Nathalie con i suoi figli. L’indipendenza dei bambini passa anche dalle attività domestiche. (Foto: Sandro Mahler)

Così i bimbi imparano a fare le cose da soli

La ricerca dell’autonomia è un passaggio importante per ogni bambino. I consigli dell’esperta, Ornella Togni Romeo per accrescere la fiducia dei fanciulli. — di KERI GONZATO

Dai 2 ai 5 anni i bambini cercano di affermare la loro persona, con i primi “no” e i tentativi di “fare da sé” – afferma la psicologa e psicoterapeuta Ornella Togni Romeo – questo movimento deve essere
favorito, sostenendo e accompagnando i bambini a fare esperienze, tollerare frustrazioni e trovare soluzioni personali». Per poter iniziare a muoversi da soli i piccoli devono sentire di avere la libertà disporcarsi, sbagliare, inciampare, ritentare. Oltre alle ali, l’adulto deve offrire radici e rappresentare un punto di riferimento sicuro. Ad esempio, Solomon, a 6 anni, riceve dai genitori l’amore per il mare e il surf. «Da quando ha iniziato a camminare l’abbiamo spinto su ogni onda – racconta il padre, Araldo – finché ha preso la sua tavola sotto il braccio e da solo è andato verso le onde, mentre il nostro sguardo lo accompagnava in questo nuovo viaggio». «Leone, invece, il fratello minore di Solomon, a 4 anni non voleva togliere le rotelle alla bici, perché aveva paura di cadere. Per rassicurarlo, lo accompagnavo di lato – ricorda la madre, Nathalie –. Un giorno, mi sono staccata e ha iniziato a pedalare da solo, sorridendo, incredulo e felice per questa nuova conquista!».

Un paio d’anni dopo, un nuovo traguardo: il tragitto casa-scuola a piedi e da soli dei due fratelli. «Da questo momento, l’autonomia pratica e quella emotiva si sviluppano assieme e il bambino scopre di essere una persona diversa dai suoi genitori», spiega la psicologa. «Lola, la nostra terza figlia dai 3 anni decide come vestirsi, come pettinarsi, l’abbinamento dei colori. È impossibile consigliarle una mise – aggiunge Nathalie –. A 5 anni, invece, il suo nuovo traguardo è stato dormire dall’amichetta del cuore. I fratelli non lo farebbero mai, mentre lei al primo invito mi ha chiesto di poterci andare. Mi ha dato un bacio e con il vestitino svolazzante è corsa verso la sua amica. Mano nella mano si sono dirette nel loro mondo!». «Quest’ultimo esempio evidenzia come dalla presa di coscienza della propria individualità nasce l’autonomia emotiva, che si sviluppa con quella pratica. Quando i bambini hanno la certezza di riuscire, le loro capacità fioriscono e cominciano a essere aindipendenti», conclude la psicoterapeuta. 


L'esperta: «Non forzate la loro autonomia»
Intervista a Ornella Togni Romeo, psicologa e psicoterapeuta sistemica famigliare a Locarno. 

Cosa fare quando un bambino, compiuti i 2 anni, inizia a fare i primi passi verso l’autonomia?
Un bambino è in grado di fare molte cose se è messo nelle condizioni giuste. Se riceve fiducia sarà degno di fiducia. Deve poter sperimentare, cadere e rialzarsi. Allo stesso tempo il genitore deve fungere da punto di riferimento sicuro. 

Cosa non bisogna fare?
Sostituirsi al bambino impedendogli di sperimentare, perché così «si fa più veloce», perché certe cose devono essere «fatte bene». Questi comportamenti fanno intendere al bambino di essere incapaci, e ciò si riversa negativamente sulla sua autostima. È sconsigliato correggere il bambino, mentre è nell’azione. Ad esempio, se porta la brocca d’acqua in tavola e gli si dice di stare attento si crea sfiducia. Inoltre, bisogna evitare quei paragoni che generano competizione e minano la fiducia in se stessi.

Quando un bambino è indipendente?
Un bambino indipendente è un bambino a cui abbiamo dato fiducia, comprensione e a cui abbiamo lasciato il «suo» tempo di imparare. Lo abbiamo lasciato fare da solo, senza lasciarlo solo. Se i genitori forzano l’autonomia, il bambino vi si opporrà, perché è un bisogno dei grandi e non il suo. 


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