista.

La perdita di udito soggettiva può avere altre cause?
Raramente può accadere che, nonostante un calo soggettivo dell’udito, il test audiometrico del tono puro o del parlato dia risultati nella norma. In questi casi, il sistema uditivo periferico (orecchio medio, interno e nervo uditivo) funziona, ma il cervello ha difficoltà a filtrare la parte importante dalle informazioni che gli arrivano.

Non sento più tutto, ma non voglio portare un apparecchio acustico. Cosa succede se si attende troppo?
Il nostro cervello richiede un flusso continuo di stimoli da parte dei nervi delle vie uditive. Se non li riceve, si indebolisce rapidamente e le cellule nervose si atrofizzano. I pazienti attendono in media da cinque a sette anni di troppo prima di metter l’apparecchio acustico, a questo punto regolare la protesi diventa più problematico.



Mettete alla prova l’udito:


• Sentite gli altri biascicare?
• Alzate spesso il volume del televisore o della radio?
• Sentite male il trillo del campanello di casa o lo squillo del telefono?
• Seguite con difficoltà una conversazione, quando siete al ristorante?
• Qualcuno vi ha fatto notare che sentite male?
 

Questi possono essere segnali di una perdita di udito. Meglio consultare un otorinolaringoiatra o un audioprotesista. Presso alcune farmacie Coop Vitality, i clienti possono sottoporsi gratuitamente a un test audiometrico e, se necessario, acquistare un apparecchio acustico al prezzo conveniente di 495.– franchi. È possibile scegliere fra quattro modelli preimpostati di audioprotesi Sonetik.

Nell’antichità, I’ipoacusia è stata correlata alla disabilità psichica.

In un manuale di medicina del XV secolo si legge di mettere una mano dietro l’orecchio in caso di disturbi dell’udito.
Nel XVI secolo si comincia a cercare di sostituire la mano con un cornetto acustico. Questi primi strumenti venivano costruiti con lamiere di ferro, argento, legno, gusci di lumaca o corna di animali.

Grazie all’invenzione dell’amplificazione elettrica dei suoni, (1900 circa) compaionoi i primi apparecchi acustici.

Con la miniaturizzazione della tecnologia, gli apparecchi diventano sempre più piccoli. Nel 1940 si trova sul mercato il formato da taschino.
Gli apparecchi acustici di ultima generazione si possono portare all’interno dell’orecchio.

La première di «Hear my story»

In Svizzera gli audiolesi sono almeno 500’000, di cui 10’000 sono completamente sordi. Tuttavia la maggior parte dei non udenti non si considerano come andicappati, poiché possono fare di tutto – tranne che sentire. Vi presentiamo sei personalità forti che vivono appieno la loro vita.

ascoltalamiastoria.ch/

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