Gwenda in compagnia di NAO, robot emotivo presente al Kindercity di Volketswil (ZH).

Con Gwenda un salto nel futuro

LE PREVISIONI Come sarà il Pianeta nel 2050 o nel 2070? Vivremo meglio o peggio? Un breve scorcio su quanto dovrebbe attenderci fra una trentina d’anni riguardo a mobilità, energia, alimentazione, architettura e robotica.

Lei si chiama Gwenda, ha 30 anni e vive nel suo appartamento all’82° piano di una torre di vetro e acciaio interamente connessa alla Rete e che sfrutta l’energia del Sole. Gwenda non è sola: divide il suo spazio con Pepper, un cane meccanico uguale a un chihuahua che ha scoperto in un documentario sugli animali. La sera si rilassa guardando la sua serie televisiva preferita, che non vede gli attori muoversi sullo schermo ultrapiatto e al plasma, ma sotto forma di ologrammi. Mentre scopre le avventure dei suoi eroi virtuali, sgranocchia biscotti proteici contenuti in una scatola pubblicitaria commestibile. Siamo nel 2050.

Non si tratta di fantascienza
Mentre scriviamo queste righe, Gwenda non è ancora nata e verosimilmente il mondo in cui vivrà sarà molto diverso da quello di oggi: almeno è quello che suggeriscono alcune vie che i ricercatori stanno battendo. Non si tratta di pura fantascienza: il mondo sarà più tecnologico e quanto finora è prototipo, domani sarà realtà, come le torri verticali cittadine dove è coltivata la verdura. Un esempio? Il centro Sky Greens di Singapore, dove su un’area di 3,65 ettari si coltivano ortaggi, recuperando l’acqua piovana e sfruttando la luce del Sole. Ogni giorno si produce mezza tonnellate di verdure. E cosa dire della NASA che sta progettando una stampate a tre dimensioni che «sforna» pizze per gli astronauti? Nel campo dell’energia si stanno studiando biocarburanti a base di alghe, mentre nell’alta atmosfera (a circa 10 chilometri dalla Terra) si vorrebbero sfruttare le forti correnti con delle eliche galleggianti… Saremo sempre più connessi tra noi e con le macchine, tanto che potremo conversare con una intelligenza artificiale fatta di circuiti elettronici. Prevedere che cosa succederà tra trenta o cento anni, non è una scienza esatta; possiamo solo azzardare delle supposizioni, mentre per il resto non ci resta che attendere.



Gwenda abita in una città verticale, piena di torri.


Robotica
La frontiera tra uomo e macchina diventa sempre più sottile. In Giappone, ad esempio, sono più di 400mila i robot che già oggi svolgono ruoli tanto diversi quanto sorprendenti: attori di teatro, presentatrici televisive, agenti di relazioni pubbliche nei grandi centri commerciali, infermieri, vigili, ecc. La fiducia che gli uomini nutrono nei confronti dell’intelligenza artificiale pare non conoscere limiti. Basti pensare che il 13 maggio dello scorso anno la società di Hong Kong Deep knowledge ventures, specializzata negli investimenti, ha nominato un algoritmo membro del suo consiglio di amministrazione. La sua missione? Partecipare al processo decisionale all’interno dell’azienda in maniera del tutto indipendente…
Dal settembre scorso anche Canal+ ha il suo cronista di metallo. Come si chiama? Jean-Mi, un robot alto 58 cm che interviene nella trasmissione di Thierry Ardisson «Buongiorno terrestri». Questo robot NAO dotato di capacità cognitive è stato concepito dall’Aldebaran, una società leader mondiale del mercato della robotica umanoide. Quest’anno, a febbraio in Giappone e in giugno a Parigi, Alderaban commercializzerà un robot emotivo – e non domestico – all’indirizzo del grande pubblico: Pepper, il primo robot concepito per vivere assieme a degli esseri umani. Pepper è un compagno capace di comunicare grazie all’interfaccia la più intuitiva tra quelle che conosciamo: la voce, il tatto e le emozioni. Ma non solo, Pepper è anche in grado di interpretare le vostre emozioni. Se ridete spensierati, saprà che siete di buon umore. Se corrucciate la fronte, Pepper comprenderà che qualcosa vi preoccupa. Anche il Kindercity di Volketswil (ZH) si è dotato di alcuni robot NAO come compagni di gioco dei bambini.

Mobilità
Paolo Della Bruna, esperto di mobilità per l’Associazione Svizzera Energia, premette che è molto verosimile che ciò che possiamo immaginare oggi per il 2050 si avvererà solo in parte e che vivremo per contro modifiche oggi del tutto inaspettate. Un esempio? «Negli anni ’70 ci si immaginava un 2000 con astromobili a levitazione magnetica… In realtà siamo passati dalla Golf I alla Golf IV (adesso siamo alla VII)». Per contro, internet era allo stadio embrionale e nessuno immaginava il suo reale impatto nella nostra quotidianità. È verosimile che gli ingorghi non spariranno, anzi, aumenterà la domanda di mobilità. Sempre più persone utilizzeranno i mezzi di trasporto collettivi. Aumenterà la «mobilità combinata» cioè la possibilità di usare diversi mezzi per le tratte dei nostri spostamenti: mezzo privato, mezzo pubblico, car- o bikesharing, fino alla condivisione di tratte su mezzi semi-privati (taxi su chiamata, sistemi di car-pooling e forme ibride). Avremo veicoli che consumeranno sempre meno (le auto «da 1 litro»), aumenterà il numero dei veicoli con propulsione alternativa, da quella elettrica all’idrogeno. In futuro le tecnologie di assistenza alla guida si evolveranno ancora di più, permettendoci per esempio di circolare accodati senza bisogno di intervenire su volante e freni.

Architettura
I professori del Politecnico di Zurigo, Fabio Gramazio e Matthias Kohler, si occupano da anni della zona di frontiera tra robotica e architettura. Nella loro installazione Flight Assembled Architecture, robot volanti  costruivano una visione architettonica per il futuro. Diversi cosiddetti quadrocopter lavoravano contemporaneamente, alzando e trasportando più di 1.500 elementi e componendoli in modo da formare una struttura urbana complessa. Nel 2011 è così nato il modello per una torre abitativa multifunzionale alta 600 metri in grado di ospitare 30mila persone: una vera e propria città verticale. Il modello della torre è ora esposto al Centre Frac di Orléans.

Energia
Consumeremo meno petrolio e saremo più intelligenti nelle nostre scelte «Non ci sarà emergenza energetica: forse ci sposteremo meno, cambieremo qualche nostra abitudine, ma in compenso utilizzeremo in modo più intelligente e razionale energie, prodotti e  mezzi» afferma Roman Rudel, direttore dell’Istituto di sostenibilità applicata all’ambiente costruito della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana: «È difficile fare previsioni, ma di certo sfrutteremo maggiormente le energie rinnovabili (e qui il potenziale è enorme), ridurremo le emissioni di CO2 e, per esempio, le nostre case produrranno più energia di quella che realmente ci servirà. Il problema sarà lo stoccaggio di queste eccedenze energetiche».

In un futuro abbastanza roseo, Rudel vede tante opportunità; con piccoli cambiamenti culturali potremo aver bisogno di meno energie. «Basterebbe» diventare vegetariani per ridurre del 30% le emissioni di CO2, montare pannelli solari sui tetti e facciate di casa, passare alla geotermia a bassa profondità, per avere addirittura un’eccedenza di energia: «Forse l’acqua calda sarà un problema: occorre ancora molta energia per riscaldarla, ma con la tecnologia e il nostro Sole ovvieremo a questa difficoltà: basti pensare che bastano circa 500 kmq di pannelli fotovoltaici per soddisfare tutto il fabbisogno mondiale d’energia».

Speranze personali per il 2015

Tra le grandi sfide del futuro c’è l’alimentazione

Qual è l’obiettivo della creazione del centro di ricerca nutrizionale del Politecnico di Losanna?
L’alimentazione e la scienza nutrizionale evolvono rapidamente e presentano importanti sfide. Stiamo entrando in una fase in cui gli alimenti non sono più considerati unicamente dal punto di vista delle loro proprietà nutritive, ma anche da quello del loro impatto sulla salute.

Il cibo può dunque curare?
Sì, presto sapremo come nutrirci per avere una salute migliore. Si può addirittura pensare che un giorno, nell’alimentazione, avremo la chiave della lotta contro il cancro o della prevenzione del Parkinson. Parallelamente, la produzione alimentare è confrontata con importanti sfide. Vista la crescita della popolazione mondiale, si può facilmente prevedere che le risorse alimentari saranno meno abbondanti e meno affidabili. Queste sono le due grandi sfide per il futuro.

Perché creare questo nuovo centro in Svizzera?
La Svizzera è il luogo ideale per dare inizio a quello che, credo, è destinato a diventare un movimento mondiale di ricercatori universitari che si interessano all’alimentazione. Gli svizzeri da tempo sono attenti alla qualità della vita e sono legati a valori consolidati per quanto riguarda la qualità dell’ambiente e degli alimenti che producono. Inoltre, nel Paese è presente un’importante industria alimentare: grandi gruppi e una miriade di piccole imprese. L’alimentazione rappresenta più del 5% del PIL svizzero, l’equivalente di quanto produce il settore orologiero. Secondo me, la Svizzera è destinata ad avere un ruolo preponderante nell’elaborazione di nuovi approcci nell’ambito della produzione alimentare.

Può farci qualche esempio della nostra alimentazione nel 2050?
Nel 2050 la Terra avrà più di nove miliardi di abitanti. Attualmente, ci è difficile comprendere che cosa implicherà nutrire un numero così elevato di persone. Produrre una quantità di cibo sufficiente non potrà non costituire una sfida; potrebbe essere impossibile garantire a tutti della carne e sarà difficile distribuire enormi quantità di alimenti senza sprechi . Secondo un calcolo della FAO, nel periodo storico tra il 1500 e il 2010 abbiamo prodotto meno cibo di quanto sarà necessario produrne tra il 2010 e il 2050! E il mondo certo non si fermerà nel 2050.


Clicca il sito del nuovo centro di ricerca nutrizionale del Politecnico di Losanna! http://nutritioncenter.epfl.ch/


Nel 2050 l’attuale cagnolino-robot Akiko di Gwenda sarà già vecchio; farà parte dei «vintage».


1. Quanti abitanti si stima avrà la Terra nel 2050?
A — 7 miliardi
B — 8 miliardi
E — 9 miliardi

2. Qual è la nazione dove in media si utilizza più il treno in un anno?  
A — Italia
N — Svizzera
C — Francia

3. In futuro aumenterà il lavoro…
A — manuale
E — a distanza  
C — artistico

4. Nei prossimi 30 anni ci sposteremo…
R — con automobili intelligenti
S — con il teletrasporto
I — con ascensori spaziali

5. Per garantire il cibo a tutti, occorrerà…
G — cibarsi di insetti
B — diminuire il numero dei bovini
C — aumentare la produzione di cereali

6. Dove si trova il grattacielo più alto della Svizzera?
A — Lugano
E — Zurigo
I — Basilea

7. Come si chiama la nuova politica energetica in Svizzera?
A — Strategia energetica 2050
B — Strategia energetica 2060
C — Strategia energetica 2070







La soluzione è…










…ENERGIA!

Testo: Eva Nydegger, Mirko Stoppa
Foto: Heiner H. Schmitt, Getty Images. Si ringrazia Kindercity di Volketswil per aver messo a disposizione il robot NAO
Pubblicazione:
lunedì 29.12.2014, ore 00:09